Riconosci in quale stagione ti trovi

“EGLI SARÀ COME UN ALBERO PIANTATO […], IL QUALE DÀ IL SUO FRUTTO NELLA SUA STAGIONE” SALMO 1:3 
Una chiave per realizzare il tuo destino è renderti conto in quale stagione ti trovi. Se non lo fai, ti sentirai esasperato e deluso. Ad esempio, in alcune stagioni imparare a seguire è più importante che imparare a dirigere. In alcune stagioni gestire il fallimento offre più valore che gestire il successo. Uno dei più grandi errori che facciamo è concentrare tutta la nostra energia nella prossima stagione, invece di godere della stagione in cui ci troviamo, massimizzarla e raccoglierne le lezioni. 

Dio vuole portarti dove desidera che tu vada ancora di più di quanto tu voglia andarci. Quindi, goditi il viaggio e comprendi che Dio ti porterà lì quando sarai pronto. La tua attuale frustrazione ti darà un motivo per festeggiare se rimani in corsa per abbastanza tempo. Dio sta sviluppando in te la resistenza emotiva. La chiave della resistenza emotiva è attraversare alti livelli di delusione che ci scompongono affinché Dio possa ricostruirci con una santa fiducia. 

Puoi immaginare come si sentiva Davide mentre osservava i suoi fratelli andare in guerra mentre lui restava a casa a badare a un gregge di pecore? Ma il suo giorno stava arrivando. E anche il tuo. Mentre aspetti, non eludere i piani di Dio prendendo scorciatoie. Dio ti sta preparando. Ma più grande è l’opportunità, più tempo ci vuole. Il motivo per cui ci irritiamo è perché pensiamo in grande senza pensare a lungo termine. Riesamina il tuo cronoprogramma e sii incoraggiato se ci vuole più tempo di quanto avevi stimato. Questo significa che Dio vuole fare qualcosa di considerevolmente più grande di tutto ciò che puoi chiedere o immaginare (cfr. Efesini 3:20)

Non sarai mai abbastanza perfetto (2)

­“INFATTI CON UN’UNICA OFFERTA EGLI HA RESO PERFETTI PER SEMPRE QUELLI CHE SONO SANTIFICATI” EBREI 10:14
L’autrice Dorothy Littell Greco scrive: “Per alcuni perfezionisti, la paura di fare un errore si traduce in una sorta di paralisi, che li spinge ad agonizzare su ogni decisione… Per aiutarti a comprendere se il perfezionismo si sia insinuato nella tua vita rifletti sulle seguenti domande: a. Ti senti a tuo agio nel chiedere aiuto o solo nell’offrirlo? b. Sei in grado di ricevere critiche appropriate senza metterti sulla difensiva? c. Hai una fastidiosa convinzione di non essere all’altezza di qualche standard? d. Ti critichi severamente? e. Sei in grado di provare gioia? 

Un’assenza di gioia potrebbe essere uno dei migliori indicatori di perfezionismo. Esso estrae lentamente la gioia dalla vita riducendo la creatività, accentuando gli errori e rendendoci schiavi del successo”. La verità è che, per quanto ci sforziamo, non saremo mai abbastanza perfetti da pagare per i nostri peccati. E non dobbiamo esserlo! “ Egli, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è seduto alla destra di Dio, […] infatti con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati” (vv. 12, 14). 

Nota: quando Dio ti rende perfetto, sarà per sempre, e una volta che riuscirai a comprendere questa verità, cambierà la tua vita. Gigi Graham Tchividjian dice: “Non dobbiamo essere perfetti per essere una benedizione. Ci viene chiesto solo di essere veri, fidandoci della Sua perfezione per coprire la nostra imperfezione, sapendo che un giorno saremo finalmente tutto ciò per cui Cristo ci ha salvati e ciò che vuole che siamo”

Non sarai mai abbastanza perfetto (1)

­“INFATTI È PER GRAZIA CHE SIETE STATI SALVATI… E CIÒ NON VIENE DA VOI” EFESINI 2:8-9
Un perfezionista cerca di raggiungere nient’altro che la perfezione. Dorothy Littell Greco scrive: “Da ché io ricordi, sono sempre stata una perfezionista. Dovevo ottenere A, dovevo vincere e dovevo compiacere tutti. Ogni errore o fallimento percepito scatenava una tempesta di autodisprezzo… Il perfezionismo spesso deriva da insicurezza e da una comprensione errata della grazia. Durante i primi anni i genitori comunicano con le parole e le azioni che siamo degni d’amore, anche se non facciamo nulla per meritarlo… 

Ma non tutti abbiamo avuto dei genitori amorevoli. Molti dei nostri bisogni sono stati soddisfatti con frustrazione o addirittura rabbia, che abbiamo interpretato come: “C’è qualcosa di sbagliato in me”. Quando questo accade, col tempo, la vergogna si insinua e distorce la consapevolezza di quanto valiamo. La voce del perfezionismo è aumentata quando ho cominciato a seguire Gesù. Temere di essere giudicata ed esclusa, mi induceva a dimostrare il mio valore ai miei fratelli cristiani. 

Sebbene credessi, teoricamente, di essere salvata per grazia, vivevo come se avessi acquistato la salvezza a credito e stavo accumulando un enorme debito. Vivevo come se Gesù avesse annullato il nostro “contratto di salvezza” nel momento in cui commettevo un errore. Quando iniziai a capire che l’orgoglio e la paura degli uomini guidavano il mio perfezionismo, confessai questo come peccato e la stretta cominciò ad allentarsi. Come la donna samaritana al pozzo, avevo bisogno che Gesù intervenisse e mi riorientasse teneramente verso la sua acqua viva”. Ricorda, non devi essere perfetto per essere una benedizione per gli altri: devi solo essere vero!

Mostra riconoscenza per il tuo pastore

“FRATELLI, VI PREGHIAMO DI AVER RIGUARDO PER COLORO CHE FATICANO IN MEZZO A VOI, CHE VI SONO PREPOSTI NEL SIGNORE E VI ISTRUISCONO” 1 TESSALONICESI 5:12
Paolo scrive alla chiesa di Tessalonica: “Fratelli, vi preghiamo di aver riguardo per coloro che faticano in mezzo a voi, che vi sono preposti nel Signore e vi istruiscono di tenerli in grande stima e di amarli a motivo della loro opera. Vivete in pace tra di voi” (vv. 12-13). Considerate queste statistiche del ventunesimo secolo: 1. Il cinquanta per cento dei pastori si sente così scoraggiato che lascerebbe il ministero se potesse, ma non conosce altro modo per guadagnarsi da vivere. 

2. Il cinquanta per cento dei pastori interrompe il ministero dopo cinque anni. 
3. Solo uno su dieci andrà in pensione come ministro. 4. In America, più di diciassettemila pastori al mese hanno lasciato il ministero nel 2011. Sono diverse le ragioni di questo abbandono. Una è il supporto finanziario inadeguato e lo stress che ricade sulla famiglia. 

Paolo scrive: “ Gli anziani [pastori] che tengono bene la presidenza siano reputati degni di doppio onore [remunerazione finanziaria], specialmente quelli che si affaticano nella predicazione e nell’insegnamento; infatti, la Scrittura dice: “Non mettere la museruola al bue che trebbia”; e: “L’operaio è degno del suo salario” (cfr. 1 Timoteo 5:17-18). Poi vi sono le frequenti critiche. Paolo esorta: “Non ricevere accuse contro un anziano [pastore], se non vi sono due o tre testimoni” (v. 19). Quindi, prega per il tuo pastore e cerca di mostrare la tua gratitudine. Dio ti benedirà per questo.

Trasmettila!

“IL PRINCIPIO DELLA SAGGEZZA SÌ, A COSTO DI QUANTO POSSIEDI, ACQUISTA L’INTELLIGENZA” PROVERBI 4:7 
Il mentore Graham era così assorbito nel correggere i compiti dei suoi studenti che non si accorse del giovane gigante che, un giorno dopo scuola, circondato dalla luminosità del sole pomeridiano, entrò nella sua aula in Illinois. Dopo che i suoi occhi si abituarono alla luce, riconobbe nel ragazzo un novizio della comunità, noto in tutti i locali più malfamati della città per essere un violento. Graham avrebbe avuto motivo di pensare: “Che fa qui? Sono in pericolo?” 

Invece, lo guardò dal basso verso l’alto, e quello che vide davanti a lui fu grandi piedi, grandi muscoli e ignoranza e si offrì di aiutare il ragazzo con la lettura e gli studi. Quando il giovane lasciò l’aula un’ora dopo, aveva diversi libri sotto il braccio presi in prestito da Graham con la promessa di prenderne altri in futuro. Probabilmente non avevi mai sentito parlare del mentore Graham, vero? Era un uomo tranquillo, semplicemente disposto a dare il massimo per ogni studente che gli capitava davanti. 

Tuttavia, il suo allievo divenne più famoso di lui. Il suo nome? Abraham Lincoln! Graham riconobbe in Lincoln una sete di conoscenza e un desiderio di imparare e dedicò del tempo investendo in lui. E come risultato, Lincoln contribuì a cambiare la storia. Il miglior investimento che puoi fare è nelle persone. Salomone scrisse: “Il principio della saggezza sì, a costo di quanto possiedi, acquista l’intelligenza.” E quando la ottieni, non tenerla per te stesso, trasmettila.

Preghiere S.O.S.

“NELLA MIA ANGOSCIA HO INVOCATO L’ETERNO, ED EGLI MI HA RISPOSTO” SALMO 120:1 
Il sistema di emergenza a tre cifre ha capacità straordinarie. Nella maggior parte degli Stati Uniti, è sufficiente comporre quei numeri per essere immediatamente collegati a un centralino. Su uno schermo di computer, il centralino vede istantaneamente il numero di telefono del chiamante, l’indirizzo e il nome con cui il numero è registrato. In ascolto ci sono anche polizia, vigili del fuoco e paramedici. Il chiamante non ha bisogno di dire nulla una volta effettuata la chiamata. Anche colpi di tosse, pianti e grida isteriche hanno ricevuto una rapida risposta.

Il centralino sa da dove proviene la chiamata, e l’aiuto viene inviato immediatamente. A volte la nostra situazione è così urgente e disperata che non riusciamo nemmeno ad esprimerla in parole, quindi innalziamo una preghiera S.O.S.: “Signore, ho bisogno del tuo aiuto!” E l’aiuto è in arrivo. “E avverrà che, prima che m’invochino, io risponderò; parleranno ancora, che già li avrò esauditi” (Isaia 65:24). A volte senti gli effetti di qualcosa, ma non ne capisci la causa e non riesci a spiegarlo.

Questo accade quando il potere dello Spirito di Dio viene in tuo aiuto: “Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché noi non sappiamo pregare come si conviene, ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili e colui che investiga i cuori conosce quale sia il sentimento dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo Dio. Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proposito” (Romani 8:26-28).

Come la fede può produrre risultati (4)

“COSÌ È DELLA FEDE; SE NON HA OPERE, È PER SE STESSA MORTA” GIAC“LA FEDE OPERAVA INSIEME CON LE SUE OPERE” GIACOMO 2:22
Se credessi davvero che la Parola di Dio si può applicare alla tua situazione, ti comporteresti diversamente? Dire di credere è solo l’inizio; mettere in azione la fede significa prepararsi affinché la risposta arrivi. Chiediti: “Se mi aspettassi davvero una risposta alle mie preghiere, come mi preparerei per il suo arrivo?” Leggiamo nella Bibbia una parabola di Gesù diretta ai suoi discepoli: “Il regno dei cieli è simile a un seme di senape, che un uomo prende e semina nel suo campo, esso è sì il più piccolo di tutti i semi, ma, quando è cresciuto… diventa albero” (cfr. Matteo 13:31-32).

 L’agricoltore può essere sinceramente convinto di poter produrre un albero di senape, ma non accade nulla finché non sceglie il luogo, prepara il terreno, pianta il seme e continua a innaffiarlo. Solo dopo aver fatto tutte queste cose, può concretamente assistere alla sua apparizione. Da dove iniziare? 1. Prega per avere saggezza nel prendere le decisioni giuste (cfr. Giacomo 1:5-7). 2. Pianifica il tuo lavoro e lavora il tuo piano. Un’attesa indifferente e passiva affinché le cose si materializzino senza un coinvolgimento attivo e riflessivo si rivelerà deludente e infruttuosa. Dio ti usa come suo collaboratore. “Siamo collaboratori con Dio” (1 Corinzi 3:9).

 3. Suddividi il tuo piano in piccoli passi realizzabili. 4. Non aspettare che la paura svanisca o che la fede cresca. Sii pronto a correre rischi calcolati e produttivi. Senti la paura ma agisci comunque! 5. Inizia a ringraziare Dio anche prima di poter vedere la risposta. E se non dovessi centrare il bersaglio, ricorda la risposta della milizia della Guerra d’Indipendenza: “Pronti, mirare, fuoco!” Regola la tua mira e riprova. “La fede [di Abramo] operava insieme con le sue opere” ed è ancora questa la formula biblica per il successo.

Come la fede può produrre risultati (3)

“COSÌ È DELLA FEDE; SE NON HA OPERE, È PER SE STESSA MORTA” GIACOMO 2:17
Giacomo ci chiede: “A che serve… se qualcuno dice di avere fede ma non ha opere? Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, uno di voi dice loro: “Andate in pace, scaldatevi e saziatevi”, ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. Anzi uno piuttosto dirà: “Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede” (vv.14-18). 

Un vero oceano di fede, senza l’azione appropriata per seguirlo, non è altro che un oceano di fede morta e inutile. D’altra parte, un briciolo di fede che viene messo in pratica può produrre un oceano di risultati (cfr. Matteo 13:31-32). L’azione infonde vita e potere alla tua fede. La prescrizione biblica per la fede è semplice, ma potente. 1. Decidi di credere nella promessa di Dio e nel Suo potere di realizzarla, lasciando a Lui il “come e il quando”. 2. Scegli di agire in linea con ciò in cui credi prima di vedere i risultati. 

3. Dio risponde alla tua fede mantenendo la Sua promessa infrangibile. “Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?” (cfr. Numeri 23:19). Dio si mette all’opera esercitando la Sua illimitata capacità di mantenere fede alla Sua Parola. Gesù disse: “Perciò vi dico: tutte le cose che voi domanderete pregando, credete che le avete ricevute, e voi le otterrete” (cfr. Marco 11:24). Ora, sta a te rivendicare e agire in base alla Sua promessa.

Come la fede può produrre risultati (2)

“…SECONDO LA MISURA DI FEDE CHE DIO HA ASSEGNATA A CIASCUNO” ROMANI 12:3
Grazie a Dio, la fede non è riservata alle persone profondamente spirituali. Se così fosse, saremmo tutti nei guai! Qualsiasi persona può essere piena di fede. Siamo inclini a pensare che la fede appartenga esclusivamente a persone come Abramo, Mosè, Elia, Samuele, Davide, Daniele, Pietro e Paolo. Ora, senza dubbio, erano tutti eroi della fede, ma la fede non appartiene solo a loro. La Bibbia ci dice: “secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno”.

 Nessuno perderà l’occasione del cielo perché non gli è stata data abbastanza fede per credere nel Signore Gesù Cristo ed essere salvato (cfr. Atti 16:31). Dio desidera che non solo abbiamo fede, ma anche che viviamo per fede. Per tre volte il Nuovo Testamento ci assicura che “il giusto per fede vivrà “ (cfr. Ebrei 10:38). Voi rispondete: “Sì, ma quegli eroi biblici avevano una grande fede; la mia fede è così piccola!” Sapevate che gli apostoli la pensavano allo stesso modo? Essi dissero a Gesù: “Aumentaci la fede!” (Luca 17:5). E Gesù rispose: “se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo sicomoro: “Sradicati e trapiantati nel mare”, e vi obbedirebbe” (v. 6).

 Come molti di noi, gli apostoli pensavano di aver bisogno di più fede. Ma Gesù ha corretto questa percezione errata e spiritualmente paralizzante, dicendo loro che non c’è bisogno di un camion carico di fede per vedere risultati sorprendenti. “Una fede piccola come un granello di senape” può portare a risultati straordinari. Quando eserciti la fede, sei già in azione e Gesù ha detto che produrrà risultati!

Come la fede può produrre risultati (1)

“OR LA FEDE È… DIMOSTRAZIONE DI REALTÀ CHE NON SI VEDONO” EBREI 11:1
La fede ha poco a che fare con la religione o con la chiesa che frequenti. La definizione greca della parola “fede” è pistis, che significa una ferma persuasione, una convinzione basata sull’ascolto e sull’apprendimento. Altre parole che aiutano a definire la fede sono fiducia, sicurezza e credere. Ecco alcune definizioni bibliche: “Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono”. 

La Bibbia ci dice: “Ora senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano” (v. 6). Ci dice anche: “Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo” (Romani 10:17). E l’apostolo Giacomo scrive: “Così è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta” (Giacomo 2:17). La fede, anche se può essere sentita, non è affatto una relazione sentimentale. Puoi avere fede anche quando non provi nulla. 

Allo stesso modo, la fede non è legata alla conoscenza intellettuale o teologica. Il tuo quoziente intellettivo e il tuo livello di istruzione non hanno nulla a che fare con la tua capacità di esercitare la fede. Una fede efficace richiede un atto di volontà. In poche parole, fede è una scelta che fai per abbracciare pienamente ciò che Dio dice nella Sua Parola e quando ciò accade, il cuore si scalda e ti motiva ad agire in linea con ciò in cui scegli di credere.