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PUOI VINCERE NEL SECONDO TEMPO

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“IO GUARIRÒ LA LORO INFEDELTÀ, IO LI AMERÒ DI CUORE” OSEA 14:4

L’intervallo nel gioco è per il riposo e la valutazione. È un tempo per riorganizzarsi, per valutare come sono andate le cose e decidere le modifiche necessarie per il resto del gioco. Spesso una squadra può sembrare destinata a perdere prima dell’intervallo, ma alla fine della partita le cose sono cambiate e vince. Fino al fischio finale, il gioco è ancora aperto. Lo stesso vale nella vita. Se sei qui, il gioco della vita non è ancora finito per te. Il tuo orologio sta ancora ticchettando. Hai ancora una vita da vivere. Non solo, ma il primo tempo non deve determinare il risultato finale. Forse hai commesso errori, sperimentato delusioni e fallimenti. Forse la vita ti ha inferto dei duri colpi qua e là. Ma tu sei ancora qui e, finché ci sei e l’arbitro non ha fischiato, non è troppo tardi perché Dio ti porti direttamente ai progetti che ha in serbo per te. Vedi, Dio guarda al tuo futuro, mentre il nemico cerca di tenerti concentrato sul passato. Dio dice: “Puoi farcela, nonostante ciò che hai fatto!” Il nemico al contrario dice: “Non puoi, a causa di quello che hai fatto”. Dio non ti definisce in base al tuo passato, mentre il nemico proverà a controllarti e a limitarti usandolo contro di te. Qualsiasi cosa abbia caratterizzato il tuo primo tempo, di buono o di cattivo o di brutto, sappi che l’obiettivo di satana è di tenerti incatenato lì. Dio invece vuole solo che tu impari dal tuo passato, non che continui a vivere in esso.

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GIOVANE, ASPIRA ALLA GRANDEZZA!

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“NESSUNO DISPREZZI LA TUA GIOVANE ETÀ; MA SII DI ESEMPIO AI CREDENTI” 1 TIMOTEO 4:12

All’età di diciotto anni, Timoteo era un apostolo. E sembra che alcune persone della chiesa considerassero in modo sfavorevole la sua promozione alla guida della comunità in giovane età. Ma Paolo era di opinione diversa. Disse a Timoteo: “Ordina queste cose e insegnale. Nessuno disprezzi la tua giovane età; ma sii di esempio ai credenti, nel parlare, nel comportamento, nell’amore, nella fede, nella purezza. Applicati… alla lettura, all’esortazione, all’insegnamento. Non trascurare il dono che è in te… Occupati di queste cose e dedicati interamente ad esse perché il tuo progresso sia manifesto a tutti” (vv. 11-15). Chi dice che sei troppo giovane per essere d’impatto? Non Dio. E non la storia. Victor Hugo scrisse la sua prima tragedia all’età di quindici anni. Raffaello dipinse i suoi capolavori prima di morire all’età di trentasette anni. Tennyson scrisse il suo primo volume di poesie a diciotto anni. Pascal scrisse le sue grandi opere tra i sedici e i trentasette anni. Giovanna d’Arco fece tutto il suo lavoro e fu bruciata sul rogo a diciannove anni. Romolo fondò Roma a vent’anni. Calvino si unì alla Riforma all’età di ventuno anni e scrisse i suoi famosi Istituti all’età di ventisette anni. Alessandro Magno aveva conquistato il mondo conosciuto quando aveva ventitré anni. Isaac Newton aveva ventiquattro anni quando postulò la legge di gravità. Credi in te stesso, perché Dio lo fa. Sviluppa i tuoi doni e chiedi a Dio di benedirli. Trai il meglio da ogni opportunità e renderai il mondo un posto migliore.

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MANTIENI LE TUE CONVINZIONI E DIO TI ONORERÀ

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“IO HO FATTO UNA PROMESSA AL SIGNORE E NON POSSO REVOCARLA” GIUDICI 11:35

Per mesi Eric Liddell si allenò deciso a vincere la gara dei 100 metri alle Olimpiadi del 1924. La maggior parte dei giornalisti sportivi predisse che avrebbe vinto. Ai giochi, tuttavia, Liddell venne a sapere che la gara dei 100 metri era programmata per domenica. Ciò rappresentava un grosso problema per lui, perché non credeva di poter onorare Dio correndo nel giorno dedicato al Signore. Si ritirò dalla gara e i suoi fan rimasero sbalorditi. Alcuni suoi sostenitori ora lo definivano un pazzo. Fu sottoposto a forti pressioni per cambiare idea, ma rimase fermo nella sua decisione. In seguito, un atleta lasciò la gara dei 400 metri, programmata in un giorno feriale, e a Liddell fu offerta l’opportunità di prendere il suo posto. Non era esattamente “la sua gara”, la distanza era quattro volte più lunga di quella per cui si era diligentemente allenato. Nonostante ciò, tagliò il traguardo come vincitore stabilendo un nuovo record di 47,6 secondi. Ottenne una medaglia d’oro olimpica e prese posizione senza compromessi per la sua fede. La sua storia è stata raccontata nel film vincitore del premio Oscar “Momenti di Gloria” (Chariots of Fire). Ma Eric Liddell rivendica qualcosa di più della fama, continuò con la sua vita diventando missionario in Cina, dove morì in un campo di prigionia nel 1945. Egli è come Iefte, che disse: “Io ho fatto una promessa al SIGNORE e non posso revocarla “. Una lezione che emerge forte e chiara dalla vita di quest’uomo: difendi le tue convinzioni e Dio ti onorerà.

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SOFFIA SU DI ME, SPIRITO DI DIO

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“PERCHÉ NESSUNO SI VANTI DI FRONTE A DIO” 1 CORINZI 1:29

Si racconta di un picchio intento a beccare un pino quando l’albero fu colpito da un fulmine e si spaccò da cima a fondo. Il picchio non riusciva a credere ai suoi occhi. Indietreggiò, guardò l’albero per un momento e volò via. Tornò più tardi, con altri nove picchi. Quindi, con molta spavalderia e orgoglio, indicò l’albero e disse: “Eccolo, signori, proprio come vi avevo detto!” Ora torniamo seri. Finché ti ricordi di dare a Dio il merito del tuo successo, continuerà a usarti e benedirti. “Ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall’alto” (Giacomo 1:17). Ciò significa che ogni cosa buona che hai a disposizione oggi, e ogni cosa buona di cui avrai bisogno domani, è un “dono” di Dio. Paolo scrive: “Perché nessuno si vanti di fronte a Dio “. Non c’è spazio per le vanterie in cielo, solo per la lode. Perché? Perché non puoi vantarti di come sei arrivato in paradiso; è solo per grazia di Dio. E non puoi vantarti di ciò che hai fatto per Dio prima di arrivare in paradiso, perché era la Sua chiamata. Egli afferma: “ Io sono il Signore; questo è il mio nome; io non darò la mia gloria a un altro” (Isaia 42: 8). E ancora: “Tutti quelli che portano il mio nome, che io ho creati per la mia gloria, che ho formati, che ho fatti” (Isaia 43: 7). Il Padre Nostro si conclude con le parole: “ Tuo è il regno, la potenza e la gloria” (Matteo 6:13 Nuova Diodati). Per quanto? “ In eterno. Amen”.

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ESCI DALLA TUA BARCA

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“ E PIETRO, SCESO DALLA BARCA, […] “ MATTEO 14:29

Matteo scrive: “ E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù”. Oggi, poniti queste tre domande: 1. Qual è la mia barca? È qualsiasi cosa ti dia un enorme senso di sicurezza. È ciò a cui sei tentato di affidarti quando la vita diventa burrascosa. Per sapere quale sia la tua barca, chiediti: “Che cosa mi spaventa maggiormente, specialmente quando penso di lasciarla alle spalle e fare un passo di fede?” 2. Che cosa mi impedisce di uscire dalla mia barca? La paura. Paura delle persone, paura del fallimento, paura della critica, paura di ciò che potrebbe mancarmi. Per crescere, devi entrare in un nuovo territorio e ogni volta che lo fai, proverai paura. Non va mai via. Ma ogni volta che esci dalla tua barca, impari a farlo con più facilità la volta successiva e inizi a capire che la paura non ha il potere di distruggerti. Quindi quando Gesù ti dice: “Vieni”, inizia a camminare, Egli non ti lascerà affogare. 3. Che cosa perderò rimanendo nella mia barca? Il tuo destino. Per ottenere ciò che non hai ancora raggiunto, devi provare a fare ciò che non hai ancora tentato. Ci saranno dei rischi? Sì, certamente. I più grandi battitori del baseball falliscono due volte su tre. Ma sanno che se non si mettono in gioco, non sperimenteranno mai la gioia di colpire un fuori campo. Rifletti: se rimani sulla tua barca, alla fine morirai lì e finirai per chiederti quale sarebbe stata la tua vita se solo tu fossi stato disposto a uscirne.

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NON È MAI TROPPO TARDI PER DIO

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“IO HO VISTO LE SUE VIE, LO GUARIRÒ; LO GUIDERÒ E RIDARÒ LE MIE CONSOLAZIONI A LUI E A QUELLI DEI SUOI CHE SONO AFFLITTI!” ISAIA 57:18

Ti stai chiedendo: “È troppo tardi perché Dio si occupi di me?” Non è mai troppo tardi per Dio! Nelle Scritture leggiamo di persone distrutte che Dio ha rialzato in modi meravigliosi. Usò Mosè, un assassino, per liberare gli schiavi ebrei. Ha usato Giacobbe, un bugiardo e un imbroglione, per mantenere la sua promessa con Abramo. Ha incluso persino Raab, una prostituta, nella famiglia messianica. E se Dio li ha redenti, può redimere anche te. La fragilità non dovrebbe mai tenerti legato. Piuttosto, dovrebbe liberarti in una vita di libertà. Una persona veramente distrutta comprende la verità delle parole di Gesù in Giovanni 15: 5: “Senza di me non potete fare nulla”. Una persona distrutta che ha imparato a dipendere da Dio è una forza da non sottovalutare. Quando si guarda un passato disseminato di errori, è difficile vedere un futuro luminoso; così come è difficile guidare guardando nello specchietto retrovisore. Devi dare uno sguardo allo specchietto retrovisore di tanto in tanto, ma se continui a concentrarti su di esso finirai per fare del male a te stesso e ad altri. Ecco perché il parabrezza è molto più grande dello specchietto retrovisore: ti mostra dove sei diretto invece che da dove vieni! Quando ti rivolgi a Dio, Egli ti perdona, ti ristabilisce e ti userà per i Suoi scopi. Dio disse: “Io ho visto le sue vie, lo guarirò; lo guiderò e ridarò le mie consolazioni a lui e a quelli dei suoi che sono afflitti. Io metterò la lode sulle sue labbra” (Isaia 57: 18-19). Questa è la parola per te oggi: non è mai troppo tardi per Dio!

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DIO TI STA ADDESTRANDO

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“È VERO CHE QUALUNQUE CORREZIONE SUL MOMENTO NON SEMBRA RECARE GIOIA, MA TRISTEZZA; IN SEGUITO TUTTAVIA PRODUCE UN FRUTTO…” EBREI 12:11

In ebraico la radice del verbo “provare” significa “guardare attentamente, guardare, scegliere”. Togliti dalla mente l’idea che Dio non veda le tue difficoltà. Al contrario, ne è completamente coinvolto. Vede i bisogni futuri e, di conseguenza, usa le tue circostanze per creare la prova oggi. Non ha forse l’autorità per farlo? Dio è il vasaio e noi siamo l’argilla; Egli è il pastore e noi siamo le pecore; è il giardiniere e noi siamo i rami; è l’insegnante e noi siamo gli studenti. Fidati del Suo insegnamento. Supererai questo periodo. E ricorda, tutte le prove sono temporanee. Hanno durata limitata. La Bibbia dice: “Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove” (1 Pietro 1: 6). C’è qualcos’altro da tenere a mente: non puoi accorciare il periodo di prova, ma puoi sicuramente allungarlo essendo orgoglioso e testardo, resistendo a ciò che Dio vuole insegnarti. Dio non ti negherà di fare quella scelta, ma nemmeno ti proteggerà dalle sue conseguenze. Non saresti il primo studente a dover ripetere una classe e non sarai l’ultimo. Puoi andare in chiesa la domenica e non mettere il cuore nelle tue preghiere; puoi rifiutare i principi di verità e cercare la via d’uscita più facile. Ma non funziona. “Il buon senno procura favore, ma la via dei perfidi è senza fine” (Proverbi 13:15). Fa come Dio ti dice di fare, perché è il modo migliore. Sempre!

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PERCHÉ STUDIARE LA BIBBIA? (3)

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“PERCHÉ L’UOMO DI DIO SIA COMPLETO E BEN PREPARATO PER OGNI OPERA BUONA” 2 TIMOTEO 3:17

Lo studio biblico quotidiano ti prepara per il compito che Dio ti ha assegnato nella vita. Paolo scrive: “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (vv. 1617). Secondo Paolo, tutte le Scritture sono utili, ma utili per cosa? 1. Per la dottrina e l’insegnamento. Strutturerà il tuo pensiero, ciò è fondamentale perché se non pensi in modo corretto, non vivi correttamente. Ciò che credi, in definitiva determina come ti comporti. 2. Per il rimprovero. Ti dirà dove sei fuori dai limiti. Come un arbitro che urla: “Fuori!” o “Dentro!”, la Bibbia ti fa sapere che cosa è peccato e che cosa Dio vuole per la tua vita. 3. Per la correzione. Hai un armadio in casa dove riponi tutte le cianfrusaglie e non c’è posto per nient’altro? Stipi tutto lì dentro, poi un giorno te ne dimentichi, apri l’anta e… ti cade tutto addosso! Dici: “Sarebbe meglio fare un po’ di pulizia!” La Bibbia è così: apre le porte dell’armadio nella tua vita e innesta una dinamica purificante. 4. Per esercitarsi alla giustizia. Dopo aver corretto gli aspetti negativi, Paolo dà delle linee guida positive da seguire nel corso della vita. Per quale ragione? “Perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”. Hai mai desiderato che la tua vita fosse più efficace per Gesù Cristo? E se è così, che cosa hai fatto per prepararti? Lo studio della Bibbia è uno degli strumenti principali per diventare un efficace servitore di Gesù Cristo. Niente può prendere il suo posto!

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PERCHÉ STUDIARE LA BIBBIA? (2)

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“SIETE DIVENTATI LENTI A COMPRENDERE” EBREI 5:11

Paolo scrive: “Siete diventati lenti a comprendere. Infatti, dopo tanto tempo dovreste già essere maestri; invece avete di nuovo bisogno che vi siano insegnati i primi elementi degli oracoli di Dio; siete giunti al punto che avete bisogno di latte e non di cibo solido. Ora, chiunque usa il latte non ha esperienza della parola di giustizia, perché è bambino; ma il cibo solido è per gli adulti; per quelli, cioè, che per via dell’uso hanno le facoltà esercitate a discernere il bene e il male.” (vv. 11-14). La parola chiave in questo passaggio è tempo. Le persone a cui erano indirizzate queste parole avevano una difficoltà di apprendimento: “Siete diventati lenti a comprendere”, cioè imparavano lentamente. Come se al momento di iniziare l’università, dovessi tornare all’asilo e imparare di nuovo l’ABC. Oppure, quando dovresti comunicare la verità da insegnante, tu avessi ancora bisogno di qualcuno che la insegni a te. Nota la frase “il cibo solido è per gli adulti”. Chi sono gli adulti? Sei maturo se ti sei allenato attraverso l’uso costante delle Scritture. Il segno della maturità spirituale non è quanto impari, ma quanto metti in pratica. Nel regno spirituale l’opposto dell’ignoranza non è la conoscenza, ma l’obbedienza. Obbedire alle Scritture è la chiave della maturità spirituale. Nel lungo periodo, trattieni circa il dieci percento di ciò che ascolti, il 50 percento di ciò che vedi e il 90 percento di ciò che applichi. Quindi: “Mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi. Perché, se uno è ascoltatore della parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio; e quando si è guardato se ne va, e subito dimentica com’era. Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, cioè nella legge della libertà, e in essa persevera, non sarà un ascoltatore smemorato, ma uno che la mette in pratica; egli sarà felice nel suo operare” (Gia. 1:22-25).

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PERCHÉ STUDIARE LA BIBBIA? (1)

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“COME BAMBINI APPENA NATI, DESIDERATE IL PURO LATTE SPIRITUALE” 1 PIETRO 2:2

Lo studio quotidiano della Bibbia è essenziale per la tua crescita spirituale. Il professor Howard Hendricks scrive: “Quando i nostri figli erano bambini in crescita, registravamo la loro crescita sul retro dell’antina di un armadio. Man mano che crescevano, ci imploravano di misurare quanto fossero diventati alti e di registrarlo sul grafico. Anche se aumentati di poco, comunque rimbalzavano per l’eccitazione nel vedere i loro progressi. Una volta, dopo aver misurato una delle mie figlie, mi ha posto quel tipo di domanda che non vorresti mai udire: “Papà, perché le persone grandi smettono di crescere?” Come spiegare che le persone grandi non smettono di crescere, ma crescono soltanto in una direzione diversa? Non ricordo che cosa le dissi, ma ancora oggi il Signore mi chiede: Hendricks, stai invecchiando o stai crescendo?” E tu? Da quanto tempo sei Cristiano? Nove mesi? Trentanove anni? La vera questione è: quanto sei cresciuto? Fatti avanti e misura i tuoi progressi col grafico di crescita di Dio. Ecco cosa intendeva l’apostolo Pietro quando scrisse: “Come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale”. Proprio come un bambino afferra il biberon, così tu devi afferrare la Bibbia. Il bambino ha bisogno del latte per vivere e crescere fisicamente; tu hai bisogno delle Scritture per vivere e crescere spiritualmente. Quindi, la prima ragione per studiare le Scritture è il fatto che sono un mezzo di crescita spirituale. È lo strumento principale che Dio usa per farti crescere e maturare come individuo”.

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