Riflessioni sulla Bibbia (2)

“LA TUA PAROLA È STABILE NEI CIELI.” SALMO 119:89

La Parola di Dio deve essere una questione “decisa e risolta” nella tua vita. Il Cielo è la Corte Su- prema; quando delibera su una certa questione, essa è da considerarsi decisa e risolta una volta per tutte. Ora, dal momento che la Parola di Dio è una questione risolta nel Cielo, la domanda è, “E’ una questione risolta anche nella tua vita?” Gesù disse,” Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Marco 13:31). La Bibbia non ha bisogno di essere aggiornata; è perfetta e non può essere perfezionata. Questo è il motivo per cui Gesù vi istruisce a lasciare che le Sue “parole dimorino in voi” (Giovanni 15:7). In altri termini, programma la tua mente con le Scritture. Come fare questo? 1. Dai ad essa la residenza permanente, non un visto turistico. “La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente” (Colossesi 3:16). Ricevila riccamente, nel senso di copiosamente e abbondantemente.

Chiamala Operazione di Saturazione! Leggi la Bibbia, meditala, pronunciala ad alta voce; “Ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l’impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali” (v. 16). 2. Tienila sempre davanti a te. “Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte… abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora pro- spererai” (Giosuè 1:8). Parlane, pensaci, portala fuori con te, mettila all’opera! Forse dirai, “Ma la mia memoria non trattiene le cose così bene.” Nessun problema. Gesù disse, “il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome… vi ricorderà tutto quello che vi ho detto” (Giovanni 14:26). Quando mediti la Parola di Dio, lo Spirito Santo verrà in aiuto alla tua memoria tutt’altro che perfetta.

Riflessioni sulla Bibbia (1)

“RICEVESTE LA PAROLA.” 1 TESSALONICESI 2:13

“Quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l’accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio” (v.13). Ecco quattro cose a cui devi credere riguardo la tua Bibbia: 1. Ha il potere di cambiare la vita. Nella parabola del seminatore, Gesù disse, “Il seme è la parola di Dio” (Luca 8:11). Puoi non comprendere il potere all’interno di un seme, ma quando lo semini in un terreno ricettivo, esso porterà vita; non starà inerme, produrrà frutto. Similmente, la tua Bibbia è “la parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete” (1 Tessalonicesi 2:13). 2. Opera efficacemente.” La mia parola… non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l’ho mandata” (Isaia 55:11).

Notate la parola “mandata.” Ogni parola che Dio pronuncia è una missione portata a termine in accordo alla Sua volontà, alla Sua strategia e al Suo calcolo. 3. È creativa. “Per effetto della parola di Dio, esistettero dei cieli e una terra tratta dall’acqua e sussistente in mezzo all’acqua” (2 Pietro 3:5). La Parola di Dio fu potente abbastanza per creare tutto ciò che esiste. Egli non si sforzò né si affaticò, parlò e tutto fu portato a compimento. Quindi pronuncia la Parola di Dio! 4. È autorevole. “Ed essi si stupivano del suo insegnamento perché parlava con autorità… E tutti furono presi da stupore … dicendo: «Che parola è questa? Egli comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi, ed essi escono»” (Luca 4:32,36). Le forze delle tenebre attorno a te oggi devono riconoscere e sottomettersi alla Parola di Dio, quindi rimani saldo su di essa!

Quando sei nel buio (2)

“VERSO LA QUARTA VIGILIA DELLA NOTTE, ANDÒ INCONTRO A LORO, CAMMINANDO SUL MARE.” MARCO 6:48

“Verso la quarta vigilia della notte, andò incontro a loro, camminando sul mare ma essi… vedendolo… pensarono che fosse un fantasma e gridarono… Ma subito egli… parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!» Salì sulla barca con loro e il vento si calmò” (v. 48-51). Il buio non è sempre opera del nemico; talvolta è uno dei migliori strumenti di insegnamento di Dio. Riesci a conoscere meglio il Signore camminando nelle tempeste con Lui, raggiungendo il luogo del quale pensi, “Se Dio non viene con me, io affondo.” Poi Egli viene “camminando sul mare.” Gesù disse ai Suoi discepoli, “Quello che io vi dico nelle tenebre, di- telo nella luce” (Matteo 10:27). È nei tuoi momenti più bui che Dio ti dà alcune delle tue più profonde intuizioni e la capacità di discernere.

Il Salmista disse, “La not- te per te è chiara come il giorno” (Salmo 139: 12). Quindi invece di fuggire dai tuoi problemi, chiedi a Dio di sviluppare la tua visione notturna e mostrarti “i tesori na- scosti nelle tenebre… riposti in luoghi se- greti” (Isaia 45:3). Ancora una riflessione: quando il buio che stai sperimentando è ordinato da Dio, non provare a creare la tua propria luce.” Sebbene cammini nelle tenebre, privo di luce, confidi nel nome del Signore e si appoggi al suo Dio. Ma attento tu che vivi nella tua propria luce… cadrai presto in un grande tormento” (Isa- ia 50: 10-11). Quando sei nel buio per un piano divino, non temere; Dio ti ha promesso che lo supererai.

Quando sei nel buio (1)

“LA LUCE SPUNTA NELLE TENEBRE PER GLI ONESTI.” SALMO 112:4

La fede è come un film; si svolge al buio. I giorni bui ci fanno appoggiare a Dio. La verità è che se la tua fede non fosse sta- ta mai provata, tu non saresti motivato a camminare più vicino a Lui. L’autore di inni Edward Mote ha scritto: “Quando il buio vela la Sua amabile faccia, io riposo sulla Sua immutabile grazia… Quando tutto in- torno alla mia anima cede, Egli è tutta la mia speranza e sostegno. Io rimango su Cristo, la solida Roccia; ogni altro terreno intorno a me sono sabbie mobili.” È facile lodare Dio quando la salute è buona e i conti sono pagati. Ma è durante i giorni bui che scopri come sia fatta la tua fede, dove si fonda la tua fiducia: su te stesso, sugli altri o su Dio.

Quando i tuoi giorni sembrano bui come la notte, ecco una Scrittura su cui ti puoi poggiare: “Sebbene cammini nelle tenebre, privo di luce, confidi nel nome del Signore e si appoggi al suo Dio!” (Isaia 50:10). Giobbe visse una vita esemplare, eppure perse ogni cosa. Aggravato e perplesso, egli pianse, “Dio mi ha sbarra- to la via e non posso passare, ha coperto di tenebre il mio cammino”. (Giobbe 19:8). Giobbe non riusciva a vedere alcuna via d’uscita dalla sua situazione. Poi scoprì che quando non puoi trovare il motivo, tu puoi fidarti della relazione. “Il mio orecchio ave- va sentito parlare di te ma ora l’occhio mio ti ha visto”. (Giobbe 42: 5). Dopo aver fatto questa scoperta, è cambiata ogni cosa: “Il Signore benedì gli ultimi anni di Giobbe più dei primi” (Giobbe 42:12). Ciò che Dio fece per Giobbe, lo farà anche per te.

Quando la vita sembra difficile

“VI è FORSE QUALCOSA CHE SIA TROPPO DIFFICILE PER ME?” GENESI 18:14

Molto del nostro stress è causato dal bisogno di conoscere le cose in anticipo, di avere tut- to sotto controllo. Anche dopo aver pregato e, apparentemente, affidato il problema a Dio, viviamo secondo la filosofia “spera il meglio e pianifica il peggio!” Quando depositi i soldi in banca, non stai poi sveglio tutta la notte a pre- occuparti di essi, giusto? Bene, abbi almeno quel tanto di fiducia in Dio! Quando ti ritrovi nella spirale discendente del “Come? Cosa? Quando? Dove?” Fermati, e affidati a Dio. Non il Dio limitato della tua comprensione, ma il Dio illimitato il cui curriculum parla da sé, la cui fedeltà mai fallisce e che ha guadagnato il diritto di chiedere: “Vi è forse qualcosa di troppo difficile per me?”

Gesù non ha mai sofferto della paura di fallire come facciamo noi. Perché? Perché non ha mai nutrito il pensiero di non poter fare qualcosa che Suo Padre gli avesse assicurato di poter fare. Egli non soffrì nemmeno della paura delle privazioni. Conduceva una vita semplice, ma era comunque responsabile di sostenere. Se stesso e le perso- ne che lo seguivano. Come lo fece? La Bibbia dice che Gesù pregava la mattina, a mezzo- giorno e la notte, stando in costante contatto con il Suo Padre celeste. Di conseguenza, Egli sapeva come prendere i pesci quando non stavano abboccando e come trovare i soldi per le tasse nella bocca di un pesce quando ne ha avuto bisogno. Ora, Dio potrebbe non provvedere per te esattamente in quel modo, ma ha promesso di prendersi cura di te. Ecco la promessa che dovresti vivere da oggi:” Gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi” (1 Pietro 5:7).

Stai tornando a mani vuote?

“QUELLA NOTTE NON PRESERO NULLA.” GIOVANNI 21:3

Quando Gesù chiamò la prima volta i Suoi discepoli, disse loro, “Vi farò pescatori di uomini” (Matteo 4:19). Tuttavia, nonostante avessero sentito la sua promessa di risorgere dai morti e lo avessero realmente vi- sto risorto, i discepoli tornarono a ciò che facevano prima di conoscerlo: pescare. Dio userà le tue vecchie esperienze per istruirti, ma Egli ti conduce sempre avanti, mai indietro. Quando la paura e l’incertezza ti fanno tornare indietro alla sicurezza di ciò che conosci, finisci come i discepoli: “Quella notte non presero nulla.” Ma c’è una buona noti- zia: se Dio ti ha chiamato, continui ad essere chiamato. Nota come Gesù si rivolga a loro: “Figlioli, avete del pesce?” (Giovanni 21:5).

A dispetto del tuo rendimento spento, sei ancora un figliolo di Dio riscattato. Ancora, Egli ti dice:” Getta la tua rete al lato destro della barca e troverai qualcosa.” Quando lo fece- ro, non poterono tirare la rete a causa del gran numero di pesci. Poi il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “E’ il Signore!” (vv. 6-7). Notate che cosa fece dopo Gesù: fece colazione con loro, rinnovò l’amicizia, rimosse i loro dubbi e conferì loro il potere di cambiare il mondo. C’è qui un’impor- tante lezione. Quando agisci al di fuori del- la volontà di Dio, è come pescare dal lato sbagliato della barca; consumi te stesso e i tuoi sforzi sono inutili. Stai fallendo? Forse è perché peschi dal lato sbagliato della barca! Le cose cominceranno a funzionare bene quando ti sottometti a Cristo, rinnovi la tua amicizia con Lui e Gli permetti di dirigere i tuoi passi.

L’amore è un comandamento (3)

“CHE VI AMIATE GLI UNI GLI ALTRI, COME IO HO AMATO VOI.” GIOVANNI 15:12

Immagina la persona che trovi più difficile da amare. Come puoi imparare ad ama- re questo genere di persone? Innanzitutto, prima di poterli amare, devi sentire e comprendere quanto profondamente Dio ami te. Paolo scrive: “Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio”. (Efesini 3: 17-19). No- tate le parole, “Abbracciare… conoscere… siate ricolmi.” Dio vuole che tu senta il Suo amore e vuole che tu lo comprenda. Perché?

1 Giovanni 4:19 dice che noi amiamo Dio, perché Egli per primo ha amato noi. Perché è importante sentirsi amati da Dio? Perché le persone non amate spesso sono persone che non amano. Quando non ti senti amato genuinamente, non te la senti di dare amore. Quindi per prima cosa devi sperimentare l’amore di Dio per te. Gesù disse, “Che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.” Durante le tue azioni peggiori e nei tuoi momenti più de- boli, Gesù ti ama. Sapere di essere amato da Cristo, ti dà valore e sicurezza; ti rende anche capace di rischiare di amare gli al- tri. Tutto ciò che Dio ti chiede è che tu sia disposto ad amare, ed Egli ti darà il potere di farlo. “L’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5:5).

L’amore è un comandamento (2)

“Camminate nell’amore.” Efesini 5:2

I Greci usavano quattro parole per distingue- re quattro diversi tipi d’amore: 1 Storge, che significa affetto naturale; 2 Eros, che significa attrazione sessuale; 3 Philia, che significa affetto emotivo o amicizia; 4 Agape, che significa amore incondizionato, che si dona, sacrificale. Quando la Bibbia ci parla dell’amore di Dio per noi e il tipo di amore che dobbiamo avere per Lui e per gli altri, la parola è sempre “agape”, indicando un impegno ad agire. Sai che è possibile amare qualcuno che non ti piace nemmeno? In verità, se Dio ci sta educando ad amare, Egli porterà nella nostra vita persone difficili da amare. La verità è che le nostre vite sono piene di persone che non ci piacciono.

Non ci piace il modo in cui alcune persone parlano. Non ci piace il modo in cui alcuni si comportano. Non ci piace il modo in cui altri si vestono. Ma soprattutto, tendiamo a detestare le persone a cui noi non piacciamo. Pensaci per un minuto, e probabilmente potrai stilare una lista di persone che non ti piacciono. Forse sono persone con cui hai difficoltà ad andare d’accordo. Tutti qualche volta sono difficili da amare, anche tu stesso, ma alcuni sono difficili da amare in qualsiasi momento. Gesù non ha preteso che avessi- mo un tenero affetto per tutti. Egli non prova- va simpatia per i Farisei. Noi non dobbiamo piacere a tutti, non è un conforto questo? Però dobbiamo amarli. Che cosa vuol dire la Bibbia quando dice, “Camminate nell’amo- re?” Come il camminare fisico, questo amore incondizionato: a. richiede sforzo; b. si muo- ve in una certa direzione; c. è qualcosa da fare ogni giorno.

L’amore è un comandamento (1)

“Io vi do un uovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri.” Giovanni 13:34

Amore è quasi sicuramente la parola più fraintesa al mondo. Ne sminuiamo il signi- ficato a causa di un uso eccessivo: “Amo mia moglie, amo il mio paese, amo la pizza.” È difficile dare e ricevere amore quando ancora non comprendiamo che cosa sia. Quindi abbiamo bisogno di chiarire un paio di concetti errati. Noi pensiamo che l’amore sia un sentimento, un nodo senti- mentale allo stomaco. L’amore vero crea si sentimenti, ma è più di un sentimento. Un secondo concetto errato è che l’amore sia incontrollabile. Spesso diciamo, “Non pos- so farci niente, perché sono innamorato”, oppure al contrario, “Non posso farci niente, non lo (la) amo più.”

Il fatto che Gesù comandi di amarci gli uni gli altri significa che di fatto possiamo controllare chi vogliamo amare e chi no. L’amore, nel suo nucleo, è due cose. Primo, l’amore è una questione di scelte. “Al di sopra di tutte queste cose vestitevi dell’amore che è il vincolo della perfezione” (Colossesi 3:14). Consideriamo questa piccola parola, “vestitevi.” Come scegli i vestiti da indossare ogni giorno, così scegli l’atteggiamento che mostrerai. Quindi, l’amore è controllabile. Secondo, l’amore è una questione di comportamento. “Non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità” (1 Giovanni 3:18). Funziona così: quando ti apri verso qualcuno con amore e interesse genuini, i tuoi sentimenti verso quella persona cambiano. E anche se anche la persona non ricambiasse il tuo amore, Dio è contento di te. Questa ricompensa è tutto ciò che ti serve.