Impara a delegare

“PERCHÉ QUESTO COMPITO È TROPPO PESANTE PER TE; TU NON PUOI FARCELA DA SOLO” ESODO 18:18
La Bibbia dice: “e il popolo rimase intorno a Mosè dal mattino fino alla sera… Ma il suocero di Mosè gli disse: “Quel che fai non va bene. Tu ti esaurirai certamente e stancherai anche questo popolo che è con te; perché questo compito è troppo pesante per te; tu non puoi farcela da solo” (vv. 13, 17-18). Avrai notato sul retro degli autotreni un cartello che comunica il loro limite di carico. 

Le autostrade hanno delle stazioni di pesatura per garantire che questi camion non trasportino troppo peso. Se un autoarticolato con un enorme motore ha un limite di carico, lo abbiamo anche noi. Mosè aveva esagerato con il suo limite di carico. Mangiare di corsa, correre da un accampamento all’altro di Israele, programmare appuntamenti, rispettare le scadenze, e vedere tutti quelli che lo richiedevano era troppo. Dentro stava morendo.

Aveva due opzioni: collassare o dividere il carico. Il suocero di Mosè, Ietro gli suggerì di selezionare quello che doveva necessariamente svolgere di persona e trovare qualcuno a cui delegare il resto. Ogni volta che ti trovi di fronte un lavoro che sembra più grande di quanto riesci a gestire da solo, sappi che Dio ti dice: “Non provarci da solo.” Ma Ietro non disse a Mosè di scaricare il lavoro, gettarlo su qualcun altro e basta. Questa è la formula per il disastro. Per delegare con successo devi fare queste tre  3. Fidati che lo facciano bene, non supervisionarli in modo eccessivo. Quindi la parola per te di oggi è: fai ciò che puoi, delega il resto agli altri e confida in Dio per la riuscita!

Dona ai tuoi figli sicurezza

“I NOSTRI FIGLI… SIANO COME PIANTE NOVELLE CHE CRESCONO, E LE NOSTRE FIGLIE COME COLONNE SCOLPITE PER ADORNARE UN PALAZZO” SALMI 144:12
Dì costantemente ai tuoi figli che sono amati, preziosi e capaci. Altrimenti la loro autovalutazione sarà basata sulle loro peggior qualità rispetto a quelle migliori. Gli psicologi dicono che alcune delle persone più affermate soffrono del “fenomeno dell’impostore”. Quando intervistate, queste persone spesso esprimono profondi dubbi su loro stessi, dicono di non sentirsi meritevoli della posizione in cui si trovano, o della alta opinione che gli altri hanno di loro. Dove inizia tutto questo? 

Tra le mura di casa! Spesso questa concezione di se stessi prende forma prima della pubertà quando i bambini non hanno chiaro il senso della loro identità e si sentono brutti, stupidi e inutili. Allora tu, come genitore, hai bisogno di dire che è una breve esperienza, come viaggiare attraverso un tunnel dal quale sicuramente emergeranno. Parla del risveglio sessuale che si verifica alla fine dell’infanzia e di come gestirlo in modo responsabile e morale. Non lasciare che i tuoi figli superino da soli questioni di cui non sempre hanno la giusta risposta.

Si, devi istruirli e correggerli. Ma se loro sentono che tu gli “stai addosso” invece di essere “nella loro squadra”, possono non avere fiducia e l’iniziativa necessaria per avere fiducia in se stessi e sviluppare un sano concetto di sé. E se i tuoi genitori non hanno fatto lo stesso per te, tu dovrai essere estremamente delicato e assicurarti di farlo per i tuoi figli. Il salmista Davide ci dà una preghiera a cui Dio risponderà : “I nostri figli, nella loro gioventù, siano come piante novelle che crescono, e le nostre figlie come colonne scolpite per adornare un palazzo.”

Chi si arrende non vince, chi vince non si arrende

“MA, IN TUTTE QUESTE COSE, NOI SIAMO PIÙ CHE VINCITORI, IN VIRTÙ DI COLUI CHE CI HA AMATI” ROMANI 8:37
In alcune delle più grandi storie di successo nel mondo, troverai sempre capitoli di fallimento e scoraggiamento. Il primo libro del dottor Seuss, autore di libri per bambini, fù rifiutato da ventisette editori. Il ventottesimo editore vendette seicentomila copie, e la perseveranza di Seuss ha aiutato milioni di bambini a imparare a leggere. Nella primo anno di commercio, la compagnia della Coca- Cola vendeva di solito nove bibite al giorno. 

Ma perseverò e oggi è il principale venditore di bevande analcoliche nel mondo. Henry Ford andò in bancarotta due volte nei suoi primi tre anni nell’industria automobilistica. Ma perseverò e oggi la Ford è la seconda più grande casa automobilistica fondata in America e la quinta a livello mondiale. Nel 1905 l’Università di Berna in Svizzera rifiutò una tesi di dottorato di uno studente chiamato Albert Einstein, descrivendola “irrilevante ed eccentrica”. Era deluso? Certo, chi non lo sarebbe? Si arrese? No, ha continuato a scrivere. Considera questo: come figlio redento di Dio, hai un fattore in più, Dio è dalla tua parte. “Dio è per me” (Salmi 56:9). 

Questo cambia l’equazione e le probabilità sono in tuo favore. Paolo scrisse: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?… Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati” (Romani 8: 35,37). Con Dio, nonostante tutto quello che stai affrontando, è sempre troppo presto per arrendersi. Resisti perché la Sua grazia e la Sua forza sono sempre in cammino.

Sei confuso riguardo la tua chiamata? (2)

“FEDELE È COLUI CHE VI CHIAMA, ED EGLI FARÀ ANCHE QUESTO” 1 TESSALONICESI 5:24
Quando si tratta della chiamata per la tua vita, ci sono altri due miti che possono sabotarti: 1. Prendere la decisione sbagliata può in qualche modo impedire la volontà di Dio. Non devi preoccuparti su questo punto perché la Bibbia ci dice che Dio è “Colui che vi chiama, ed Egli farà anche questo.” E’ sempre ammirevole voler prendere la decisione migliore possibile. Ma resta il fatto che ad un certo punto devi andare avanti e fare la tua scelta, e nessuna scelta che tu possa fare è al di fuori del controllo di Dio. 

Anche quando non sai dove ti porterà il cammino che hai intrapreso, puoi stare tranquillo sapendo che “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno” (Romani 8:28). 2. La tua chiamata è stabilita. Conoscere la tua vocazione non è necessariamente quello che fai una o due volte nella vita. Non è quello che spunti su un elenco e poi vai avanti. La vita cristiana è un processo continuo di scoperta della propria chiamata. 

E perché Dio ti ha chiamato ad un compito specifico in uno specifico momento non significa che i Suoi piani per te non potrebbero cambiare. Chissà cosa porterà la prossima fase della tua vita? La chiamata di ognuno apparirà diversa, e ogni capitolo della tua vita porterà un nuovo processo di discernimento. La cosa importante da ricordare che Dio ha il controllo, Lui ti ama, e la Sua volontà ti condurrà sempre più vicino a Lui.

Sei confuso riguardo la tua chiamata? (1)

“PERCHÉ I DONI E LA VOCAZIONE DI DIO SONO IRREVOCABILI…” ROMANI 11:29
Se stai riflettendo sulla tua chiamata, l’autrice Diane Paddison identifica due schemi che potrebbero sabotare i tuoi pensieri. 1. È tutto su di te. La tua chiamata non è basata sulla autorealizzazione ma sulla tua sottomissione alla volontà di Dio. Molte persone sperimentano soddisfazione dall’esercitare i doni che Dio gli ha dato, ma questi sono il risultato dell’essere nella volontà di Dio, non del tuo obiettivo. 

Per discernere la volontà di Dio, devi sviluppare la tua relazione con Lui attraverso la preghiera e lo studio della Bibbia. Devi inoltre sviluppare relazioni con i tuoi compagni e i tuoi mentori che pregheranno per te e parleranno di verità nella tua vita. 2. Se ti senti a disagio, può essere la tua chiamata. Sapere cosa sei destinato a fare è spesso solo l’inizio di un lungo e faticoso viaggio. Alcune delle persone che hanno avuto più successo nella storia hanno sopportato enormi fallimenti nella ricerca del proprio cammino. La chiamata di Mosè non sembrava così meravigliosa per lui. La sua risposta? “Chi sono io per poter andare?” Chiese a Dio, ma Dio rispose: “Io sarò con te.”

 Ancora Mosè continuava a chiedere: “Ma se non mi crederanno?” Anche quando Dio gli fornì segni miracolosi, non fu mai abbastanza. Tornò con: “Ma io sono lento di parola.” Mosè era stato chiamato a un compito che Dio aveva designato per lui, ma nel quale lui non si sentiva a suo agio, quindi cercò in tutti i modi di provare a Dio che lui era l’uomo sbagliato per quel compito. E anche quando non stava funzionando, chiese a Dio di mandare qualcun altro (cfr. Esodo 4). Capisci? Tieni questo a mente: il disagio non significa automaticamente che sei sulla strada sbagliata. La verità è che il disagio precede sempre la crescita.

Lascia che la tua vita faccia la differenza

“TI ANNUNCERÒ COSE GRANDI E IMPENETRABILI CHE TU NON CONOSCI” GEREMIA 33:3
Su una vignetta vennero disegnati due campi divisi da un recinto di filo metallico. Entrambi i campi avevano la stessa misura, ognuno era ricoperto da rigogliose piantagioni e da prato verde. Su entrambi i campi c’era un mulo la cui Il dottor Ernest Sachs voleva fare la differenza nel mondo. E la fece. Anni fa molti tumori al cervello erano fatali. Sachs sentì un chirurgo che predisse che un giorno una cura sarebbe stata scoperta e che avrebbe salvato tutte quelle vite, e lui decise di diventare chirurgo. A quel tempo, il più importante esperto in anatomia cerebrale era Sir Victor Horsley. Sachs ricevette il permesso di studiare con lui, ma sentì che avrebbe dovuto prepararsi a questa esperienza studiando per sei mesi con alcuni dei medici più abili della Germania. 

Dopo andò in Inghilterra, dove per due anni fu l’assistente del dottor Horsley in lunghi e intricati esperimenti su una dozzina di scimmie. Quando Sachs tornò in America, fu ridicolizzato dalla classe medica dirigente per aver richiesto l’opportunità di curare i tumori al cervello. Per anni combatté contro gli ostacoli e gli scoraggiamenti, mosso dal desiderio di riuscire nella sua ricerca. E ci riuscì! Oggi, dobbiamo perlopiù ringraziare il dottor Sachs, perché la maggior parte dei tumori al cervello possono essere curati. E il suo libro “Diagnosi e trattamento per i tumori al cervello” è considerato il caposaldo sulla materia. 

Solo perché qualcosa non è stata ancora compiuta non significa che non possa essere realizzata. E forse potresti essere tu il primo a farla! Come figlio redento di Dio, pensa al vantaggio che hai: “Invocami, e io ti risponderò, ti annuncerò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci”. Il Signore infatti dà la saggezza; dalla sua bocca provengono la scienza e l’intelligenza” (Proverbi 2:6). Utilizza la tua fede e credi in Dio per grandi cose.

Sii contento

“NON DIMENTICARE NESSUNO DEI SUOI BENEFICI” SALMI 103:2
Su una vignetta vennero disegnati due campi divisi da un recinto di filo metallico. Entrambi i campi avevano la stessa misura, ognuno era ricoperto da rigogliose piantagioni e da prato verde. Su entrambi i campi c’era un mulo la cui testa sporgeva attraverso il recinto di filo metallico e mangiava l’erba dell’altro pascolo. Nonostante i muli fossero circondati da erba, il campo del vicino sembrava più desiderabile anche se difficile da raggiungere. 

Le teste dei muli rimasero intrappolate nel recinto, furono presi dal panico e ragliarono in modo incontrollabile non riuscendo a liberarsi. L’illustratore descrisse la situazione con questa didascalia “Insoddisfazione.” Questa è una lezione per noi. Quando ci focalizziamo su ciò che non abbiamo, o su quello che hanno gli altri, diventiamo ciechi davanti alle benedizioni che ci circondano. Davide scrisse. “Benedici, anima mia, il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, risana tutte le tue infermità; salva la tua vita dalla fossa, ti corona di bontà e compassioni; Egli sazia di beni la tua esistenza” (vv. 2-5).

Definire gli obiettivi, realizzare grandi cose, e desiderare più di quello che hai può essere una buona cosa se: 1. guardi al Signore che ti aiuta a realizzarlo: “Il Signore concederà grazia e gloria. Egli non rifiuterà di fare del bene a quelli che camminano rettamente” (Salmi 84:11); 2. mentre Dio è a lavoro, godi ciò che Lui ti ha già donato: “La vostra condotta non sia dominata dall’amore del denaro; siate contenti delle cose che avete, perché Dio stesso ha detto: “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò” (Ebrei 11:5). Quindi, sii contento.

Questo Natale raggiungi qualcuno

“E LA PAROLA È DIVENTATA CARNE E HA ABITATO PER UN TEMPO FRA DI NOI” GIOVANNI 1:14
Esiste una bella storia sulla chiesa presbiteriana della Fifth Avenue di New York. Racconta di un alcolizzato in via di recupero chiamato Jim. Era il suo primo Natale da solo, e quando una giovane famiglia si sedette di fianco a lui nel banco, lui non poté resistere. Prima di lasciare la chiesa incontrò il pastore Thomas Tedwell, che gli chiese dove stesse andando. 

“Fuori per un drink” replicò, Tedwell allora disse: “Non puoi. Dov’è il tuo garante?”. “In vacanza” replicò Jim. “Sono venuto qui stasera per una parola di speranza e sono finito vicino ad una famiglia felice. Se la mia vita fosse in ordine, sarei qui con la mia.” Mentre il pastore andava verso il pulpito, pregava “Dio dammi una parola di speranza per Jim”. Dopo aver dato il benvenuto alla congregazione, disse: “Ho un’insolita richiesta. Se c’è un amico di Bill W., se lo sei e lo conosci, per favore incontriamoci in sagrestia.” (Bill Wilson meglio conosciuto come Bill W., cofondatore degli alcolisti anonimi, NdA).

Immediatamente persone da ogni parte della chiesa iniziarono a rispondere. Come Tedwell osservò: “Mentre ero impegnato a predicare l’incarnazione, la Parola stava diventando carne davanti ai miei occhi!” Questo Natale qualcuno, intorno a te è ferito, ha perso la speranza. Quindi, lascia che “la parola diventi carne.” Rialza chi è caduto, incoraggia chi è disperato, occupati di chi è malato, solo e dimenticato. Gesù disse: “In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me” (Matteo 25:40). Invece di restare per conto tuo, cerca qualcuno. Vai. Sarà il tuo miglior Natale di sempre!

In una buona posizione con Gesù!

“MA DIO, CHE É RICCO IN MISERICORDIA… CI HA VIVIFICATI… E CI HA FATTI SEDERE NEI LUOGHI CELESTI IN CRISTO GESÙ” EFESINI 2:4-6
Donald Grey Barnhouse ha curato per molti anni la decima chiesa presbiteriana di Philadelphia. Una domenica mattina un ragazzo di vent’anni rimase folgorato a sentirlo parlare della lunghezza, della larghezza e della profondità della meravigliosa grazia di Dio. Barnhouse concluse il suo sermone citando molte della grandi promesse delle Scritture in una emozionante frase: “I nostri peccati sono perdonati, dimenticati, purificati, graziati… coperti… cancellati come una fitta nuvola che viene allontanata da est verso ovest… gettata alle spalle di Dio”. 

Alla fine del servizio quando Barnhouse andò a salutare i fratelli, il ragazzo gli si avvicinò, gli tirò una manica e disse: “Bel sermone pastore! Siamo in una buona posizione, no?”. La gloriosa frase “in Cristo” parla del miracolo della redenzione che Dio ha compiuto per noi attraverso suo Figlio (cfr. Romani 8:1, 1 Corinzi 1:2; 15: 22; 2 Corinzi 5:17, Efesini 2:6-13). La parola “in” ci garantisce che, proprio come la nostra nascita naturale ci posizionerebbe in Adamo, il nostro antenato, con la nuova nascita Dio deliberatamente e con precisione ci posiziona in Gesù, il nostro Redentore. 

Pensaci: “Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati… con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù” (Efesini 2:4- 6). Nota che noi siamo seduti insieme nei cieli in Cristo, non di fianco a Lui. Ed è ancora meglio! Siamo seduti lì così vicini da essere identificati con Gesù che siamo inseparabilmente ed eternamente uno con Lui! Adesso se questa non è una buona posizione, dicci cos’è!

Sei amato e sei stimato da Dio

“INFATTI SIAMO OPERA SUA, ESSENDO STATI CREATI IN CRISTO GESÙ PER FARE LE OPERE BUONE, CHE DIO HA PRECEDENTEMENTE PREPARATE AFFINCHÉ LE PRATICHIAMO” EFESINI 2:10
Gli psicologi dicono che la nostra autostima è basata su quello che pensano le persone più importanti della nostra vita. Per i bambini, quello che probabilmente pensano i genitori. Per gli adulti, quello che pensano il coniuge, il capo, un amico, o un mentore. Il problema è che queste persone ci deludono. Possono fare cose che ci infliggono angoscia e dolore. 

La chiave per conoscere e sostenere realmente la nostra autostima è lasciare che il tuo Padre Celeste sia la più importante persona nella tua vita. Modella la tua autostima su quello che Lui dice di te. Quando sbagli, alcune persone potranno criticare e farti sentire sopraffatto dalla colpa. Ma Dio dice: “Ho misericordia per ogni tuo errore. Alzati e riprova. Il tuo futuro è più luminoso del tuo passato” (cfr. vv. 4-10). La Bibbia dice che siamo “opera sua”. Un’opera non è creata in serie o su una catena di montaggio. Non è comune. È unica. È originale. È fatta su misura. 

È unica nel suo genere. È così che Dio ti vede. Ed è così che Egli vuole che tu inizi a vedere te stesso. Il salmista dice così: “I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo, e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi erano destinati, quando nessuno d’essi era sorto ancora. Oh, quanto mi sono preziosi i tuoi pensieri, o Dio! Quant’è grande il loro insieme! Se li voglio contare, sono più numerosi della sabbia; quando mi sve- glio sono ancora con te!” (Salmi 139:16-18).