Una buona leadership

“IL SIGNORE PARLO’ A MOSE'” NUMERI 1:1

Un buon leader è come un buon capitano di una nave, pianifica l’intero viaggio prima di lasciare il porto. Ha una chiara visione della destinazione, capisce in che modo arrivarci, sa chi deve essere a bordo affinché il viaggio abbia successo, individua gli ostacoli ben prima che appaiano all’orizzonte. E poiché si prepara al meglio, un buon capitano può condurre praticamente ovunque chi è affidato a lui. Mosè era una guida di questo genere. Egli trascorse quaranta giorni in preghiera e digiuno su un monte, rifiutando di andar via fino a quando non avesse compreso ciò che Dio voleva che lui facesse. Poi scese, e lo comunicò al popolo, così che potesse partecipare alla visione. In “Leadership Promises For Your Week” (“Promesse di Guida per la tua Settimana”), il Dr. John Maxwell scrive: “Da buon leader, Mosè dispose con ordine gli accampamenti delle tribù nel deserto (Numeri 2:34).

Faremmo bene ad organizzarci come fece lui. 1. Prenditi del tempo per pianificare ed organizzare. Determina il fine principale. 2. Renditi conto di dove sei, prima di sviluppare una strategia. 3. Dai priorità ai bisogni e agli obiettivi della squadra, facendo le giuste domande. 4. Fissa obiettivi che siano realistici, misurabili e riconoscibili. 5. Chiarisci gli obiettivi e comunica con la tua squadra. 6. Identifica i possibili ostacoli. Abbi un metodo di approccio aperto nella tua pianificazione. 7. Fai il bilancio preventivo di costi e tempistiche, programmando ogni cosa che puoi e fissando le scadenze. 8. Studia i risultati. La valutazione previene l’inattività e l’esagerazione.” Se vuoi che Dio benedica il tuo piano, devi avere un piano che egli possa benedire. Ed esso deve venire da Dio stesso. Discuti oggi con Dio a proposito del Suo piano per la tua vita!

Sii un padre per i tuoi figli

“QUANTO A ME E ALLA CASA MIA, SERVIREMO IL SIGNORE” GIOSUE’ 24:15

L’amato commentatore radiofonico, Paul Harvey, ha scritto: “In un tempo in cui è apprezzato essere amici dei propri figli, io continuerò ad essere un Padre. Se c’è un divario tra me e i miei figli e figlie, farò di tutto per capirli, ma anche per essere capito a mia volta. Quando essi mi diranno il loro punto di vista, io li ascolterò, anche se non sarò completamente d’accordo. (Quando mi spiegano come si usa ora, li ascolterò, anche se preferisco come si usava una volta) Sei miei figli considereranno la preghiera, lo studio della Bibbia, l’adorazione e la fede in Dio come valori fuori moda, sorpassati o cose di questo genere, confido nell’aiuto di Dio di avere ancora abbastanza fede per pregare per loro e mi impegnerò come fece il patriarca Giobbe a offrire per loro sacrifici aggiuntivi.

Con amore, nella nostra casa, risponderò alle loro richieste riguardo agli eventi della vita, ma rifiuto di ignorare (ammiccare a) comportamenti indecorosi. Se dovessero sperimentare droghe o marijuana, succederà in violazione di ogni mia preghiera e richiesta e senza il mio consenso. Voglio che i miei figli sappiano che faccio errori, che sono sciocco, orgoglioso e spesso inconcludente. Ma non tollererò che questa sia una scusa per la mia ipocrisia. Chiederò loro di aiutarmi a cambiare e di aspettarsi che io li aiuti a migliorare loro stessi. Alcuni potrebbero guardare alla generazione sotto i trent’anni in cerca della saggezza per buttare via il passato e per decidere che cosa rimarrà per le future generazioni; altri potrebbero lasciare che i figli decidano su ogni cosa, il cibo, la musica e le spese della gestione domestica, ma io rimarrò un Padre.”

Oggi affronta i tuoi rifiuti emotivi

“NON RICORDATE PIU’ LE COSE PASSATE, NON CONSIDERATE PIU’ LE COSE ANTICHE” ISAIA 43:18

Noi tutti abbiamo attici e scantinati emotivi dove accatastiamo i nostri rifiuti. Ed è lo stesso nelle nostre relazioni. E’ difficile per una relazione crescere rigogliosa se entrambe le parti non hanno elaborato i loro rifiuti emotivi e mentali. Stiamo parlando di: 1.Rimpianti che abbiamo su errori passati; 2. Rancori che serbiamo quando riteniamo di aver subito un torto; 3. Ferite che nascondiamo sotto strati di collera, scetticismo e isolamento. Se sei il tipo che accumula risentimento e si tiene stretti gli errori passati, conosci la sensazione di sentirsi addosso il peso dei rifiuti mentali ed emotivi. Aggrappandoti alle ferite e nutrendo rancori, distruggerai la tua anima, consumerai la tua felicità e ti precluderai ogni progresso.

Come il senso di colpa, questi rifiuti ti manterranno intrappolato nel passato. Se una vecchia fiamma ti ha ferito e tu non l’hai mai superato, ogni volta che il tuo partner farà qualcosa di simile, reagirai con fervore ingiustificato, come se fosse la persona iniziale che ti ha ferito in passato. Come risultato, il tuo partner sarà sconvolto e sconcertato dalla tua reazione eccessiva, fuori misura per un lieve sbaglio che a lui appariva insignificante. Non saprai mai ciò che hai nella vita, senza parlare di ciò di cui hai bisogno, fino a quando non sgomberi la spazzatura del tuo passato, in modo da sperimentare le benedizioni del “qui ed ora”. Tutto si riduce ad obbedire a questi due passaggi delle Scritture: 1. “Rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori” (Matteo 6:12) e 2. “Non ricordate più le cose passate, non considerate più le cose antiche. Ecco, io sto per fare una cosa nuova” (Isaia 43: 18-19). Oggi, affronta i tuoi rifiuti.

La capacità divina di lasciar andare

“PER FEDE ABRAMO, QUANDO FU MESSO ALLA PROVA, OFFRì ISACCO” EBREI 11:17

In Genesi 12, Dio disse ad Abramo di lasciare il suo paese, la sua famiglia e la sua sicurezza. Quando Abramo rispose di sì a Dio, intraprese un percorso inesplorato verso un destino sconosciuto, basandosi sulla forza di una promessa. Senza nessuna esitazione il settantacinquenne patriarca “partì, come il Signore gli aveva detto” (Genesi 12:4). Ora andiamo avanti di venticinque anni, Isacco è nato; è il figlio del miracolo che avrebbe adempiuto la promessa di Dio secondo cui, attraverso i discendenti di Abramo, “tutte le nazioni della terra saranno benedette… perché Abramo ubbidì alla mia voce” (Genesi 26:4-5). Poi Dio gli fece una richiesta straziante: “Prendi ora tuo figlio, colui che ami, Isacco, va’ nel paese di Moria e offrilo là in olocausto” (Genesi 22:2).

E in obbedienza alla parola di Dio, “Abramo si alzò la mattina di buon ora e prese con sé suo figlio Isacco” (Genesi 22:3). La benedizione promessa da Dio dipendeva dalla disposizione di Abramo a lasciare andare ciò che egli amava di più. Tenersi stretto Isacco sarebbe stato naturale e comprensibile, ma avrebbe precluso la benedizione promessa. Quindi, che cosa stai tenendo stretto che ostacola la benedizione di Dio nella tua vita? Si tratta di figli, amicizie, reputazione, potere, possedimenti, comodità, abitudini? La disponibilità di Abramo di sacrificare Isacco fu un supremo atto di fede. “Per fede Abramo, quando fu messo alla prova, offrì Isacco,” Come riuscì a farlo? “Abramo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti” (Ebrei 11:19). Abramo credette che con Dio lasciare andare non significa mai perdere qualcosa, ma ottenerne una migliore. Sarà lo stesso anche per te!

Pronuncia parole che favoriscono integrità

“SEI PRIGIONIERO DELLE PAROLE DELLA TUA BOCCA” PROVERBI 6:2

Stormie Omartian racconta: “Nei primi tempi del mio cammino col Signore, esprimevo molti pensieri negativi, come “sono un fallimento”, “sono terribile”, “niente va mai nel verso giusto”, “nessuno si preoccupa di me.” Poi lo Spirito Santo parlò al mio cuore: “Morte e vita sono in potere della lingua” (Proverbi 18:21). Stavo dicendo parole di morte, non di vita. Un chiaro esempio aveva a che fare con i miei problemi di linguaggio. Li avevo avuti sin dall’infanzia ed ero stato canzonata per tutto il periodo scolastico. Quando divenni abbastanza adulta da permettermi un aiuto professionale, lavorai con un logopedista. Feci esercizio giorno dopo giorno, anno dopo anno, per ottenere dei piccoli miglioramenti… Avevo comunque problemi ogni volta che dovevo parlare in pubblico. “Non sarò mai capace di parlare nel modo corretto” piansi.

Ma appena pronunciate quelle parole, il Signore mi disse: “Stai portando morte nella tua situazione, perché non stai dicendo la verità. Non dire ciò che pensi o ciò che sembra essere vero, ma parla di ciò che sai essere la verità della mia Parola… “La lingua dei balbuzienti parlerà veloce e distinta” (Isaia 32:4); “Io ho messo le mie parole nella tua bocca” (Isaia 51:16). Poco dopo, quando mi fu chiesto di parlare ad un incontro di donne, portai i miei timori a Dio e proclamai la Sua verità anziché dar voce ai miei pensieri negativi. Il mio discorso andò tanto bene da essere l’inizio di una serie di conferenze. La Bibbia dice: “Sei prigioniero delle parole della tua bocca”. (Proverbi 6:2). Ciò include il tuo dialogo interiore. Cancella le parole di disperazione, sconforto, dubbio e negatività dal tuo vocabolario. Potrebbero sembrare innocue, ma esse intaccano il tuo corpo e la tua anima. Pronuncia parole che riflettano l’integrità e la completezza che desideri.”

Gioia incondizionata

“LA NOSTRA COMUNIONE È CON… GESÚ…AFFINCHÉ LA VOSTRA GIOIA SIA COMPLETA“ 1 GIOVANNI 1:3-4

Quando la gioia è assente dalla tua vita, anche la potenza manca (cfr. Neemia 8:10). La nostra felicità non dovrebbe essere basata su quello che accade; dovrebbe dipendere dalla nostra relazione con Gesù. Giovanni scrive: “Affinché la vostra gioia sia completa“ (1 Giovanni 1:4). Il Pastore Reimar Schultze scrive: “Giovanni non disse questo quando stava bene, ma quando… tutto era andato in frantumi. 1. Gli altri apostoli come lui erano stati uccisi.

2. Roma aveva distrutto il Tempio… non era rimasta pietra su pietra. Giuseppe Flavio, testimone oculare scrisse, “La moltitudine di coloro che… sono morti ha superato tutte le distruzioni che gli uomini o Dio hanno mai portato sul mondo.“ 3. Molti ebrei e cristiani divennero profughi. L’aspettativa media di vita era di circa quarant’anni e il 25 per cento della popolazione di Roma erano schiavi. 4. Giovanni stesso viveva come un criminale condannato sull’isola di Patmos. Nessuna comodità materiale… nessuna sicurezza che sarebbe vissuto un altro giorno ancora.

Quando il calice della sofferenza fu colmo, Dio lo incaricò di mostrare al mondo il potere assoluto e il trionfo del Cristianesimo su ogni cosa. Gli scritti di Giovanni, in riferimento al nostro cammino quotidiano, mettono una pietra miliare su tutto ciò che il cielo ha inteso rivelare nella Parola: se abbiamo comunione apostolica, la nostra gioia sarà piena. Non servono circostanze favorevoli perché accada. Il salmista lo ha espresso come meglio non si potrebbe: “Ci sono gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno” (Salmo 16:11).

Consigli sul matrimonio da “un esperto” (2)

“COME FA UN PADRE CON I SUOI FIGLI, ABBIAMO ESORTATO, CONFORTATO E SCONGIURATO” 1 TESSALONICESI 2:11-12

Lo scrittore Jim Killam offre altri piccoli consigli per un matrimonio di successo: “1. Pregare insieme potrebbe essere la cosa più intima che potreste fare, anche più del sesso. Pregate insieme prima di prendere grandi e piccole decisioni. E sostanzialmente, la decisione presa è meno importante dell’aver pregato insieme per essa. 2. Gestisci la carriera con un tocco delicato. Non è quello che sei, ma solo quello che fai. 3. Traslocare dopo pochi anni è un buon modo per vedere quante cosi inutili avete. 4. Osservate una settimana senza TV ogni tanto. Sarà sempre lì quando tornerai… e avrà ancora (molto poco) valore di essere vista. 5. Trovate regolarmente un momento di silenzio da soli e come coppia. (Ragazzi, guardare una partita di calcio non vale!) 6. Mai tentare un intervento esplorativo su una lavastoviglie rotta.

Dovrai chiamare il tecnico prima o poi. Risparmiati anni di umiliazione. Chiama ora! 7. Invece di intrattenere solo voi stessi, guardate oltre. Insieme, potete avere un impatto sul mondo e sulla vostra città. 8. Trovate una buona chiesa e frequentatela attivamente. Non siate spettatori; le chiese ne hanno già abbastanza. 9. “Onora tuo padre e tua madre” si riferisce a tutte le età; e non solo per il loro bene. 10. Parla spesso dei tuoi desideri e sogni, e non ridere dei suoi. 11. Litiga correttamente e pulito. Niente grida, inasprimenti e broncio. 12. Ricorda, “La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno” (1 Timoteo 6:6). Vivi ogni giorno con un cuore grato; è liberatorio e ti fa capire che nessuno ti deve niente. 13. Tua moglie è un dono prezioso da Dio; trattala come tale. 14. Nessun matrimonio è antiproiettile. Proteggilo con la tua vita.”

Consigli sul matrimonio da “un esperto” (1)

“FIGLIOLI, ASCOLTATE L’ISTRUZIONE DI UN PADRE, STATE ATTENTI A IMPARARE IL DISCERNIMENTO” PROVERBI 4:1

L’autore Jim Killam scrive, “Tra pochi giorni il nostro figlio maggiore si sposerà… Non ho nessun consiglio coerente da offrirgli per pianificare le nozze, ma… basandomi su 24 anni di esperienza, posso offrirgli giusto un paio di consigli su come orientarsi e muoversi nel matrimonio. Iniziamo:1. Lodare tua moglie in pubblico è un tocca sana per la sua autostima. 2. Criticarla davanti ad altri, anche per scherzo, è sempre una cattiva idea. 3. A volte non ha bisogno che tu risolva i suoi problemi, ha solo bisogno di essere ascoltata. Lo so; non lo capisco nemmeno io! 4. Non credere a quel luogo comune secondo cui il matrimonio è una palla al piede. Le persone che lo sostengono in realtà darebbero tutto per avere quello che hai tu.

5. A volte, per quanto poco pratico possa sembrare, è meglio spendere 500 euro in viaggi piuttosto che in mobili, soldi permettendo. 6. I debiti fatti con le carte di credito, anche se a breve termine, sono un mostro, non ci cascare! E non avere segreti economici; non rimangono mai davvero un segreto. Vivi con meno di quello che puoi permetterti, e se possibile, con un solo stipendio. Nuota contro corrente. Sii amministratore e non consumatore. 7. Offri a Dio. In questo modo non solo onori Dio, ma porti l’attenzione sulle altre tue decisioni economiche. 8. Ridere insieme è meglio per te che fare esercizi insieme. 9. Non avere così tanta paura di ferire i sentimenti dell’altro da non parlare mai di come ti senti veramente. (Mi ci sono voluti 5 anni per dire a tua madre che non mi piaceva la gelatina all’uva che metteva sempre sul mio panino al burro d’arachidi!) 10. Non essere troppo imbarazzato per parlare di sesso insieme.”

La fedeltà di Dio per te

“SE SIAMO INFEDELI, EGLI RIMANE FEDELE, PERCHÉ NON PUÒ RINNEGARE SE STESSO” 2 TIMOTEO 2:13

Ecco qualcosa per la quale dovresti essere molto grato: la fedeltà di Dio verso di te non dipende dalla tua fedeltà per lui. La Bibbia dice: “Se siamo infedeli, egli rimane fedele.” I tuoi errori potrebbero portarti lontano dalla volontà di Dio, ma non ti porteranno mai al di là della sua portata. Catherine Mashall racconta di una grossa difficoltà personale che ha vissuto dopo aver scritto il romanzo “Gloria”. Iniziò il libro nel 1969 e abbandonò il progetto due anni e mezzo dopo. Per lei, il romanzo sulla mensola era come un “morto in famiglia”. Cercando di riconciliare il conflitto tra pensieri e sentimenti, trascorse un periodo in una casa per ritiri. Durante quel soggiorno, lesse e rilesse la storia della Bibbia nel Libro dei Numeri che racconta di quando dei serpenti velenosi avevano invaso il campo degli Israeliti.

Le persone avevano riconosciuto che i serpenti erano una punizione per il loro peccato, e gridarono in segno di pentimento. Il Signore disse a Mosè: “Forgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un’asta: chiunque sarà morso, se lo guarderà, resterà in vita” (Numeri 21:8). Catherine si rese conto che come gli Israeliti avevano preso ciò che li avevi feriti, lo avevano innalzato a Dio e Lui li aveva guariti, anche noi possiamo portare i nostri errori e peccati, metterli davanti a Dio in preghiera, e credere che Lui ci guarirà. Scrive: “Quando qualcuno di noi ha compiuto una svolta sbagliata (o anche dubbia) nella propria vita per arroganza, mancanza di fiducia, impazienza o paura, Dio ci mostrerà la via per uscirne.” Anche quando ti allontani, Dio ti ama così tanto che ti attirerà nuovamente a sé. “Se siamo infedeli, egli rimane fedele.”

Devi raccontarlo ai tuoi figli

“PERCHE’ POSSIATE DIRE ALLE GENERAZIONI FUTURE” SALMO 48:13

Ecco un verso che fa riflettere: “Dopo quella, vi fu un’altra generazione che non conosceva il Signore” (Giudici 2:10). Com’era potuto accadere? I loro genitori non gliene parlarono. Leggi queste tre scritture attentamente e pregando. 1. “Dite alla generazione futura: “Questo è Dio, il nostro Dio in eterno; egli sarà la nostra guida fino alla morte” (Salmo 48:13-14).2.”Nonlonasconderemoailoro figli; diremo alla generazione futura le lodi del Signore” (Salmo 78:4). 3. “Un’età dirà all’altra le lodi delle tue opere, e farà conoscere i tuoi prodigi” (Salmo 145:4). Potresti dire: “Abbiamo bisogno di un governo migliore.” Può darsi, ma il governo non cresce bambini, i genitori si.

Come genitore, sei chiamato a governare la tua casa. Come genitore, sei chiamato a educare i tuoi figli nelle vie del Signore. Fai un tentativo! Dai ai tuoi figli radici spirituali, iniziando il prima possibile. Si ribelleranno? È probabile. Il figlio prodigo proveniva da una buona famiglia ma lui si ribellò. Poi, però, tornò indietro, perché aveva ricordi e valori a cui tornare. Arrivando alla fine della sua vita, Giosuè radunò i leader delle nazioni e disse: “Avete visto tutto quel che il Signore, il vostro Dio, ha fatto” (Giosuè 23:3). Quindi li istruì affinché tramandassero tutto ai loro figli. Lo fecero? No. E quale fu il risultato? I loro figli e le loro figlie finirono per sposare degli stranieri e adottare uno stile di vita peccaminoso. Non lasciare che questo accada ai tuoi figli.