Tu conquisterai la tua Gerico (2)

“GIOSUÈ… ALZÒ GLI OCCHI… GUARDÒ, ED ECCO UN UOMO IN PIEDI CHE GLI STAVA DAVANTI” GIOSUÈ 5:13
A fine gennaio 1956, il Dott. Martin Luther King Jr. ricevette una telefonata minacciosa a casa sua. Non era il primo messaggio di avvertimento che aveva ricevuto. Ma quella notte, mentre i suoi bambini e sua moglie dormivano, il peso del Movimento dei Diritti Civili gli parve troppo pesante. Egli decise che il rischio era troppo grande. Egli cominciò a progettare una strategia di uscita. 

A mezzanotte si chinò sul tavolo della cucina e cominciò a pregare: “Ho paura. La gente mi guarda come un leader e se io mi presento a loro senza forza e coraggio, anche loro vacilleranno. Io sono alla fine delle mie forze. Non mi è rimasto più niente. Sono arrivato al punto dove non posso affrontare la cosa da solo”. King descrisse ciò che successe dopo. “Sperimentai la presenza del Divino come non l’avevo mai sperimentata prima. Sembrò come se sentissi la serena garanzia di una voce interiore che diceva: “Difendi la giustizia, difendi la verità e Dio sarà al tuo fianco per sempre”. 

Quando doveva affrontare una sfida importante, il Dott. King spostava la sua attenzione da essa e si rivolgeva a Dio. La Bibbia dice: “Mentre Giosuè era presso Gerico, egli alzò gli occhi, guardò, ed ecco un uomo in piedi che gli stava davanti”. Dopo che Giosuè alzò gli occhi da Gerico, un messaggero divino si presentò davanti a lui con la soluzione ai suoi problemi. Fino a quando i tuoi occhi sono fissi sul tuo problema, non riuscirai a vedere Colui che può risolverli. Devi alzare il tuo sguardo. “Alzo gli occhi verso i monti… Da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore” (Salmo 121: 1-2).

Tu conquisterai la tua Gerico (1)

“E IL SIGNORE DISSE A GIOSUÈ: “VEDI, IO DO IN TUA MANO GERICO” GIOSUÈ 6:2
Ecco quello che tu hai bisogno di sapere riguardo le mura di Gerico: erano immense. Esse circondavano la città come un’armatura, quaranta piedi sopra il suolo. Erano impenetrabili. Ecco quello che tu hai bisogno di sapere riguardo Giosuè: egli non abbatté le mura: lo fece Dio. E Dio lo farà anche per te. La tua Gerico è la tua paura, ira, amarezza o pregiudizio. 

E’ anche la tua insicurezza riguardo il futuro; il tuo senso di colpa riguardo al passato; e la tua negatività, ansia e propensione a criticare, ad analizzare eccessivamente o compartimentare. La tua Gerico è qualsiasi circostanza, attitudine o mentalità che ti trattiene dalla gioia, pace o riposo. Gerico blocca il tuo cammino, quindi le sue mura devono cadere! “Per andare a conquistare il paese che il Signore, il vostro Dio, vi dà perché lo possediate” (Giosuè 1:11). Il verbo tradotto come “conquistare” significa “occupare scacciando i precedenti inquilini e possedendo al loro posto”. Ma Satana non se ne andrà senza combattere. Egli resisterà. Lui tenterà di respingerti. Ma non può vincere. Perché? Perché Dio ha già dichiarato che sei tu il vincitore. 

“Il Signore disse a Giosuè: “Vedi! Io ho dato Gerico nelle tue mani”. Dio non disse: “Giosuè, prendi la città”. Dio disse: “Giosuè, ricevi la città che io ho preso per te”. Si può dire lo stesso di te e della tua sfida. Ti chiederai: “Se Dio lo ha fatto per me, cosa devo fare?” 1. Ricevi la tua vittoria per fede, proprio come hai ricevuto la tua salvezza. 2. Parla di vittoria. Sii certo che le tue parole si allineino con le parole di Dio. 3. Ottieni la tua vittoria perfetta, un giorno alla volta.

Assapora la parola di Dio

“OH, COME SONO DOLCI LE TUE PAROLE AL MIO PALATO! SONO PIÙ DOLCI DEL MIELE ALLA MIA BOCCA” SALMO 119:103
Nell’antica cultura ebraica, l’educazione formale cominciava ai sei anni di età. I ragazzi ebrei si iscrivevano nella scuola della sinagoga locale chiamata bet sefer, che significa “casa del libro”. Quando essi si diplomavano quattro anni più tardi, avevano memorizzato l’intera Torah, ogni nota e titolo della Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio era inciso nella loro corteccia cerebrale attraverso la memorizzazione. Ecco che non abbiamo più scuse per non essere in grado di ricordare le cose, giusto? 

Secondo la tradizione il rabbino copriva le lavagne degli studenti con il miele il primo giorno di scuola. Poi istruiva la sua classe a leccare il miele dalle proprie lavagne mentre recitano il Salmo 119:103: “Oh, come sono dolci le tue parole al mio palato! Sono più dolci del miele alla mia bocca!”. Questa era la prima e forse la più importante lezione nella loro intera formazione. Il rabbino voleva che i suoi studenti si innamorassero della Parola di Dio. Egli voleva che loro gustassero e vedessero che la Parola è buona (cfr. il Salmo 34:8). 

Geremia pensava così: “Appena ho trovato le tue parole, io le ho divorate; le tue parole sono state la mia gioia, la delizia del mio cuore” (Geremia 15:16). Davide diceva: “La rivelazione delle tue parole illumina; rende intelligenti i semplici” (Salmo 119:130). Salomone diceva: “Il Signore infatti dà la saggezza; dalla sua bocca provengono la scienza e l’intelligenza” (Proverbi 2:6). Quando tu assapori la Parola di Dio, lo Spirito Santo, che è l’autore della Parola, farà due cose per te. Primo, Egli te la rivelerà. Secondo, Egli te la ricorderà.

Riposa nella tua redenzione

“DA QUESTO RICONOSCERETE CHE IL DIO VIVENTE È IN MEZZO A VOI” GIOSUÈ 3:10
Quando il fiume Giordano si gonfiò fino a raggiungere una larghezza di un miglio, attraversarlo non era un’impresa da poco. Specialmente con milioni di persone! Dio disse: “Attraversa questo Giordano, tu con tutto questo popolo” (Giosuè 1:2). Pensi che fossero spaventati? Tu lo saresti stato? “Appena quelli che portavano l’arca giunsero al Giordano e tuffarono i piedi nell’acqua della riva” (Giosuè 3:15). 

Era il più piccolo dei passi, ma con Dio, il più piccolo passo di fede può attivare il più potente dei miracoli. Quando essi toccarono l’acqua, il flusso si fermò come se qualcuno avesse spento la rete idrica. Di seguito, noi leggiamo: “Tutto Israele passava all’asciutto” (v.17). Attraverso questo miracolo, Dio voleva far loro sapere: “Da questo riconoscerete che il Dio vivente è in mezzo a voi”. Per il popolo di Giosuè, la sicurezza arrivò quando essi rimasero sulla terra asciutta guardando indietro al Giordano. Per noi, la sicurezza viene quando noi stiamo fermi sull’opera compiuta di Cristo e guardiamo indietro alla croce. Lascia che la croce ti convinca. 

Rimani fermo sulla fedeltà di Dio. Il salmista descrive una persona di fede in questo modo: “Il suo cuore è saldo, fiducioso nel Signore” (Salmo 112:7). La vita ha molte domande senza risposta, ma la promessa di Dio di salvarti non deve essere una di queste. “Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?” (Romani 8:32). Riposa nella tua redenzione. Il passato è passato. Il tuo futuro è luminoso.

L’importanza della preghiera quotidiana

“IO SONO IL TUO DIO; IO TI FORTIFICO, IO TI SOCCORRO” ISAIA 41:10
ll Dr. George Washington Carver superò il pregiudizio razziale e divenne un educatore, uno scienziato ed un inventore che fu onorato dal Congresso degli Stati Uniti. Era anche un seguace di Cristo. Ecco ciò che lui ebbe a dire riguardo la preghiera: “Le mie preghiere sembravano essere più un atteggiamento che qualcos’altro. Io mi concedo in pochissime parole di circostanza, ma chiedo al Grande Creatore in silenzio, quotidianamente e spesso molte volte al giorno di permettermi di parlare a Lui… 


Gli chiedo…di darmi saggezza, comprensione e forza fisica per fare la Sua volontà; quindi sto chiedendo e ricevendo tutte le volte”. Carver ha dato al mondo molte invenzioni e divenne famoso per quello che riuscì a fare per i terreni impoveriti tramite la coltivazione delle arachidi. Egli rimase fermo sulla verità di queste Scritture: “Io camminerò davanti a te e appianerò i luoghi impervi” (Isaia 45:2). “Invocami, e io ti risponderò, ti annuncerò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci” (Geremia 33:3). “Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia” (Isaia 41:10). 


Poni particolare attenzione alle parole di Carver: “Io sto chiedendo e ricevendo tutte le volte”. La preghiera non era la sua ultima risorsa, ma la prima. Per lui era più di un rituale religioso; era un mezzo di costante comunicazione con il Dio che amava, talvolta parlando e talvolta ascoltando, ma tutte le volte sensibile e conscio della presenza di Dio. E la preghiera quotidiana dovrebbe essere questo anche per te.

Sii un giocatore di squadra

“SE UNO TENTA DI SOPRAFFARE CHI È SOLO, DUE GLI TERRANNO TESTA” ECCLESIASTE 4:12
Salomone scrisse: “Se uno tenta di sopraffare chi è solo, due gli terranno testa”. Quello che sta dicendo Salomone è: “Sii un giocatore di squadra”. Deuteronomio 32 parla di una persona che può inseguire 1000 e due metterne in fuga 10000 (v. 30). La lezione è che due persone che lavorano insieme saranno dieci volte più efficaci rispetto ad uno solo. Il lavoro di squadra crea sinergia. La miglior spiegazione alla sinergia è che una mano è più efficace di cinque dita che lavorano indipendentemente l’una dall’altra. 

Quando la stampa intervistò Edmund Hillary in merito al suo successo nell’essere il primo uomo ad essere arrivato in cima al Monte Everest, la sua risposta fu illuminante: “La nostra più grande forza sull’Everest nel 1953 è stato il nostro forte spirito di squadra. Individualmente, come uomini di montagna, non eravamo persone particolarmente esperte. Eravamo scalatori competenti, ma lavorando insieme, eravamo determinati a far arrivare qualcuno sulla vetta. Tutti noi, sicuramente, avremmo voluto essere i primi, ma la cosa più importante era che uno del gruppo arrivasse alla cima. 

Nell’arrampicata moderna questo spirito non è così comune. Ci sono troppe prime donne nella comunità dell’arrampicata moderna, persone che hanno grandi abilità e grande individualismo ma che potrebbero non lavorare insieme con lo stesso entusiasmo con cui lo abbiamo fatto noi”. La verità è che nessuno individuo è intelligente e forte come può esserlo un gruppo di persone. Per dirla con le parole del Dottor John Maxwell: “Il lavoro di squadra fa sì che i sogni si realizzino”. Quindi sii disposto a sacrificare i tuoi obiettivi personali per un bene più grande che può essere realizzato solo da un lavoro di squadra.

Inizia la giornata con Dio

“O SIGNORE, AL MATTINO TU ASCOLTI LA MIA VOCE” SALMI 5:3
Come inizi il la tua giornata con Dio? Se non sei una persona mattiniera, non farti pressione nel dedicare tanto tempo alla lettura della Scrittura e alla preghiera come prima cosa al mattino. Frank Laubach, un moderno maestro nel praticare la presenza di Dio, disse: “Se sei stanco di una forma di devozione assonnata, probabilmente Dio è stanco quanto te”. Invece di forzarti al mattino, cerca di organizzarti, più presto possibile dopo esserti svegliato, per trascorrere qualche minuto da solo con Dio. 

Fai queste tre cose: primo, riconosci la tua dipendenza da Dio. Secondo, parlagli delle tue preoccupazioni del giorno. Terzo, invita Dio a trascorrere la giornata con te. Il salmista disse: “O Signore, al mattino tu ascolti la mia voce… ti offro la mia preghiera e attendo un tuo cenno”. Dopo aggiunse: “Mi alzo prima dell’alba e grido; io spero nella tua parola” (Salmi 119: 147). Quindi come puoi iniziare la tua giornata con Dio?  Non cercare di fare tante cose nuove o eroiche. Fai solo le cose che fai di solito, ma falle con Dio. 

Nella nostra cultura, spesso parliamo di godersi i momenti e cogliere l’attimo. Ma noi non siamo destinati a godere di momenti; siamo fatti per godere della presenza di Dio. I momenti non sono sempre buoni, ma Dio è buono: “Celebrate il Signore, perché Egli è buono!” (Salmi 118:1). Ricorda a te stesso che oggi Dio è con te, e sarà buono con te e per te.

Guarda indietro e sii incoraggiato

“ECCO, NOI DEFINIAMO FELICI QUELLI CHE HANNO SOFFERTO PAZIENTEMENTE” GIACOMO 5:11
Giacomo scrive: “Prendete, fratelli, come modello di sopportazione e di pazienza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore. Ecco, noi definiamo felici quelli che hanno sofferto pazientemente. Avete udito parlare della costanza di Giobbe, e conoscete la sorte finale che gli riserbò il Signore, perché il Signore è pieno di compassione e misericordia” (Giacomo 5:10-11). Qui ci viene ricordato di guardare indietro e di essere incoraggiati e stimolati da coloro che ci hanno preceduto mentre aspettiamo il ritorno del Signore. 

Guarda ad Osea: sua moglie lo abbandona, ma lui rimase fedele a Dio ed Egli restaurò il loro matrimonio. (Osea 3:1-3). Guarda Daniele: fu gettato in una fossa in mezzo ai leoni per essere rimasto fermo nella sua fede, e Dio lo liberò e lo promosse (Daniele 6:1-28). Ripensa a Geremia: fu arrestato, accusato di essere un traditore, e gettato in una cisterna per lasciarlo morire (Geremia 37-38). Ma lui alzò lo sguardo e Dio lo liberò. Poi c’è la lista dei fedeli elencati in Ebrei 11! Quelli tra noi che sono stati rigettati dalla propria famiglia possono guardare ad Abele (v. 4). 

Coloro che sono incompresi possono guardare a Noé (v. 7). Quelli che stanno combattendo una crisi nella fede e gli sembra di dover affrontare l’impossibile possono guardare ad Abramo (vv. 8-10). Se sei stato usato o abusato, guarda Giuseppe (v. 22). Coloro che devono affrontare ostacoli apparentemente insormontabili nella loro vita possono guardare indietro a Giosuè (v. 30). Coloro che cercano di andare oltre un passato peccaminoso possono guardare a Rahab (v. 31). Quindi, questa è la parola per te oggi: guarda chi ti ha preceduto e sii incoraggiato.

La santa cena

“QUESTO È IL MIO CORPO CHE È DATO PER VOI; FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME” 1 CORINZI 11:24
Ci sono tre ragioni per le quali hai bisogno di prendere parte alla Santa Cena: 1. Per avere una mente grata. Nessuno andrà nel cielo e dirà: “Guardate cosa io e Gesù abbiamo fatto”. Se tu potessi pagare anche un solo centesimo per il debito del peccato, ciò ti renderebbe un co-redentore con Cristo. Che offesa per la croce! (Efesini 2:8-9). L’autore Horatio Spafford scrisse: “Il mio peccato, oh, che gioia dà il solo pensiero! 

Il mio peccato, non in parte, ma nella sua interezza è appeso alla croce, e io non ne sono più gravato. Loda il Signore, oh Loda il Signore, o anima mia!” 2. Per mantenerti sensibile al peccato. “…Ora ciascuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva dal calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudizio contro se stesso…” (1 Corinzi 11: 28-29). Dici: “Se io pecco e prendo la santa cena, significa che bevo una condanna?” No, è il modo con il quale ti accosti a Dio che conta. 

Non devi evitare la santa cena; hai bisogno di confessare il tuo peccato, e poi bere con profonda gratitudine. 3. Per rimanere focalizzato sul ritorno di Cristo “… In verità vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino al giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio” (Marco 14:25). Ogni servizio di Santa Cena ti porta più vicino alla più grande Santa Cena di tutte: le nozze dell’Agnello nel paradiso (Apocalisse 19:7). Hai intenzione di esserci?y. 

Programma e rinnova la tua mente

“INVECE QUELLI CHE SONO SECONDO LO SPIRITO PENSANO ALLE COSE DELLO SPIRITO” ROMANI 8:5
I neuroscienziati ci dicono che ogni suono, ogni esperienza, ogni pensiero cosciente, ogni sogno del subconscio è registrato ed è letteralmente scolpito nel nostro disco rigido esterno, la corteccia cerebrale. Adesso affianchiamo questo con: “Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù” (Filippesi 2:5). In poche parole: la mente di Cristo è la Parola di Dio. Dopo tutto Gesù è “La Parola” (Giovanni 1:1). 

Quando preghi, o mediti, o memorizzi le Scritture, stai scolpendo Gesù nella tua mente. Neurologicamente parlando, stai acquisendo nuove connessioni neuronali e cambiando direzione alle vecchie. Lentamente ma inesorabilmente, il tuo cervello è ricablato e rinnovato. Pensa ad una sincronizzazione mentale. Stai scaricando le stesse parole e gli stessi pensieri di Dio. E nel tempo questi download sono aggiornamenti che formeranno la mente di Cristo in noi. 

Osserva cosa dice l’autore Mark Batterson su come lui legge la Bibbia: “Io continuo a leggere finchè arriva un verso che mi suggerisce di fare una pausa. Spesso è  qualcosa su cui ho bisogno di riflettere o pregare. A volte è indicazione dello Spirito Santo, e ho bisogno di avere una conversazione con Dio prima di continuare… Quando arrivo ad uno di questi versi, faccio tre cose: Primo, lo sottolineo o lo cerchio nella mia Bibbia. Secondo, lo scrivo a mano sul mio diario. Terzo: annoto pensieri, confessioni e idee ad esso associati. Dopo, quando sento che lo Spirito Santo mi porta alla conclusione, vado al verso successivo”. Queste sono tre grandi idee che funzioneranno anche per te.nzoni country.