Attenzione alla cupidigia

“EGLI NON RIFIUTERÀ DI FAR DEL BENE A QUELLI CHE CAMMINANO RETTAMENTE” SALMO 84:11
La cupidigia ti ruberà dell’appagamento. Funziona così: sfogli una rivista di arredamento per la casa, e la casa per cui eri grato solo un’ora fa improvvisamente sembra da buttare. Oppure, vedi una pubblicità in TV di una nuova automobile, e la macchina nel tuo garage sembra improvvisamente un catorcio. Dio si aspetta da te che tu abbia obiettivi per la tua vita e che tu provveda alla tua famiglia ma fai attenzione a non desiderare le cose così tanto da diventarne ossessionato. Quando Israele andò in guerra contro Gerico, Dio disse loro che tutto in quella città doveva essere distrutto. 
 
Successivamente, quando Israele prese d’assalto la piccola città di Ai e si ritrovarono sconfitti, Giosuè ne fu devastato. Quando chiese a Dio perché avessero perso la battaglia, Egli disse che era a causa del peccato nel campo Israelita. Quando Giosuè investigò, Acan, uno dei suoi soldati, confessò: “Ho visto fra le spoglie… ho desiderato quelle cose e le ho prese” (Giosuè 7:21). Quando Acan cercò di nascondere il suo peccato nascondendo ciò che aveva rubato nella sua tenda, gli costò la vita dei suoi cari e la sua. 
 
Quando desideri, metti in discussione la saggezza di Dio, la Sua disponibilità e la Sua abilità di provvedere a te. Non farlo! Quando ti ritrovi a volere qualcosa, pregaci e confida che Dio possa dartela, se è nella Sua volontà. La Sua parola ci rassicura: “Egli non rifiuterà di far del bene a quelli che camminano rettamente.” Dio sa ciò che è buono per te e ciò che non lo è, e le tue suppliche non gli faranno cambiare idea. Ma quando il tuo desiderio è fare la Sua volontà, Egli promette che “Abbonderai” (cfr 2 Corinzi 9:8).

Dio ti ama ancora!

“IO TI AMO DI UN AMORE ETERNO” GEREMIA 31:3
Il Dr.Gerald Mann scrive: “I moralisti ci tengono a ricordarci che la vita del Re Davide fu tutta in discesa dopo la questione di Bathsheba. Elencano la litania dei suoi guai: il bambino dell’unione illecita morì. Non recuperò la sua statura morale. I suoi figli litigarono per la successione. Uno di loro fu decapitato per aver cercato di rubargli il trono. Dio lo privò del suo più grande sogno: costruire il Tempio per il troppo sangue nelle sue mani! Ma diamo un altro sguardo alla storia. 
 
Le parole iniziali del libro dei Proverbi mettono a tacere questo bigottismo: “Proverbi di Salomone, figlio di Davide” (Proverbi 1:1). Salomone, la fontana della saggezza di Dio, nasce da due persone che hanno adulterato la loro persona e il loro privilegio. Fra tutte le imprese eroiche di Davide: l’uccisione di giganti, il consolidamento del regno, la scrittura di inni, il suo più grande risultato è stato il figlio della sua vecchiaia. Salomone è un monumento di contraddizione a tutti i moralisti negazionisti dei secoli. Dove altro ha preso Salomone il suo intuito, la sua lungimiranza e la sua preveggenza, se non dalle ginocchia di due anime spezzate, riparate dal fuoco del perdono e a cui è stata data la grazia di una seconda possibilità…
 
 Puoi ricominciare dopo la tua “Bathsheba.” La Bibbia ci mette in guardia sulle conseguenze del peccato perché qualsiasi cosa in grado di ferirti preoccupa il Dio che ti ama e vuole solo il meglio per te. Quando pecchi volontariamente, Dio non ti lascia andare. E l’amore di Dio per te non ha una data di scadenza. Ti dice: “Io ti amo di un amore Eterno; perciò ti prolungo la mia bontà.” La verità è che Dio ti ama ancora!

Il bisogno di connessione

“RADICATI E FONDATI NELL’AMORE” EFESINI 3:17
Sfortunatamente, la parola “comunione” è stata associata a riunioni imbarazzanti nei sotterranei delle chiese, bevendo vino e partecipando a conversazioni stentate. Non c’è da stupirsi che la gente ci rinunci! Paolo descrive la connessione come essere “radicati e fondati nell’amore.” Quando un albero mette radici nel suolo, prende nutrienti e acqua, e l’albero cresce e ha vita, ma solo se è radicato. Allo stesso modo, noi abbiamo radici, e le nostre anime trovano nutrimento nell’amore di Dio, e delle altre persone. 
 
Lo sperimentiamo fisicamente e emotivamente quando ci sentiamo connessi con qualcuno. Quando c’è uno scambio genuino di attenzioni, le radici della tua anima vengono alimentate. Prosperiamo quando siamo connessi a Dio e alle persone, e periamo quando siamo disconnessi. Le persone emotivamente isolate sono più propense a depressione, ansia, solitudine, bassa autostima, abuso di sostanze, dipendenza sessuale, e difficoltà nel dormire e mangiare. Un esperto di comportamento scrive: “La connessione non solo aiuta a stabilire chi siamo… aiuta a determinare chi possiamo diventare come individui… in entrambi i casi, le connessioni umane, la salute mentale, la salute psicologica, e il benessere emotivo sono legati in modo indissolubile.”
 
 Anche gli animali che si isolano sperimentano una sclerosi arteriosa più intensa. Un autore scrive, “Un mio amico aveva un cane e un gatto che per dieci anni hanno litigato in continuazione. Poi il gatto morì… e il cane smise di mangiare. Sei settimane dopo morì.” Questa è solo una piccola illustrazione del potere della connessione. Questo non significa che devi forzare te stesso a diventare estroverso. Alcune delle persone più timide hanno le amicizie più profonde perché riescono ad identificare le relazioni vitali, si collegano.

Quando ti senti uno schifo

“SE IL POPOLO NON HA RIVELAZIONE È SENZA FRENO” PROVERBI 29:18
La parola “perire” ci dà idea di deterioramento e decadenza, come un frutto che marcisce all’interno. In quale giorno specifico la passione abbandona un matrimonio o un lavoratore perde interesse per un lavoro che un tempo lo entusiasmava? Come la perdita d’aria silenziosa che esce da uno pneumatico, ciò che avrebbe dovuto sostenere il nostro peso e spingerci verso il nostro destino ora vacilla. Se ti senti così, leggi questa promessa, e lascia che metta radici in te: “Egli dà forza allo stanco e accresce il vigore a colui che è spossato.
 
 I giovani si affaticano e si stancano; I più forti vacillano e cadono; ma quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano” (Isaia 40:29-31). Il grande apostolo Paolo disse ai suoi ammiratori: “Anche noi siamo esseri umani come voi” (Atti 14:15). Siamo tutti fatti dallo stesso materiale imperfetto. Ecco perché abbiamo bisogno della forza di Dio e la Sua misericordia che ci viene elargita ogni giorno (cfr. Lamentazioni 3:22-23). 
 
Perciò, cosa dovresti fare quando ti senti uno schifo? Due cose. Primo, se ti senti stanco fisicamente, riposa. Secondo, pensa a come funziona la famiglia di Dio e smettila di isolarti. La Bibbia afferma: “Portate i pesi gli uni degli altri” (Galati 6:2). Il fatto è questo, hai dato agli altri in un tempo passato, ora abbi la grazia e l’umiltà di ricevere da loro. Usa le tue connessioni. Inizia a leggere la Parola di Dio. Ascolta musica edificante e riempi i tuoi spazi con l’adorazione. Quando fai queste cose, il tuo focus cambierà, e la tua fede comincerà a crescere.

Sei in una situazione di stress

“CIÒ CHE TU FAI NON VA BENE. FINIRAI SENZ’ALTRO PER ESAURIRTI” ESODO 18:17-18
La Bibbia afferma: “Il giorno seguente, Mosè si assise per giudicare il popolo; e il popolo stette intorno a Mosè dal mattino fino alla sera. Quando il suocero vide tutto ciò che egli faceva per il popolo, disse: “Che è questo che tu fai col popolo? Perché siedi solo, e tutto il popolo ti sta attorno dal mattino fino alla sera?” Mosè rispose a suo suocero: “Perché il popolo viene da me per consultare Dio. Quando essi hanno un problema, vengono da me, e io giudico fra l’uno e l’altro e faccio loro conoscere gli statuti di Dio e le sue leggi.” 
 
Ma il suocero di Mosè gli disse: “Ciò che tu fai non va bene. Finirai senz’altro per esaurirti, tu e questo popolo che è con te” (vv. 13-18). Mosè era stressato fino al punto di rottura. La parola Latina usata per “stress” significa “essere stretto.” I dottori affermano che è precursore di attacchi di cuore e infarti. C’è un motivo per cui le autostrade sono dotate di stazioni di pesatura: assicurarsi che gli autocarri non trasportino un peso superiore a quello per cui sono stati costruiti. Il suocero di Mosè gli disse che si sarebbe esaurito. La parola ebraica per “esaurito” significa letteralmente “diventare vecchio.” 
 
Mosè stava diventando vecchio prima del tempo. Se ti trovi nella stessa situazione: 1. cambia marcia e inizia a condividere il carico con gli altri, e 2. spendi più tempo alla presenza di Dio. “Ma quelli che sperano nell’Eterno acquistano nuove forze… e camminano senza affaticarsi” (Isaia 40:31).

Quando Dio ti chiede di dare

“CIASCUNO… SE AVRÀ FATTO DEL BENE, RICEVERÀ LA RICOMPENSA DAL SIGNORE” EFESINI 6:8
Quando Dio ti chiede di sacrificarti per qualcun altro, fallo. È come mettere i tuoi soldi in un conto bancario celeste. Non ne avrai bisogno oggi o domani, ma quando sarà, Dio farà in modo che ti torni indietro in forma moltiplicata. Un missionario Cristiano di origine Indiana, Sadhu Sundar Singh e un suo compagno stavano viaggiando attraverso un alto passaggio dell’Himalaya, quando trovarono un corpo steso nella neve. Controllarono se mostrasse qualche segno di vita e scoprirono che l’uomo era ancora vivo, ma a malapena.
 
Sundar si preparò a fermarsi per aiutare questo viaggiatore, ma il suo compagno di viaggio obiettò dicendo: “Perderemo le nostre vite se ci appesantiamo con lui.” Sundar tuttavia, non poteva accettare di lasciare l’uomo morire nella neve senza un tentativo di salvataggio. Il suo compagno lo salutò e si incamminò. Sundar sollevò il viaggiatore sulla sua schiena e, con grande sforzo, incrementato dall’altitudine e dalla neve, lo portò avanti. Mentre camminava, il calore del proprio corpo iniziò a scaldare l’uomo congelato.
 
 Rivivificò, e presto iniziarono a camminare insieme fianco a fianco, tenendosi l’un l’altro e condividendo il calore del corpo. In breve tempo, si imbatterono in un altro viaggiatore disteso nella neve, e dopo un esame più attento, scoprirono che era morto. Indovina. Era proprio il compagno di viaggio iniziale di Sundar! Perciò, qual è la lezione? Ciò che fai per gli altri, Dio te lo renderà! La Bibbia dice: “Servendo con amore… sapendo che ciascuno… se avrà fatto del bene, ne riceverà la ricompensa dal Signore” (vv. 7-8).

La compassione inizia con la parola “vedere”

“GIUSEPPE… VIDE CHE ERANO PREOCCUPATI” GENESI 40:6
Giuseppe stava scontando una sentenza in prigione per un crimine che non aveva commesso, il che rende notevole il fatto che abbia avuto il tempo e l’energia di interessarsi a qualcun altro. “Il coppiere e il panettiere del re di Egitto offesero il loro signore… e li fece mettere in carcere… Giuseppe… vide che erano preoccupati. “Perché avete oggi il viso così mesto? Essi gli risposero: “Abbiamo fatto un sogno e non vi è alcuno che lo possa interpretare.” Giuseppe interpretò i loro sogni, e come risultato, il coppiere ebbe indietro il suo lavoro alla corte del Faraone. 
 
Quando il Faraone fece un sogno che nessuno fu in grado di interpretare, il coppiere lo portò da Giuseppe che interpretò il sogno. Giuseppe divenne primo ministro d’Egitto e fu nella posizione di salvare la sua famiglia dall’estinzione. Ma c’è di più in questa storia. Dalla famiglia che Giuseppe salvò venne il Redentore del mondo che ha Salvato anche te. Questa fantastica catena di eventi inizia con due parole: “Giuseppe vide.” Ti ricordi l’uomo morente sulla strada di Gerico? 
 
“Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada e, veduto quell’uomo, passò oltre, dall’altra parte. Ma un Samaritano, che era in viaggio, passò accanto a lui, lo vide e ne ebbe compassione. E, accostatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra olio e vino; poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo portò a una locanda e si prese cura di lui” (Luca 10:31, 33-34). Gesù finisce la parabola con queste parole: “Và e fà lo stesso anche tu” (v. 37). Perciò, chiedi a Dio di aiutarti a “vedere” e ad avere la grazia di rispondere.

Affrontare i problemi relazionali (2)

“DUE UOMINI CAMMINANO FORSE INSIEME SE PRIMA NON SI SONO ACCORDATI?” AMOS 3:3
Le relazioni si costruiscono sulla fiducia reciproca, e la fiducia si basa sul dire la verità. Ma ci sono diversi modi di dire la verità, alcuni aiutano e altri feriscono. L’approccio “devo condividere un pezzo della mia mente” ti conduce più in profondità. Poi, c’è la via della Bibbia: “Ma dicendo la verità con amore, cresciamo” (Efesini 4:15). Per esempio, una coppia litiga perché lui è sempre in ritardo. Come assicurarsi che il messaggio di lei venga recepito? Potrebbe dirgli: (a) “Mi sento frustrata.” Nessuna accusa, nessun attacco; semplicemente un’onesta condivisione di come si sente. (b) “Quando sei in ritardo…” 
 
Nessun giudizio, nessun insulto, nessuna etichetta; solo una descrizione di come lei vede le sue azioni. (c) “E’ come se stessi dicendo che il mio tempo non è realmente importante per te.” Nente morale; semplicemente una sincera condivisione delle sue emozioni. (d) “In futuro, potresti cortesemente provare ad essere in orario o almeno chiamarmi e farmi sapere quando arriverai?” Invece di focalizzarsi sulle azioni passate che non si possono cambiare, gli sta comunicando cosa vorrebbe che lui facesse in modo differente la volta successiva.
 
 (e) “Saresti disposto a farlo per me?” Non pretende o dà per scontato; solo una richiesta di considerazione e cooperazione. E quando lui è in accordo, i due stabiliscono un “contratto” implicito. Lei lo ringrazia sinceramente e ricompensa ogni sforzo che lui compie per mantenere la sua parola. In effetti facendo così ha appena riallineato il rapporto facendo diventare l’altro un alleato anziché un avversario. Ha anche ridefinito l’attenzione come condivisa, non come qualcosa che lei “fa a lui!” Come dice la Bibbia, possiamo “camminare insieme” solo quando ci siamo “accordati.”

Affrontare i problemi relazionali (1)

“SE INVECE DI AMARVI, VI COMPORTATE COME BELVE… BADATE DI NON DISTRUGGERVI A VICENDA!” GALATI 5:15
Ogni relazione valida può sperimentare dei problemi. Sapendo questo, è importante riconoscere che: 1. I problemi sono inevitabili, normali e potenzialmente vantaggiosi. Sono inevitabili perché le relazioni uniscono persone totalmente diverse tra loro. Sono normali perché tutte le relazioni, anche le migliori, attraversano momenti si e momenti no. E sono potenzialmente vantaggiosi perché, gestiti in maniera efficace, le relazioni possono crescere attraverso i problemi. 2. In generale, ci sono tre modi per risolvere i problemi.
 
(a) La modalità: evitare. Ci sono persone che “non vogliono agitare le acque.” Seppelliscono i propri sentimenti senza rendersi conto che si presenteranno senza dubbio in futuro. Si passa dal clamore, all’accumulo, all’esplosione, con effetti collaterali mentali, emotivi e fisici. Nel frattempo, il problema continua a crescere e le questioni in sospeso erodono la relazione. (b) La modalità: attacco. Ovvero le persone: “prendili-prima-che-ti-prendano.” Sono combattenti che si rifiutano di ammettere, infliggono ferite, ferite da cui potrebbe essere difficile riprendersi. 
 
La Bibbia afferma: “Se invece di amarvi, vi comportate come belve… badate di non distruggervi a vicenda!” Perché? Perché l’attacco genera contrattacco, e niente viene risolto. (c) La modalità: approccio/ asserzione. Coloro che dicono: “Il prezzo non è troppo alto per mantenere una buona relazione.” Sono sensibili ai sentimenti altrui, ma insistono affinché entrambe le parti affrontino direttamente le questioni importanti. Evitano di dare la colpa, attaccano il problema anziché l’individuo e invitano gli altri a collaborare con loro per risolvere il problema e rafforzare la relazione. Prova: funziona!

Come rimanere entusiasti di Dio

“GESÙ DISSE LORO: ‘IL MIO CIBO È FARE LA VOLONTÀ DI COLUI CHE MI HA MANDATO, E COMPIERE L’OPERA SUA.’”GIOVANNI 4:34
Nessuno ha più energie di Gesù. Si svegliava presto, andava a letto tardi, e a volte passava la notte in bianco. Da dove prendeva tutta questa energia? Troviamo la risposta in questo dialogo affascinante. “Intanto i discepoli lo pregavano, dicendo: “Rabbì, mangia.” Ma egli disse loro: “Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete.” Perciò i discepoli si dicevano gli uni gli altri: “Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?” 
 
Gesù disse loro: “Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l’opera sua” (vv. 31-34). Quando senti la parola “cibo,” subito pensi: energia, perché è a questo che serve il cibo. E qui Gesù fa un’osservazione perspicace: la volontà di Dio è energizzante. Perciò, come fai a mantenerti energico? Rimanendo nella volontà di Dio. Impegnarsi nelle passioni stabilite da Dio e perseguire sogni a misura di Dio è il modo in cui produciamo energia.
 
 Niente ci dà più energia. Non limitatevi a pentirvi di ciò che è sbagliato, ma sostituitelo con ciò che è giusto. Paolo scrive: “Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore” (1 Corinzi 15:58). Se il peccato è uno spreco di tempo, e di fatto lo è, allora scoprire e adempiere al compito che Dio ti ha affidato nella vita è ciò che di più energizzante tu possa fare.