Il segreto della felicità

“INFATTI SIAMO OPERA SUA, ESSENDO STATI CREATI IN CRISTO GESÙ PER FARE LE OPERE BUONE, CHE DIO HA PRECEDENTEMENTE PREPARATE.” EFESINI 2:1

Che tipo di ambiente lavorativo tira fuori il meglio di te? Ti piace la routine? Sei motivato dai bisogni delle persone? Ti piace affrontare le sfide che potrebbero scoraggiare gli altri? E in merito alle tue relazioni? Ti piace far parte di una squadra o lavori meglio da solo? Se prendi vita solo quando sei in mezzo alla gente, probabilmente ti sentirai infelice seduto davanti a un computer tutto il giorno. Quali sono i tuoi punti di forza?

Dio disse di Besaleel il costruttore: “L’ho riempito dello Spirito di Dio, per dargli sapienza, intelligenza e conoscenza per ogni sorta di lavori, per concepire opere d’arte, per lavorare l’oro, l’argento e il bronzo, per incidere pietre da incastonare, per scolpire il legno, per eseguire ogni sorta di lavori” (Esodo 31:3-5). Cosa ti fa brillare gli occhi e accelerare il battito cardiaco? Ti piace lavorare con computer, automobili o animali? Forse sei un abile manager del personale, o ti piace sistemare le cose, o sei bravo con le finanze. La Bibbia dice: “Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.”

Dio ha un proposito per la tua vita, e tu sperimenterai il tuo più alto livello di felicità e raggiungimento quando scopri e cominci a realizzare quel proposito. Non sei solo un altro mattone nel muro o un altro chiodo nella cassetta degli attrezzi del falegname! Dio “ti ha personalmente formato e creato” (cfr. Isaia 43:7). Tu sei l’unico “tu” che ha creato e, se non riesci a essere quello che sei, il Suo regno non trarrà beneficio dal tuo eccezionale contributo. Questo è il motivo per il quale Paolo scrisse: “Ciascuno esamini invece l’opera propria; così avrà modo di vantarsi in rapporto a sé stesso e non perché si paragona agli altri. Ciascuno, infatti, porterà il proprio fardello” (Galati 6:4-5). Questo è il segreto della felicità.

Perchè la chiesa ti fa bene

“UN GIORNO NEI TUOI CORTILI VALE PIÙ CHE MILLE ALTROVE.” SALMO 84:10

Gesù frequentava la chiesa regolarmente. “Si recò a Nazaret, dov’era stato allevato e, com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga e si alzò per leggere” (Luca 4:16). Anche gli apostoli andavano in chiesa con regolarità. “E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore” (Atti 2:46). E Davide amava la casa di Dio. Egli disse: “Un giorno nei tuoi cortili vale più che mille altrove. Io preferirei stare sulla soglia della casa del mio Dio, che abitare nelle tende degli empi” (Salmo 84:10).

Perciò, tu ami la casa di Dio? Dovresti, perché è lì che ascolterai la Parola pronunciata, lì che troverai strategie per vivere, lì che scoprirai i tuoi doni spirituali, e forme di relazioni che ti sosterranno in tempi difficili. Dove altro puoi trovare tutto ciò? L’università di Yale ha condotto uno studio confermando che le persone che vanno in chiesa regolarmente sono più felici, più in salute e vivono molto di più di quelli che non vanno. Il sondaggio ha rivelato che coloro che frequentano la chiesa avevano la pressione sanguigna più bassa, meno stress e un’immunità maggiore alle malattie, mentre i non praticanti del gruppo avevano una durata di vita ridotta, più o meno uguale a quella dei fumatori di sigarette.

Una delle intervistanti chiese ad una donna di ottant’anni, che in quel momento stava correndo su un tapis roulant, quale fosse il suo segreto. Lei rispose: “Quando si cammina con Dio si ha un obiettivo, perciò si vive a lungo. E hai pace con Dio, così vivi meglio.” Pensa: Se riuscissi a trovare tutto questo in una pillola, quanto la pagheresti? Qualcuno dovrebbe costringerti a prenderla? No? Ok, allora assicurati di essere in chiesa domenica

Come conoscere Dio

“POICHÉ QUEL CHE SI PUÒ CONOSCERE DI DIO È MANIFESTO IN LORO, AVENDOLO DIO MANIFESTATO LORO.” ROMANI 1:19

Ci sono tre modi per mezzo dei quali puoi sapere che Dio è reale e che puoi avere una relazione con Lui. 1. Conoscenza intellettuale di Dio. “Poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti, le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili” (vv. 19-20). 2. Conoscenza subconscia di Dio.

“Infatti quando degli stranieri, che non hanno legge, adempiono per natura le cose richieste dalla legge, essi, che non hanno legge, sono legge a se stessi; essi dimostrano che quanto la legge comanda è scritto nei loro cuori, perché la loro coscienza ne rende testimonianza e i loro pensieri si accusano o anche si scusano a vicenda” (Romani 2:14-15). 3.Conoscenza personale di Dio. “Quindi, da ora in poi, noi non conosciamo più nessuno da un punto di vista umano, e, se anche abbiamo conosciuto Cristo da un punto di vista umano, ora però non lo conosciamo più così.

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove” (2 Corinzi 5:16-17). Dio rivela sé stesso a noi mediante la creazione. Ci parla attraverso la coscienza e rivela il suo carattere morale e le prescrizioni. Ma al di là di questo, noi possiamo conoscere Dio personalmente ed avere una relazione con Lui tramite suo f iglio. Gesù disse: “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Giovanni 8:12). C’è un unico modo sicuro per convincere te stesso che Dio è reale, premi il pulsante!

Conoscere chi fa parte della tua vita

“IO LI SCEGLIERÒ PER TE.” GIUDICI 7:4

Gedeone scelse trentaduemila soldati per combattere contro i Madianiti. Ma la verità è che tu non hai bisogno di tante persone nella tua vita, solo di quelle giuste. Così quando Gedeone disse: “Chiunque ha paura e trema se ne torni indietro e si allontani dal monte di Galaad” (v. 3), ventiduemila soldati si ritirarono. Ma Dio gli disse che ne aveva ancora troppi, e aggiunse: “La gente è ancora troppo numerosa; falla scendere all’acqua dove io li sceglierò per te.” Di conseguenza, Gedeone si ritrovò con trecento soldati, ma vinsero loro quel giorno! Non preoccuparti dei numeri; Dio può ancora fare di più con meno.

Preparati solo a perdere alcuni amici, perché dove Dio ti sta portando, loro non possono andare. Dio prese lo stesso spirito che era posato su Mosè e lo pose su settanta capi affinché potessero aiutarlo (cfr. Numeri 11:1617). È questo ciò di cui hai bisogno, persone con lo stesso spirito che è in te. Solo perché qualcuno ha talento non significa che debba far parte della tua vita. Se i doni spirituali sono gli standard con i quali misuriamo, che dire dell’asino di Balaam? Questo profetizzò (cfr. Numeri 22:21-33)!

La domanda importante è: “Questa persona aveva il giusto spirito?” Quando lavori con gli altri, riconosci che tutti abbiamo alcune cose in comune. Alle persone piace sentirsi speciali, quindi complimentati con loro (assicurati solo di essere sincero). Vogliono un domani migliore, quindi dai loro la speranza. Vogliono una guida, perciò conducili. Sono preoccupati per loro stessi, quindi affronta prima i loro bisogni. Si abbattono emotivamente, quindi incoraggiali. Vogliono successo, quindi aiutali a raggiungerlo. Il tuo successo dipende dall’avere le persone giuste nella tua vita, ed è per questo che devi pregare e fare affidamento sulla guida di Dio.

Chiedi sempre:”Che cosa dice la Bibbia?”

E ANCHE TRA VOI STESSI SORGERANNO UOMINI CHE INSEGNERANNO COSE PERVERSE. “ATTI 20:30

Paolo scrive: “E anche tra voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli. Perciò vegliate, ricordandovi che per tre anni, notte e giorno, non ho cessato di ammonire ciascuno con lacrime. E ora vi affido a Dio e alla Parola della sua grazia, la quale può edificarvi e darvi l’eredità di tutti i santificati” (vv. 30-32). Quando qualcuno asserisce una “rivelazione speciale da parte di Dio” che non è in linea con ciò che insegna la Scrittura, non crederci!

Fai ciò che hanno fatto i Bereani: “Ora questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così” (Atti 17:11). Di chi furono gli insegnamenti che i bereani misero sotto i riflettori della Scrittura? Di Paolo! Nessun leader, indipendentemente dall’entità del suo seguito, è al di fuori di tale controllo. In effetti, i buoni leader lo accolgono con favore. “Ma Dio non ha ancora altro da dirci?” chiederai.

Sì, e quando esalerai l’ultimo respiro, non saprai ancora tutto. Dio ha nuove ed effettive strategie per raggiungere il mondo con il Vangelo in quest’epoca tecnologica? Sì, e noi dobbiamo abbracciarle e adoperarle per raccogliere il frutto finale. Ma non dobbiamo mai compromettere ciò che viene dalla Parola di Dio. “E anche tra voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli.” A volte la più grande minaccia alla verità viene da coloro che conosciamo, amiamo e con cui abbiamo avuto a che fare, che sono andati fuori strada. Perciò, qual è la risposta? È semplice. Chiediti sempre: “Che cosa dice la Bibbia?” e fanne il tuo punto di riferimento

La benedizione di una preghiera senza risposta

“DOMANDATE E NON RICEVETE, PERCHÉ DOMANDATE MALE PER SPENDERE NEI VOSTRI PIACERI.”GIACOMO 4:3

Un pastore scrisse: “Secondo una leggenda, il Re Mida amava così tanto l’oro che, quando Dioniso gli concesse un desiderio, Mida chiese che tutto ciò che toccava diventasse oro. All’inizio Mida era soddisfatto della sua richiesta, ma quando scoprì che il suo tocco rendeva il cibo non commestibile e il suo abbraccio lasciava i propri cari senza vita, si imbatté in quella che il sociologo Robert Merton chiamava la legge delle conseguenze indesiderate. Come Mida, ottenere ciò che vogliamo può portare a conseguenze indesiderabili.

Alla faccia del tocco di Mida. A volte una preghiera senza risposta è Dio, nella Sua sovrana saggezza, che ci risparmia il dolore di conseguenze indesiderate. A volte Dio permette ciò che il suo potere potrebbe impedire. La maggior parte delle volte ciò causa una grande quantità di angoscia temporale, ma un giorno daremo a Dio tanti ringraziamenti per le preghiere a cui non ha risposto come per quelle a cui ha risposto.” Giacomo scrive: “Voi bramate e non avete; voi uccidete e invidiate e non potete ottenere; voi litigate e fate la guerra; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri” (vv. 2-3).

C. S. Lewis disse: “Se Dio avesse concesso tutte le stupide preghiere che ho fatto nella mia vita, dove sarei adesso?” Il pastore continuò: “Molte delle nostre preghiere sono sbagliate. Noi preghiamo per il conforto invece che per il carattere. Preghiamo per una via d’uscita facile invece di chiedere la forza di farcela. Molte delle nostre preghiere metterebbero in cortocircuito i piani e gli scopi di Dio per la nostra vita se egli vi rispondesse. Forse potremmo smettere di chiedere a Dio di tirarci fuori da circostanze difficili per cominciare a chiedergli che cosa vuole che otteniamo da quelle circostanze difficili.”

Quando ti senti inadeguato (2)

“LA MIA POTENZA SI DIMOSTRA PERFETTA NELLA DEBOLEZZA.” 2 CORINZI 12:9

Prima di tutto, riconosci la tua inadeguatezza a Dio. Joni Eareckson Tada disse: “Nega la tua debolezza e non ti renderai mai conto della forza di Dio in te.” Dio disse a Paolo: “La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza.” Tutto ciò che ti fa dipendere da Dio è un vantaggio, non uno svantaggio. Seconda cosa, smettila di sottovalutarti. Tu dici: “Ma io non ho le qualifiche per fare il lavoro.” Dio non chiama i qualificati, egli qualifica coloro che chiama. In che modo? Riempiendoli con il suo Spirito.

“Dopo questo, avverrà che io spargerò il mio Spirito su ogni persona: i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni. Anche sui servi e sulle serve spargerò in quei giorni il mio Spirito” (Gioele 2:28-29). Dio non è limitato dall’età, genere, razza o posizione accademica. L’unica cosa che lo limita è il limite che tu poni su te stesso o che permetti ad altri di imporre. Terzo, non ci cascare! Gli inserzionisti spendono milioni di dollari per convincerti che senza i loro prodotti sei inadeguato o incompleto. Non crederci! Comincia a dire: “Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo. Meravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene” (Salmo 139:14).

Quarta cosa, vedi l’eccellenza o le prestazioni superiori di qualcun altro come una fonte di motivazione piuttosto che intimidazione. Nel frattempo, non perdere di vista il tuo talento unico. Sì, sei dotato in qualche area. “Avendo pertanto doni differenti secondo la grazia che ci è stata concessa, se abbiamo dono di profezia, profetizziamo conformemente alla fede” (Romani 12:6). Il tuo dono può forse essere sconosciuto, non sviluppato, inutilizzato, ma risiede dentro di te. Oggi sbloccalo e comincia ad usarlo

Quando ti senti inadeguato (1)

“LA NOSTRA CAPACITÀ VIENE DA DIO.” 2 CORINZI 3:5

La paura dell’inadeguatezza è uno stato mentale nel quale pensi che il tuo meglio non sia abbastanza. Di solito, si origina nell’infanzia quando i nostri genitori, insegnanti e altre figure di riferimento, non riescono ad apprezzarci e ci valutano o paragonano negativamente rispetto a qualcun altro. Da Mosè, che si sentiva inadeguato ad essere il portavoce e liberatore degli Israeliti, alla defunta pop star Michael Jackson, che si sforzava di raggiungere la perfezione fisica e professionale.

Nessuna statistica può misurare il numero di sogni abbandonati a causa di questa emozione paralizzante. Per liberartene devi imparare ad abbracciare queste due verità: 1. Lontano da Dio tu sei inadeguato. 2. Sostenuto con la forza di Dio, tu sei adeguato a qualsiasi sfida che Egli ti chiama ad affrontare. Paolo scrive: “Non già che siamo da noi stessi capaci di pensare qualcosa come se venisse da noi, ma la nostra capacità viene da Dio. Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo patto, non di lettera ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica” (vv. 5-6).

Molti degli eroi nella Bibbia combattevano con la paura di essere inadeguati, perciò sei in buona compagnia! Mosè disse a Dio: “Chi sono io per andare dal faraone e far uscire dall’Egitto i figli d’Israele? Ti prego, Signore, manda il tuo messaggio per mezzo di chi vorrai!” (cfr. Esodo 3:11, 4:13). La vera storia di questi eroi biblici è che vinsero la loro paura e dissero di sì a Dio. Uscirono con fede e dissero in sostanza: “Signore, conto su di Te per il mio successo.” Il nostro ego umano ama fare bella figura e rivendicare il merito. Ma Dio ci mette in una posizione di forzata dipendenza così che il merito per il nostro successo vada a Lui

Come influenzare e avere impatto sugli altri

“PRONTO AD ASCOLTARE, LENTO A PARLARE, LENTO ALL’IRA.” GIACOMO 1:19

Non c’è nessun trucco magico per influenzare e avere impatto sugli altri. La Bibbia insegna la formula ed è questa: 1. Prova ad ascoltare attentamente. La verità è che alle persone non importa quanto sai, finché non sanno quanto tu tieni a loro. Tendono a filtrare ciò che sentono attraverso la propria esperienza di vita, i loro complessi e il particolare problema del momento. Perciò se vuoi che le persone ascoltino quando parli, ascoltale attentamente. 2. Non parlare troppo. Se tendi a parlare troppo, o troppo velocemente, ecco tre consigli per frenarti:

a. Fermati. Smettila di parlare. Respira. Conta f ino a dieci. Scusati e vai in bagno. b. Esercitati a non interrompere. Permetti alle altre persone di finire ciò che stanno dicendo. c. Chiedi a te stesso perché stai parlando così tanto. È insicurezza? Ansia? O bisogno di controllare? O desiderio di impressionare? La ragione per cui molti di noi provano a convincere, impressionare o controllare gli altri è dovuta al fatto di avere difficoltà a confidare in Dio per risolvere le cose.

Consegna solo il messaggio e confida in Dio che farà il resto. 3. Tieni sotto controllo la tua rabbia. Se si implementano i primi due principi, si tenderà a fare bene il terzo. Accadrà e basta. La buona notizia è che da oggi puoi imparare a fare tutte e tre le cose. E se le pratichi costantemente anno dopo anno, quando arriverai alla fine della tua vita, guardando indietro, sarai contento di aver preso sul serio la Parola e la saggezza di Dio.

Chi ti aiuta?

“POICHÉ LEI HA PRESTATO ASSISTENZA A MOLTI E ANCHE A ME.” ROMANI 16:2

Charles Plumb era un pilota in Vietnam; il suo aereo è stato abbattuto dopo settantacinque missioni di combattimento da un missile terra-aria. Plumb è stato catapultato fuori, paracadutato in mani nemiche e ha trascorso i successivi sei anni in una prigione comunista. È’ sopravvissuto al calvario e oggi tiene lezioni su ciò che ha imparato dalla sua esperienza. Un giorno, mentre lui e sua moglie erano seduti in un ristorante, un uomo da un altro tavolo si avvicinò e disse: “Tu sei Plumb!

Hai pilotato aerei da combattimento in Vietnam dalla portaerei Kitty Hawk. Sei stato abbattuto!” Plumb disse: “Come diavolo fai a saperlo?” L’uomo replicò: “Ho preparato il tuo paracadute.” Poi l’uomo afferrò la sua mano e disse: “Credo che abbia funzionato!” Plumb gli assicurò: “Se il tuo paracadute non avesse funzionato, oggi non sarei qui.” Quella notte Plumb non riuscì a dormire, pensava a quell’’uomo. Che aspetto aveva in uniforme della Marina?

Quante volte l’aveva visto senza nemmeno chiedere: “Come stai?”, o qualsiasi altra cosa, perché Plumb era un pilota da combattimento e l’altro era solo un marinaio. Rifletté sulle molte ore che il marinaio aveva trascorso all’interno della nave, tessendo meticolosamente gli strati e piegando i tessuti di ogni paracadute, tenendo tra le mani il destino di un estraneo. Come risultato, Plumb pone regolarmente al suo pubblico un’importante domanda: “Chi sta preparando il tuo paracadute?” Tutti noi abbiamo qualcuno che provvede ciò di cui abbiamo bisogno per affrontare la giornata. Paolo disse: “Febe ha prestato assistenza a molti e anche a me.” Chi ti aiuta? Oggi mostra loro il tuo apprezzamento