Come usare la rabbia a tuo vantaggio (2)

“IL SENNO RENDE L’UOMO LENTO ALL’IRA” PROVERBI 19:11
La rabbia spesso ci spaventa perché ci ha ferito a nostra volta. Ma la rabbia prova che una persona ha a cuore qualcuno o qualcosa. Non si può correggere un errore senza che qualcuno non si arrabbi per quella cosa sbagliata. Se elimini ogni rabbia, spegni passione, intimità e amore. Ecco due modi per far sì che la rabbia funzioni a tuo vantaggio: 1. Dirigi la rabbia verso il bersaglio giusto. Il nemico non è il tuo coniuge, Satana lo è. Egli viene per “rubare, ammazzare e distruggere” (Giovanni 10:10). È lui che sta cercando di creare una spaccatura tra voi. 

Sposta consapevolmente l’attenzione dal tuo coniuge al problema. Ad esempio, arrabbiati per la mancanza di finanze, non per le spese del tuo coniuge. Arrabbiati per le richieste che vi spingono in direzioni diverse, non perché  il tuo coniuge resta fino a tardi al lavoro. Arrabbiatevi per le limitazioni all’intimità, non per il fatto che il vostro coniuge dica di no ad essa. Mettete il problema “fuori”, separato da te e dal tuo coniuge. Considerate che state combattendo dalla stessa parte della barricata. Attaccate il problema, non mettetevi l’uno contro l’altro. 

2. Cerca il dolore. C’è quasi sempre un dolore che ha generato la rabbia: trovalo. Cercalo nel tuo coniuge e nel tuo cuore. Quale esigenza non viene soddisfatta? Quale ferita è stata esposta? Quale vergogna o paura è stata provocata? Quando identifichi il dolore, sarai molto più vicino alla soluzione. Ma attenzione! Essendo vulnerabili, a volte potreste finire per ferirvi a vicenda; riconoscetelo e perdonatevi in fretta. Rimanere insieme rischiando la vulnerabilità aumenterà l’intimità più di ogni altra cosa. Quindi abbraccia la rabbia come un dono di Dio e impara a farla funzionare a tuo vantaggio

Come usare la rabbia a tuo vantaggio (1)

“OGNI UOMO SIA PRONTO AD ASCOLTARE, LENTO A PARLARE E LENTO ALL’IRA” GIACOMO 1:19
Puoi usare la rabbia per approfondire effettivamente il legame e l’intimità tra te e il tuo coniuge. Ecco come: 1. Riconosci il luogo della rabbia. Una persona governata dalla rabbia non è un luogo sicuro, non è sana, né saggia. “L’uomo che non ha autocontrollo è una città smantellata, priva di mura” (Proverbi 25:28). Ma se tu e il tuo coniuge riuscite a imparare a gestire la rabbia invece di lasciare che sia lei a gestire voi, può rivelarsi uno strumento prezioso. Pensa all’emozione come a un bagliore emesso dal cervello che ti avverte che c’è qualcosa con cui devi fare i conti. 

Sforzati di riconoscere i tuoi sentimenti. Se fai fatica a controllarla, esci, fai una passeggiata e lascia sbollire la rabbia. Poi torna, riprendi il tuo posto e affronta il problema. 2. Non scappare. A meno che tu non sia davvero in pericolo, in tal caso devi raggiungere  un posto sicuro. Ma, se non è così, restare al fianco del proprio coniuge rafforza i sentimenti di entrambi. È l’unico modo per trovare una soluzione. Se uno dei due è arrabbiato, accordatevi per affrontare l’argomento.

Potrebbe essere necessario stabilire un orario per parlarne, ma non aspettate troppo. In ogni caso, decidete di affrontare il problema prima di andare a dormire. Potreste non trovare la soluzione all’intera faccenda, ma mettetevi d’accordo per disinnescare la situazione prima che finisca la giornata. “Il sole non tramonti sopra la vostra ira, e non fate posto al diavolo” (Efesini 4:26-27). Se necessario, fissate un appuntamento per risolvere il problema. Voi e il vostro matrimonio lo meritate.

La vivificazione dello Spirito Santo

“RAVVIVAMI SECONDO LA TUA PAROLA” SALMO 119:25
La Bibbia è la Parola attraverso la quale preghiamo, su cui meditiamo e che dobbiamo vivere. La chiave è la vivificazione dello Spirito Santo. “Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, Egli… vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito” (Romani 8:11). In questo caso, la “vivificazione” si riferisce alla nostra risurrezione corporea dai morti. Ma lo Spirito Santo ci vivifica in più di un modo. A volte è un’idea data da Dio che si attiva attraverso le nostre sinapsi. A volte è uno stimolo che ci spinge a farci avanti, a intervenire in una situazione o a dichiarare la nostra fede. 

A volte è una parola di sapienza in una situazione difficile. Quando lo Spirito Santo ti vivifica in questo modo, non esitare. Agisci in base all’idea, cogli l’opportunità e pronuncia la Parola. La parola “vivificare” ha diversi significati. Diamo un’occhiata a tre di essi: 1. Vivificare significa catalizzare. Pensa alla chimica. Ebrei 4:12 dice che la Parola è viva e attiva. Lo stesso Spirito che ha ispirato gli scrittori sacri ispira anche te mentre la leggi. E quando la Parola Vivente è catalizzata dalla fede, avviene una reazione soprannaturale che perdona il peccato, allevia la paura, guarisce le malattie, ispira idee e fa nascere visioni. 

2. Vivificare significa trasferire il possesso. Pensate al settore immobiliare. Non puoi semplicemente stipulare un contratto per una casa; devi andarci ad abitare. Per fede, ci assumiamo la proprietà della Parola, e la Parola si assume la proprietà di noi. Quando la Parola viene vivificata, sigilla l’accordo. 3. Vivificare significa anche concepire. Quando la Parola è concepita, ti impregna di possibilità, cambia i tuoi desideri, sradica le tue paure e forma in te la mente di Cristo.

Non sei solo, Dio è con te!

“IO SONO IL CAPO DELL’ESERCITO DEL SIGNORE; ARRIVO ADESSO” GIOSUÈ 5:14
La Bibbia dice: “Mentre Giosuè era presso Gerico, egli alzò gli occhi, guardò, ed ecco un uomo in piedi che gli stava davanti, tenendo in mano la spada sguainata. Giosuè andò verso di lui e gli disse: “Sei tu dei nostri o dei nostri nemici?” E quello rispose: “No, io sono il capo dell’esercito del Signore; arrivo adesso”. Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò e gli disse: “Che cosa vuol dire il mio Signore al suo servo?” Il capo dell’esercito del Signore disse a Giosuè: “Togliti i calzari dai piedi; perché il luogo dove stai è santo”. E Giosuè fece così” (vv. 13-15). 

Il messaggio qui è inequivocabile: Gerico poteva avere le sue mura, ma Giosuè aveva di più. Tu hai Dio. Lui è con te. Non era proprio questa la parola che necessitava Giosuè, un promemoria della potenza onnipotente di Dio? Non è quello di cui tu hai bisogno? Sapere che Dio è vicino, che non sei mai solo, e che nella tua ora più buia, nelle tue domande più profonde, il Signore non ti lascerà mai. 

Davide disse: “L’Eterno è la mia parte di eredità e il mio calice; tu, o Eterno, tieni al sicuro quel che mi è toccato in sorte… Benedirò il Signore che mi consiglia… io ho continuamente posto l’Eterno davanti ai miei occhi; poiché Egli è alla mia destra, io non sarò mai smosso. Perciò il mio cuore si rallegra, e la mia anima esulta” (Salmo 16:5-9). Stai affrontando una sfida a livello di Gerico? Fai quello che fece Giosuè: “Egli alzò gli occhi, guardò, ed ecco un uomo in piedi che gli stava davanti” (Giosuè 5:13). Hai guardato al problema troppo a lungo. Alza i tuoi occhi al risolutore del problema, Gesù!

Impara a essere guidato dallo Spirito

“INFATTI TUTTI QUELLI CHE SONO GUIDATI DALLO SPIRITO DI DIO SONO FIGLI DI DIO” ROMANI 8:14
Se tu sei un figlio riscattato di Dio, allora lo Spirito Santo vive in te. E ti guiderà attraverso le benedizioni di Dio per la tua vita e attraverso le opportunità di benedire gli altri. In alcuni casi, la tua abilità e volontà di ignorare la ragione, ignorare i buoni consigli degli altri, ed essere guidato dallo Spirito di Dio, può fare una differenza enorme per qualcuno nel bisogno. L’ammiraglio Sir Thomas Williams era un comandante di una nave che attraversava regolarmente l’Atlantico. La sua rotta lo portò in vista all’isola di Ascensione, che era per la maggior parte del tempo disabitata. 

Era poco visibile all’orizzonte durante la traversata, quando Sir Thomas sentì l’urgenza di dover dirigere il suo vascello verso l’isola. Più si avvicinava all’isola e più grande era l’urgenza che sentiva. Quando ordinò di dirigersi verso l’isola, il suo ufficiale tenente puntualizzò rispettosamente che un cambio di rotta del genere gli avrebbe procurato grande ritardo. Ciononostante, l’ammiraglio continuò a perseverare nel suo intento. La profonda urgenza, che aveva riconosciuto come guida di Dio, era molto forte. 

Man mano che la nave si avvicinava all’isola, la sua ciurma vide una bandiera bianca. “Deve essere un segnale!” concluse Williams. Sulla spiaggia c’erano sedici uomini che erano naufragati giorni prima. Erano affamati e avevano perso ogni speranza. Sedici vite furono salvate quel giorno perché un uomo aveva imparato ad ascoltare e ad obbedire alla voce dello Spirito Santo dentro di lui. Puoi farlo anche tu. “Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio sono figli di Dio”.

Quello che hai è buono

“SENTE CHE IL SUO LAVORO RENDE BENE” PROVERBI 31:18
Guarda quattro verità liberatorie in questa scrittura: 1. “‘Lei’ sente che il suo lavoro rende bene”. Lei non cerca l’approvazione o la validazione del suo lavoro. Quando sei insicuro e non apprezzi ciò che hai, alcuni potrebbero sminuire il tuo lavoro e cercare di convincerti che non vale molto. Questa donna, come tutti noi, desidera accettazione e validazione, ma non la cercherà né si sentirà sminuita se non la ottiene. 2. “Lei ‘sente’ che il suo lavoro rende bene”. Percepire significa sentire e conoscere interiormente.

Capisce cosa mette sulla bilancia e lo apprezza dentro di sè. Non dubiterà del suo valore, né troverà necessario vantarsi della qualità della sua merce. Non storcerà il naso con orgoglio, ma non abbasserà nemmeno gli occhi per falsa umiltà. Ha semplicemente una visione equilibrata e sana della sua merce. 3. “Lei sente che il ‘suo’ lavoro rende bene”. Qui troviamo qualcuno che non si lascia intimidire o eccessivamente preoccupare della merce di altri commercianti. Di conseguenza, questa donna non spende le sue energie facendo paragoni e mettendosi in competizione. 

4. “Lei sente che il suo lavoro ‘rende bene’”. Non è incastrata nel passato, pensando alla buona merce che aveva una volta. E non pospone nemmeno la ricerca dei suoi obiettivi fino a quando la merce sarà perfetta. Lei si muove semplicemente per fede, avendo fatto il meglio che poteva. La sua merce è buona oggi, domani è nelle mani di Dio. L’ansietà non ha spazio nella sua vita. Quindi la parola per te oggi è, quello che hai è buono!

Sperimenta la presenza di Dio ogni giorno

“LA MIA PRESENZA ANDRÀ CON TE” ESODO 33:14
Nicholas Herman era un cuoco in un monastero. Si chiedeva preoccupato se fosse davvero salvato o meno. Un giorno mentre osservava un albero, realizzò la verità delle parole del salmista, che doveva essere radicato in qualcosa di diverso e più profondo di se stesso (cfr. Salmo 1:1-3). Quel giorno decise di fare alla sua vita un esperimento in quello che chiamò “abituale, silenziosa, conversazione segreta dell’anima con Dio”. Oggi è conosciuto con il nuovo nome datogli dai suoi amici: Fratello Lawrence. 

Lui rimase all’ombra per tutta la sua vita e trascorse il resto dei suoi giorni nella cucina del monastero. Le persone intorno a lui invece scoprirono quale fiume di acqua viva sgorgava da lui che li fece voler conoscere Dio come aveva fatto lui. “Il buon fratello trovava Dio ovunque” scrisse uno di loro, “sia quando riparava le scarpe, sia quando pregava con la comunità”. Dopo che fratello Lawrence morì, i suoi amici crearono un libro con le sue lettere e conversazioni. Si chiama “La pratica della presenza di Dio”, e si pensa che sia uno dei libri più letti negli ultimi secoli. 

Questo semplice cuoco ha venduto più di molti romanzieri contemporanei popolari e il suo libro è ancora nelle classifiche dei best-seller. Fratello Lawrence disse: “La pratica più santa e necessaria in una vita spirituale è la presenza di Dio. Questo significa trovare piacere costante nella sua compagnia divina, parlando umilmente e amorevolmente con lui in ogni stagione, in ogni momento, senza limitare la conversazione in alcun modo”.

Cosa, chi, perché e quando?

“SIATE DUNQUE PAZIENTI, FRATELLI, FINO ALLA VENUTA DEL SIGNORE” GIACOMO 5:7
Quando si tratta della venuta di Cristo, emergono cinque domande: 1. Cos’è la venuta di Cristo? È il compimento della Sua promessa: “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore… io vado a prepararvi un luogo… tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi” (Giovanni 14:2-3). 2. Chi sta tornando? Cristo! Quando è asceso in cielo un angelo annunciò: “Questo Gesù, che vi è stato tolto ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo” (Atti 1:11). 

 3. Perché Gesù sta ritornando? La Sua prima venuta è stata come servo sofferente per morire sulla croce per i nostri peccati. La Sua seconda venuta sarà per condurci in un tempo di pace sulla terra e nell’eternità nella Sua presenza. Nella Sua prima venuta, Lui ha dimorato con noi per un po’. Nella seconda venuta ci prenderà per vivere con Lui per sempre. 

4. Da dove verrà? “Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria” (1 Tessalonicesi 4:16-17). 5. Quando tornerà? Gesù disse: “Ma quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo (Matteo 24:36). Se sei saggio, vivi ogni giorno come se Cristo potesse tornare in qualsiasi momento, perché potrebbe!esi 1:6).