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LEGGI TRA LE RIGHE

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“DUE UOMINI CAMMINANO FORSE INSIEME, SE PRIMA NON SI SONO ACCORDATI?” AMOS 3:3

Quando si tratta di costruire relazioni, leggi tra le righe. Da qualche parte, scritto in caratteri minuti tra le righe degli incontri e degli appuntamenti, qualcosa ti aveva fatto intuire, seppure con lievi accenni, che quella persona sarebbe diventata in un certo modo. Le bandiere rosse erano sempre state lì, anche se inizialmente avevano una bella tonalità di rosa. Hai visto quanto velocemente si è arrabbiato. Sapevi che era sempre in ritardo quando passavi a prenderla. Andava inevitabilmente nel panico, controllando ogni voce sul conto del ristorante. Non ha mai mancato di flirtare con il cameriere e chiunque altro avesse guardato nella sua direzione. Hai notato, ma non hai ascoltato la vocina dentro di te. La poetessa Maya Angelou ha detto: “Quando qualcuno ti mostra chi è, credigli la prima volta!” Prima di ordinare qualcosa, leggi tra le righe per assicurarti di poterti permettere i pagamenti.
Forse il messaggio tra le righe è diventato ovvio quando hai visto come interagiva con la sua famiglia, o come non interagiva affatto. Forse era nel modo in cui i suoi occhi indugiavano su ogni donna che passava. O durante le telefonate, quando eri nei paraggi e si allontanava per non essere udito. È probabile che tu l’abbia visto, ma non ci hai prestato attenzione. Hai trascurato i suoi capricci, la possessività, la gelosia e la mancanza di integrità, pensando di poterlo cambiare o che sarebbe cambiato per te. Adesso ti è chiaro. C’è un motivo per cui la Bibbia chiede: “Due uomini camminano forse insieme, se prima non si sono accordati?” Sì, il Dio che dà “un diadema invece di cenere” può cambiare il cuore del tuo partner (cfr. Isaia 61:3). Ma se stai uscendo con qualcuno o stai prendendo in considerazione una relazione a lungo termine, prega per essa e leggi tra le righe.

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AVERE UN ATTEGGIAMENTO VINCENTE

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“VOI ESULTATE ANCHE SE ORA, PER BREVE TEMPO, È NECESSARIO CHE SIATE AFFLITTI DA SVARIATE PROVE” 1 PIETRO 1:6

Nel 1962, in uno studio classico intitolato Cradles of Eminence, Victor e Mildred Goertzel hanno studiato il background familiare di oltre 400 persone di grande successo. Hanno cercato di identificare le esperienze nell’infanzia che potrebbero aver contribuito ai loro notevoli risultati nella vita. Lo studio comprende Einstein e molte altre persone famose e ammirate. Lo studio si è rivelato molto interessante: tre quarti di loro provenivano da un’infanzia travagliata, povertà persistente, famiglie distrutte o abusi da parte dei genitori; un quarto di loro aveva disabilità fisiche. La maggior parte di quelli che sono diventati famosi scrittori o drammaturghi hanno visto i loro genitori coinvolti in una crisi dopo l’altra. Ecco la conclusione delle ricerche: la necessità di compensare gli svantaggi è stato
un fattore fondamentale nella loro spinta verso la realizzazione personale. Queste persone avevano una cosa in comune: l’atteggiamento vincente”. Questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede” (1 Giovanni 5: 4). Quando hai fede in Dio e in te stesso, puoi arrivare a fare cose che ti stupiscono. Il problema che oggi appare insormontabile, può trasformarsi nel trampolino di lancio per la grandezza di domani. La Bibbia lo esprime in questo modo: “Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell’oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo” (1 Pietro 1: 6-7).

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SEI IN FASE DI TEST

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“NON VI STUPITE PER L’INCENDIO CHE DIVAMPA IN MEZZO A VOI PER PROVARVI, COME SE VI ACCADESSE QUALCOSA DI STRANO” 1 PIETRO 4:12

La Bibbia ci dice: “Non vi stupite per l’incendio che divampa in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Anzi, rallegratevi in quanto partecipate alle sofferenze di Cristo perché anche al momento della sua gloria, possiate rallegrarvi ed esultare” (vv. 12-13). In “The Message”, Eugene Peterson parafrasa le parole di Pietro: “Amici, quando la vita diventa davvero difficile, non saltate alla conclusione che Dio non sia al lavoro. Invece, rallegratevi di vivere in pieno di ciò che Cristo ha vissuto. Si tratta di un processo di perfezionamento spirituale, e la gloria è proprio dietro l’angolo”. I tempi di prova sembrano “strani”, ma sono normali e necessari! Ti permettono di crescere in grazia. Permettono a Dio di equipaggiarti e di prepararti a fare grandi cose nel Suo Regno. Dio non ci affligge mai, ma
ci mette sicuramente alla prova. E le sue prove ci misurano, rivelano chi siamo, rafforzano la nostra fede, ci purificano e ci fanno crescere spiritualmente. Per citare l’apostolo Paolo: “Tutto ciò infatti avviene per voi, affinché la grazia che abbonda per mezzo di un numero maggiore di persone moltiplichi il ringraziamento alla gloria di Dio. Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno. Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria” (2 Corinzi 4:15-17). Se potessi vedere la benedizione che ti aspetta dall’altra parte di questa prova infuocata, smetteresti di indulgere nell’autocommiserazione e inizieresti a preparare la tua festa di promozione.

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SATANA È AL LAVORO, RESISTIGLI!

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“UN NEMICO HA FATTO QUESTO” MATTEO 13:287

Nella Bibbia è scritto: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo. Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò. Quando l’erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie. E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: “Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania?” Egli disse loro: “Un nemico ha fatto questo” (versi 24-28). Di tanto in tanto, tutti noi abbiamo bisogno di un risveglio spirituale, quasi un campanello d’allarme che ci scuota. A volte i problemi che affrontiamo non sono di natura umana; Gesù disse: “Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò”. Sì, è sciocco incolpare sempre
satana, ma è ancora peggio non accorgersi del suo lavoro. Paolo scrisse: “Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate stare saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere” (Efesini 6:11-13). E aggiunse: “Prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno” (v.16). Quindi la parola oggi per te è: riconosci quando satana è al lavoro, resistigli ed egli fuggirà (cfr. Giacomo 4:7)

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LASCIATI CONSOLARE DA DIO

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“DIO DI OGNI CONSOLAZIONE” 2 CORINZI 1:3

Quando perdi qualcuno che ami, attraversi una fase di lutto. Dio può consolarti e camminare al tuo fianco. Gesù disse: “Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati” (Matteo 5:4). Il lutto è il modo sano per elaborare le tue emozioni, esprimere il tuo dolore e andare oltre. La ripresa non avviene dall’oggi al domani; dipende dalla dimensione della tua perdita. Solo le piccole perdite si risanano velocemente. Zig Ziglar afferma: “Le venti ore più lunghe della mia vita furono quelle subito dopo la morte di mia figlia. Quando organizzai i suoi funerali, fui costretto ad ascoltare un venditore che non smetteva più di parlare e mi disse almeno trenta volte che non era un venditore. Per due volte dovetti lasciare la stanza; semplicemente, non riuscivo a reggerlo. La sera prima, nel dormiveglia, continuavo a pensare che mia
figlia si stesse chiedendo quando suo padre sarebbe venuto a prenderla. La mattina dopo feci una passeggiata, continuando a piangere e pregare per tutto il tragitto. Quando tornai, il Signore mi parlò in modo chiaro: ‘Lei sta bene. È con me, e starai bene anche tu. Io sono tutto ciò di cui hai bisogno. Continua a camminare. Continua a parlare. Continua a pregare. Continua a piangere”. Non esiste una soluzione per il dolore e la perdita, ma di certo sono esperienze che non sei costretto a vivere da solo. Il Salmo più noto della Scrittura dice: “Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me” (Salmo 23:4). Il sole tornerà a splendere. “La sera ci accompagna il pianto; ma la mattina viene la gioia” (Salmo 30:5). La tua gioia tornerà, Dio lo ha promesso!

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VIVI SECONDO LE TUE CONVINZIONI (2)

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“NON HO COSCIENZA DI ALCUNA COLPA… COLUI CHE MI GIUDICA È IL SIGNORE” 1 CORINZI 4:4

Daniele fu costretto a decidere se essere un conformista o un trasformatore. Qual è la differenza? La pressione controlla il conformista. Se eserciti abbastanza pressione su di loro, si sottometteranno. Se fai pressione su di loro, fumeranno la prima canna, berranno il primo drink, faranno ciò che fanno tutti gli altri. Ma sono i princìpi a governare un trasformatore. Dirai: “Vivere così è molto impegnativo.” Sì ed è anche molto protettivo. Dio sa meglio di noi come evitare il dolore, la frustrazione e la distruzione nelle nostre vite. Poiché Egli vede il ciglio della scogliera meglio di noi, mette dei guardiani accanto al precipizio. E quando seguiamo i Suoi comandi evitiamo angoscia, insidie e la perdita della nostra reputazione. Rifiutarsi di mangiare il cibo del re non era una questione alimentare, ma di dedizione a Dio. Ora, noi non sosteniamo l’idea: “Lascia che la tua coscienza sia la tua guida”. La tua coscienza non è sempre una buona guida. Il fatto che tu non consideri un male una certa cosa, non significa che non dovresti invece considerarla un male. La coscienza può essere danneggiata e bruciata. La Bibbia parla di essere “segnati da un marchio nella propria coscienza” (1 Timoteo 4:2). Paolo scrive: “Non ho coscienza di alcuna colpa; non per questo però sono giustificato; colui che mi giudica è il Signore”. Tuttavia, quando devi prendere una decisione difficile, la coscienza è la prima a cui dovresti chiedere. Raramente fai la scelta giusta, se sei consapevole che quella scelta ti porterà verso il temuto senso di colpa. Perciò, vivi secondo le tue convinzioni.

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VIVI SECONDO LE TUE CONVINZIONI (1)

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“DANIELE PRESE IN CUOR SUO LA DECISIONE DI NON CONTAMINARSI” DANIELE 1:8

La Bibbia dice: “Daniele prese in cuor suo la decisione di non contaminarsi con i cibi del re e con il vino che il re beveva”. Quei cibi e quel vino erano offerti agli dei pagani come segno di adorazione e ciò, per Daniele, era inaccettabile. Gli era stato chiesto di compromettere la sua identità e lui non lo avrebbe fatto. Daniele avrebbe avuto buone ragioni per scegliere di dire sì: era lontano da casa e avrebbe potuto fare ciò che voleva; nessuno lo avrebbe mai saputo. Inoltre, non mangiare quei cibi era un insulto al re, non una grande mossa professionale! Daniele sapeva che la Parola di Dio era chiara sull’adorazione degli idoli e Dio lo benedisse per questo. Egli finì per essere protetto, preservato, sostenuto e prosperò in modi impensabili.
La sua filosofia era: “Quando Dio dice sì, io dico sì. Quando Dio dice no, io dico no”. E aveva stabilito le sue convinzioni prima di arrivare a Babilonia. Domanda: hai deciso quali sono le tue convinzioni fondamentali? Hai speso del tempo per capire che cosa farai o non farai nei momenti difficili? Se la risposta è no, è necessario che tu lo faccia. Probabilmente gli amici di Daniele gli dissero: “Nessuno verrà a saperlo”. Ma egli pensò: “Dio lo saprà, e anche io. Non è con te che devo vivere, ma con me stesso”. I tuoi pensieri e le tue idee devono sempre essere aperti al cambiamento e al miglioramento, ma le tue convinzioni fondamentali non devono essere negoziabili. Perciò, vivi secondo le tue convinzioni.

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CONCENTRATI SU CIÒ CHE CONTA

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“CORRO VERSO LA META PER OTTENERE IL PREMIO” FILIPPESI 3:14

Parte dello straordinario successo di Paolo è dovuto alla sua concentrazione. “Corro verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione”. La concentrazione può dare energia e forza a quasi tutto, che sia spirituale, mentale o fisico. Il sociologo Robert Lynd osservò che “La conoscenza è potere solo quando sa di quali fatti non preoccuparsi”. La nascita di una potenziale svolta spesso deriva dalla condivisione di molte buone idee. Ma per portare le idee al livello successivo, devi passare dall’ampliare ed estendere il tuo pensiero all’essere selettivo. Una buona idea diventa una grande idea quando c’è tempo di focalizzarsi su di essa. È vero che concentrarsi su una singola idea per lungo tempo può essere molto frustrante, ma la tua perseveranza pagherà. La mente non si concentrerà finché non avrà un obiettivo. Ma
lo scopo dei tuoi obiettivi è focalizzare la tua attenzione e darti indicazioni, non identificare una destinazione finale. Mentre rifletti sui tuoi obiettivi, assicurati che siano: 1. Abbastanza chiari da poterti focalizzare su di essi; 2. abbastanza vicini da poterli realizzare; 3. abbastanza utili da cambiare delle vite. Paolo descrive i suoi obiettivi come “celeste vocazione.” Quando pensi solo a te stesso, stai pensando in modo “terreno”, ma quando pensi agli altri, pensi in modo “celeste.” Queste tre linee guida ti faranno andare avanti. E assicurati di annotare i tuoi obiettivi. Se non sono scritti, quasi sicuramente non sono ancora abbastanza chiari. E se vuoi davvero focalizzarti su di essi, segui il consiglio del produttore teatrale David Belasco, che disse: “Se non riesci a scrivere la tua idea sul retro del mio biglietto da visita, non hai un’idea chiara”.

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LAVORA SULL’IMMAGINE CHE HAI DI TE

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“I TUOI OCCHI VIDERO LA MASSA INFORME DEL MIO CORPO… QUANDO NON ERA SORTO ANCORA ” SALMI 139:16

Iyanla Vanzant disse: “Tutto ciò che ti succede è il riflesso di ciò che credi di te stesso. Non possiamo… descrivere noi stessi meglio di quanto pensiamo di valere”. Ciò significa che il modo in cui ci vediamo determina il tipo di relazioni che instauriamo. Molti di noi nutrono bassissima autostima. Consideriamo tutti gli altri più importanti di noi e pensiamo che soddisfare i loro bisogni sia più importante che soddisfare i nostri. Ci confrontiamo con gli altri e permettiamo a loro di determinare chi siamo; dipendiamo dalla loro approvazione per sostenere la nostra identità. Ma è uno schiaffo in faccia a Dio guardare gli altri e dire: “Vorrei essere come loro”. Dio ti ha creato per il Suo scopo, affinché tu possa riflettere un aspetto unico della Sua gloria. Come credenti in Cristo, ci è stata data una nuova identità come figli di Dio. Non siamo stati creati per vivere subordinati ad altre persone. Piuttosto, Dio ci sta trasformando ad immagine di Suo figlio e ci rende integri (cfr. 2 Corinzi 3:18). Con Lui non c’è bisogno di aver paura di essere ciò che siamo realmente. È tempo di sviluppare una veritiera opinione di te stesso, sulla base della verità che Dio ti ha creato esattamente, precisamente, elaboratamente, meravigliosamente e unicamente te: una creazione unica nel suo genere, senza paragoni. Il salmista scrisse: “Nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi erano destinati, quando nessuno d’essi era sorto ancora… quanto mi sono preziosi i tuoi pensieri, o Dio! Quant’è grande il loro insieme!” (Salmi 139:16-17).

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NON CI ANDARE!

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“IL PECCATO, QUANDO È COMPIUTO, PRODUCE LA MORTE” GIACOMO 1:15

Quando Dio dice no al peccato, non vuole essere duro, ma proteggerti. La Bibbia spiega i pericoli e le sottigliezze del peccato in questo modo: “Ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce. Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte. Non v’ingannate, fratelli miei carissimi” (vv. 14-16). Oggi alcuni sostengono il progetto di legalizzare alcune droghe, come la marijuana, per uso ricreativo. È un tentativo già fatto, ma fallito in modo disastroso. Alla fine degli anni ’80, la municipalità di Zurigo dedicò alcune zone della città all’uso libero di droghe, dove i tossicodipendenti potevano bucarsi legalmente, con aghi sterili forniti gratuitamente, nella speranza di rallentare la diffusione di AIDS. La zona di Platzspitz fu soprannominata “Parco dell’ago.” Dunque, quale fu il bilancio di questo esperimento? Quasi immediatamente il numero di tossicodipendenti che usufruivano del parco aumentò da 200 a 20.000. Si verificarono diecimila “eventi di consumo” al giorno, in quanto persone da tutta la Svizzera andavano lì per divertirsi. Ben presto superarono la popolazione locale. Il tasso di mortalità superò il limite, i funzionari sanitari rianimarono fino a cinquanta casi di overdose al giorno. Il livello di criminalità, invece di diminuire, aumentò a dismisura. I funzionari cittadini decisero infine di annullare l’esperimento e chiudere il parco. Quasi immediatamente il tasso di criminalità ritornò ai livelli precedenti e il programma si concluse con un fallimento totale. Quando Dio ti dice: “Non ci andare”, è perché Egli ti ama e vuole solo il meglio per te. Perciò sii saggio, ascoltaLo e non ci andare!

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