Supporta il più debole

“RICORDARSI DELLE PAROLE DEL SIGNORE GESÙ, IL QUALE DISSE EGLI STESSO: VI È PIÙ GIOIA NEL DARE CHE NEL RICEVERE” ATTI 20:35
Quando il primo ministro britannico William Gladstone stava affrontando una delle più grandi crisi politiche della sua vita, si sedette un giorno alle 14:00 per scrivere il discorso che sperava lo avrebbe aiutato ad ottenere la vittoria politica in parlamento il giorno successivo. Alla stessa ora, la madre di un figlio morente vide la luce accesa a casa di lui e bussò alla porta. Lei gli chiese di venire e portare un messaggio di speranza e di gioia a suo figlio. 

Senza esitare, Gladstone lasciò il discorso incompiuto sulla scrivania e spese il resto del giorno con il bambino, guidandolo a Cristo prima di morire. Allo spuntar del sole, tornò nel suo studio e affrontò la sua giornata con un sorriso sicuro, pace e forza. Confidò ad un amico più tardi: “Sono l’uomo più felice del mondo oggi”. Quando l’amico chiese il perché, lui rispose che il giorno prima gli era stato concesso di servire un bambino nel nome del suo Maestro. Più tardi quel giorno Gladstone fece quello che molti considerano il più grande discorso della sua vita. 

La camera dei comuni vinse e la sua causa trionfò. Erano correlati i due eventi? Gladstone era convinto di si. Prima di lasciare i conduttori della chiesa di Efeso per l’ultima volta, Paolo gli disse: “In ogni cosa vi ho mostrato che bisogna venire in aiuto ai deboli lavorando così, e ricordarsi delle parole del Signore Gesù, il quale disse Egli stesso: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere”.

Il carattere è ciò che conta

“L’UOMO GUARDA ALL’APPARENZA, MA IL SIGNORE GUARDA AL CUORE” 1 SAMUELE 16:7
Ecco una descrizione di Saul, il primo re d’Israele: “Tra i figli d’Israele non ce n’era uno più bello di lui… “ (1 Samuele 9:2). Ma il suo aspetto non poteva compensare la sua mancanza di carattere, e morì prematuramente sconfitto e in maniera disonorevole. Quando il profeta Samuele andò a casa di Iesse per ungere uno dei suoi figli come successivo re d’Israele, Dio disse: “L’uomo guarda all’apparenza esteriore, ma il Signore guarda al cuore”.

Molti anni fa nacque in Russia un ragazzo che si vedeva talmente brutto che era certo che non ci sarebbe stata felicità per lui nella vita. Si lamentava del fatto che aveva un naso largo, labbra grosse, piccoli occhi grigi e mani e piedi grandi. Era così disperato per il suo aspetto che chiese a Dio di fare un miracolo e farlo diventare bello. Egli giurò che se Dio avesse fatto questo, gli avrebbe dato tutto ciò che possedeva. 

Quel ragazzo era il conte Tolstoj, divenne poi uno degli autori più importanti al mondo, meglio conosciuto per il suo memorabile romanzo “Guerra e Pace”. Nei suoi libri ammette che, col tempo, aveva scoperto che la bellezza fisica da lui tanto cercata non era l’unica bellezza nella vita, e neanche la migliore. Anzi, Tolstoy è arrivato a considerare l’avere un carattere forte come il bene più grande agli occhi di Dio. Il carattere non è questione di soldi o di aspetto, avere carattere significa fare ciò che è giusto a prescindere dai soldi e difendere ciò che è giusto non considerando l’apparenza.

Rafforzare il matrimonio (2)

“SIATE PIENI DI AFFETTO GLI UNI PER GLI ALTRI” ROMANI 12:10 
Ecco altre cinque lezioni sulla relazione di Jon Gordon: 1. Più amo mia moglie, più amo la mia vita. Non si tratta di quello che fa per me. Non si tratta di fare a gara. Si tratta di decidere di essere altruista, amarla, servirla, e sostenerla. Quando lo faccio, entrambi stiamo meglio. 2. Incoraggia invece di competere. Molte coppie diventano gelose se il coniuge gode di successo, piuttosto che incoraggiarlo. Quando vi sostenete e difendete l’un l’altro, crescete individualmente e rafforzate la vostra unione. 

3. Non rinunciare. A volte il matrimonio è meraviglioso, a volte non lo è. Troppe persone si arrendono, pensando che l’erba sia più verde altrove. Non è così. Resta fermo, nutri la tua relazione, investi tempo ed energia nel tuo coniuge e diventerai la persona che sei destinato ad essere. Nel matrimonio si impara a dare e a ricevere, e a mediare, si lavora sulle questioni individuali e si guarisce insieme. 4. Avere una missione comune. Io e mia moglie sapevamo che non eravamo insieme solo per noi stessi. Sentivamo che la nostra missione era quella di crescere campioni che avrebbero fatto la differenza nel mondo. Non siamo genitori perfetti, abbiamo commesso degli errori, ma la nostra missione ci ha ispirato a dare il meglio di noi stessi, soprattutto in questo ultimo anno con due adolescenti e un periodo difficile. 

5. Invita Dio nel tuo matrimonio. Anni fa, quando attraversavamo un momento delicato, un uomo mi ha detto che lui e sua moglie pregavano insieme ogni sera. Così ho chiesto a Dio quale sarebbe dovuta essere la nostra preghiera. Qualche giorno dopo, l’ho ricevuta e, da allora, l’abbiamo detta ogni sera. Ha fatto la differenza e ci ha portati al perdono, alla guarigione e alla crescita.

Rafforzare il vostro matrimonio (1)

“QUANTO ALL’ONORE FATE A GARA NEL RENDERVELO RECIPROCAMENTE” ROMANI 12:10
Per quanto possa essere buono il tuo matrimonio, puoi sempre migliorarlo. L’autore Jon Gordon scrive: “Mia moglie ed io abbiamo appena festeggiato il nostro diciottesimo anniversario di matrimonio. Abbiamo imparato molto e siamo cresciuti… e voglio condividere alcune delle nostre lezioni sulla relazione: 1. Scegliere con saggezza. Scegliere la persona da sposare è una delle decisioni più importanti della vita. Sai di essere con la persona giusta se ti dà forza. Guardando indietro… non ce l’ avrei mai fatta senza mia moglie. 

Il suo amore, il sostegno, la fede e l’incoraggiamento mi hanno dato forza. Lei ha creduto in me quando nessun altro lo faceva. 2. Essere disposti a migliorare e crescere. Nei primi anni di matrimonio la nostra relazione non era molto buona. Ero giovane, egoista e piuttosto negativo. Un giorno mia moglie esausta mi ha detto: ‘Ti amo ma non ho intenzione di passare la vita con qualcuno che mi rende infelice. Devi cambiare’ Mi sono guardato e ho capito che aveva ragione. Così mi sono disposto a cambiare per diventare un’influenza positiva su mia moglie, i miei figli e gli altri. 3. Comunicare. Comunicare. Comunicare! 

La maggior parte delle relazioni si rompono a causa della scarsa comunicazione. Abbiamo avuto disaccordi nel corso degli anni, ma abbiamo sempre comunicato, e questo ci ha permesso di crescere più forti insieme. 4. Ammettere quando si è sbagliato. Ho sbagliato molte volte e l’ho ammesso. Ho anche ammesso di essermi sbagliato quando pensavo di aver ragione. Sapevo che mia moglie era infastidita, ed era più importante per lei sentirsi amata che per me sentirmi nel giusto. C’è bisogno di maturità e di disponibilità a concentrarsi sul coniuge più che sul proprio ego”.

Stai percorrendo un sentiero “preparato”

“AFFINCHÉ POSSIATE STAR SALDI CONTRO LE INSIDIE DEL DIAVOLO” EFESINI 6:11
La parola “preparato” deriva dall’antica usanza di inviare dei servi davanti a un re per predisporre tutto per il suo arrivo. Ma il Re dei Re va avanti ai Suoi servi e prepara la strada davanti a noi. Non lo sappiamo in anticipo, quindi dobbiamo superare le nostre paure, camminare in fede seguendo Lui. E quando guardiamo indietro, possiamo dire: “Certamente la bontà e la misericordia mi seguiranno tutti i giorni della mia vita” (Salmo 23:6). 

In Efesini 2:10, notate le parole “le buone opere che Dio ha preparato in anticipo per noi”. È importante tenerlo a mente. Quando ti trovi in circostanze difficili, devi sapere che Dio sta dirigendo i tuoi passi (cfr. Salmo 37:23). Hai fiducia perché sai che Dio ha considerato ogni eventualità nella tua vita e che Egli ha sempre a cuore il tuo interesse. Il salmista Davide scrisse: “Signore, Tu mi hai esaminato e mi conosci. Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo, Tu comprendi da lontano il mio pensiero. Tu mi scruti quando cammino e quando riposo, e conosci a fondo tutte le mie vie. Poiché la parola è ancora sulla mia lingua che Tu, Signore, già la conosci appieno. 

Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle, e poni la Tua mano su di me. La conoscenza che hai di me è meravigliosa, troppo alta perché io possa arrivarci” (Salmo 139:1-6). Se Davide, definito da Dio “un uomo secondo il mio cuore” (Atti 13:22), non poteva arrivare a comprendere, neanche tu ci riuscirai. Ma Egli non ti sta chiedendo di capirlo; Dio sta solo chiedendo di fidarti di Lui.

Fai attenzione a quello che guardi

“CAMMINERÒ CON CUORE INTEGRO, DENTRO LA MIA CASA. NON MI PROPORRÒ NESSUNA COSA MALVAGIA” SALMO 101:2-3
Quando era adolescente, Megan tornava a casa, da scuola, in tempo per guardare una soap opera per un’ora prima di fare i compiti. Si godeva la fuga nella realtà televisiva e non era consapevole che quei programmi stavano alimentando in lei curiosità sessuale. Dopo anni di esposizione a queste soap, la sua visione della vita cambiò. 

Cominciò a pensare: “I rapporti non devono essere puri. Anzi, quelli impuri sembrano più eccitanti. La fedeltà non conta, purché uno sia felice”. All’università, Megan ebbe facili opportunità per relazioni occasionali. Poi, dopo un breve matrimonio finito in catastrofe a causa della sua infedeltà, chiese aiuto ad un counselor. In un primo momento fu difficile per il counselor capire perché Megan avesse intrattenuto rapporti extraconiugali. Per quel che concerne il suo comportamento pubblico, era stata un’adolescente modello a casa, in chiesa e a scuola. Alla fine il counselor scoprì la fonte della tentazione che aveva spinto Megan a partecipare alla sua presunta vita nascosta. 

Quello che guardi in televisione e su internet diventa parte della tua banca dati. Stai salvando delle immagini in un file che Satana userà contro di te. La relazione di Davide con Batsheba iniziò con uno sguardo sbagliato e finì per portare la tragedia nella sua famiglia. Più tardi Davide scrisse: “Camminerò con cuore integro, dentro la mia casa. Non mi proporrò nessuna cosa malvagia… Respingerò le idee perverse e mi terrò lontano da ogni male… cercherò persone fedeli per essere miei compagni” (vv. 2-4, 6 NLT). 

Viaggiare leggeri

“’QUANDO VI MANDAI SENZA BORSA, SENZA SACCA DA VIAGGIO E SENZA CALZARI, VI È FORSE MANCATO QUALCOSA? ESSI RISPOSERO: NIENTE” LUCA 22:35
Gesù ha detto: “Guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall’abbondanza dei beni che uno possiede che egli ha la sua vita” (Luca 12:15). Viviamo in una società materialistica che è ossessionata dall’accumulare roba. Ma più hai, più devi preoccuparti. Allora, cosa supponete che Gesù volesse insegnare ai suoi discepoli quando li mandò “senza borsa, sacca o sandali”? 

L’autrice Cynthia Ruchti chiede: “Stava mostrando loro che Lui era tutto ciò di cui avrebbero avuto bisogno? Voleva che imparassero a dipendere da Lui? Gli stava insegnando l’umiltà di accettare l’aiuto degli altri: un letto per la notte, un pasto, un cappotto preso in prestito quando le temperature scendono? Sperava che si rendessero conto di potercela fare con meno cose? Che il loro successo dipendeva dal viaggiare leggeri? Che lungo il viaggio sarebbero stati al sicuro dai ladri se non avessero avuto nulla di valore? 

Gesù si preoccupava di più del loro obiettivo? Senza niente in mano che potesse distrarli, i discepoli si sarebbero attaccati più diligentemente alle Sue parole e al compito di prendersi cura dei bisogni fisici e spirituali delle persone? Più ci penso, più considero importante il “non aver alcun bagaglio”. Cosa succederebbe se iniziassi la mia giornata, con la consapevolezza di essere senza portafogli, senza sandali extra, ma intera mente concentrato su Gesù, sulle Sue parole e sulla Sua missione, la missione che Egli mi ha tra smesso? E se misurassi il successo non in base a quanto ho accumulato, ma su quanto poco ho bisogno per sopravvivere se rimango vicino a Gesù? Cosa mi mancherebbe? Niente!”

Diventa un ascoltatore migliore

“SAPPIATE QUESTO… OGNI UOMO SIA PRONTO AD ASCOLTARE” GIACOMO 1:19 
Quando dedichi del tempo ad ascoltare un’altra persona, non solo fai un regalo a lui, lo fai anche a te. La dott.ssa Juli Slattery (fondatrice dell’associazione Intimità Autentica, NdR) osserva: “Tutti sono attratti da un buon ascoltatore. E’ buffo che ci si possa specializzare in comunicazione e non prendere mai una lezione su uno degli aspetti fondamentali della comunicazione, l’ascolto… Forse il modo più potente di condividere il vangelo, salva re un matrimonio e fare amicizia è ascoltare vera mente. 

Ci sentiamo amati da coloro che ci dedica no del tempo per ascoltare la nostra storia e farci domande profonde. Ecco tre modi per diventare un ascoltatore migliore: 1. Diventa curioso. Ogni persona che incontri è interessante. All’inizio può sembrare che si dilunghino su dettagli secondari, ma se cerchi di approfondire scoprirai che sotto c’è una storia meritevole. Per me, il primo passo verso l’ascolto è trovare qualcosa di cui essere curiosi… Dopo 20 anni di matrimonio, voglio ancora essere curiosa di mio marito… sapere che cosa Dio gli sta insegnando… che cosa aspetta con impazienza, e che cosa lo ha fatto ridere oggi. 

2. Mantenere il contatto visivo. Siccome non possiamo misurare l’ascolto guardando le orecchie di qualcuno, guardiamo i suoi occhi. Mostriamo rispetto ai nostri figli, al coniuge, agli amici e persino agli estranei quando rivolgiamo loro la nostra attenzione mirata. 3. Vai oltre le parole che senti. Con le parole comunichiamo solo una parte di ciò che vogliamo esprimere. Il resto passa attraverso il linguaggio del corpo, il tono della voce e persino il silenzio”. Proverbi 12:15: “Lo stolto pensa di non aver bisogno di consigli, ma l’uomo saggio ascolta gli altri” (TLB). Per quanto ti possa piacere il suono della tua voce, impara ad ascoltare.

Pace che sfida la logica umana

“LA PACE DI DIO, CHE TRASCENDE OGNI COMPRENSIONE, CUSTODIRÀ I VOSTRI CUORI E… MENTI IN CRISTO GESÙ.” FILIPPESI 4:7
Non importa quali problemi tu stia affrontando, è bene sapere che la pace di Dio “che trascende ogni comprensione, proteggerà i vostri cuori e… menti in Cristo Gesù”. L’autrice Lorie Newman ha detto: “Per me, quella pace è arrivata quan do mio marito perse il lavoro… Eravamo una fa miglia con un solo reddito, sette figli, un mutuo e le bollette. Ci avrebbero tolto la casa? Come avremmo potuto sfamare i nostri bambini? 

Queste domande, come denso fumo, mi annebbia vano la mente. Ma, in mezzo a tutto ciò, Dio mi parlava con amore e infondeva vita al mio cuo re preoccupato… La disoccupazione rimaneva. In realtà, durò quasi due anni. Ma giorno dopo giorno, passo dopo passo, la verità della Parola di Dio cominciò a far svanire la disperazione e realizzai una pace incredibile! Mentre navigavo nelle acque turbolente di quella stagione diffici le, la Parola di Dio divenne viva come mai prima. Avevo letto che Dio era Colui che provvede, ma cominciai a conoscerlo e sperimentarlo come il mio sostegno! Quello che avrebbe dovuto es sere un momento di terribile stress…,  divenne un luogo di pace”. 

Quando sorgono problemi, la nostra naturale inclinazione è ad andare in panico. Quando lo facciamo, permettiamo al nemico di entrare, portarci fuori strada e far ci sentire vittime. Custodisci queste parole di Gesù nel tuo cuore: “La mia [propria] pace ora ti do… Io non do, come il mondo dà” (Giovanni 14:27) . Non lasciare che il tuo cuore sia turbato, né che abbia paura.

Le tue emozioni importano a Dio (2)

“VIA DA VOI OGNI AMAREZZA, OGNI CRUCCIO E IRA… “ EFESINI 4:31 
Come Gesù, siamo stati creati a immagine di un Dio che esprime emozioni. Né il Padre né il Figlio avevano paura o vergogna di provare sentimenti profondi, e nemmeno noi dovremmo. Nella Scrittura il cuore di Dio si spezzò a causa dei Suoi figli ribelli (cfr. Osea 11:8-9). Gesù pianse pubblicamente sulla tomba del suo caro amico Lazzaro (cfr. Giovanni 11:35). Egli espresse una giusta collera per i cambiavalute che truffava no gli adoratori nel tempio (cfr. Luca 19:45-46).

Quando si tratta dei nostri sentimenti, non siamo né pedine impotenti né fuggiaschi timorosi. Dio vuole che li possediamo, capiamo il loro messaggio e cerchiamo il Suo consiglio per usarli alla Sua gloria e a beneficio di altri. Il salmista ha spesso espresso le sue emozioni davanti a Dio. Nel Salmo 22:1, egli gridò: “Mio Dio… perché mi hai abbandonato? Te ne stai lontano senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito?”. Pensa come deve essersi sentito per esprimersi così: forte paura, panico, confusione, delusione e tradimento. Ma nota cosa ha fatto con le sue emozioni. 

Egli le ha portate a Dio, si è rivolto a Lui personalmente e ha chiesto aiuto: “Non startene così lontano, perché l’angoscia è vicina e non c’è alcuno che mi aiuti” (v. 11). L’approccio di Davide era audace, e trovò l’aiuto di cui aveva bisogno: “Perché non ha disprezzato né sdegnato l’afflizione del sofferente, non gli ha nascosto il Suo volto; ma quando quello ha gridato a Lui, Egli l’ha esaudito” (v. 24). Quando porterai i tuoi sentimenti a Dio, scoprirai che “tutti coloro che cercano il Signore lo loderanno. I loro cuori si rallegreranno con gioia eterna” (v. 26).