Prendere e dare

“ED EGLI DISSE: «VA’, E DI’ A QUESTO POPOLO “ISAIA 6:9

Quando sei coinvolto nell’opera di Dio, è facile perdere l’equilibrio e finire con l’amare l’opera del Signore più del Signore dell’opera. In primo luogo, Gesù chiamò i suoi discepoli a sé; in seguito, li mandò fuori da Lui. La forza che ti serve per eccellere nel compito che Dio ti ha affidato viene dal tempo che spendi con il Signore, non con le persone. Un giorno Gesù portò tre dei suoi discepoli in cima al Monte della Trasfigurazione. “E fu trasfigurato davanti a loro; la sua faccia risplendette come il sole e i suoi vestiti divennero candidi come la luce. E apparvero loro Mosè ed Elia che stavano conversando con lui” (Matteo 17:2-3). E Pietro, euforico per questa esperienza, disse: “Signore, è bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia” (v.4).

Mentre egli parlava ancora, una nuvola luminosa li coprì con la sua ombra, ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: “Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo” (Matteo 17:5). In seguito, Gesù portò i suoi discepoli giù dal monte ed essi cominciarono a prendersi cura di chi aveva bisogno. È buono avere periodiche “esperienze in cima alla montagna” con Dio, ma non puoi stare lì. C’è un lavoro da compiere ai piedi della montagna, e noi siamo stati chiamati a farlo. Deve esserci un equilibrio tra prendere e dare. Un giorno all’anno, il sommo sacerdote entrava nel Luogo Santissimo e aveva il privilegio di vedere la gloria di Dio. Che onore! Ma il resto dell’anno lo spendeva fuori, ministrando il popolo. Dopo un incontro con Dio durante il quale l’edificio tremò, Isaia gridò: “Io sono perduto” (Isaia 6:5). Dio poi toccò le sue labbra e disse: “Va’, e parla a questo popolo” (v.9). Afferri il concetto?

Parla della vita al loro spirito (2)

“QUANDO GIACOBBE SI SVEGLIÒ DAL SONNO, DISSE: “CERTO, IL SIGNORE È IN QUESTO LUOGO E IO NON LO SAPEVO!” GENESI 28:16

Abbiamo tutti sentito persone dire: “Il Signore mi ha parlato”, e, poi, si è scoperto che non era così. Di conseguenza, siamo diventati dubbiosi e cinici. Che gran perdita! Dio parla attraverso le persone e la tua paura che qualcuno “sbagli” può rubarti l’input vitale, in alcuni casi proprio quello di cui hai bisogno. Una notte, Dio apparve a Giacobbe in sogno, dicendo: “Io sono con te, e ti proteggerò dovunque tu andrai e ti ricondurrò in questo paese, perché io non ti abbandonerò prima di aver fatto quello che ti ho detto”. Quando Giacobbe si svegliò dal sonno, disse: “Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo!”

Ebbe paura e disse: “Com’è tremendo questo luogo! Questa non è altro che la casa di Dio, e questa è la porta del cielo!” (vv.15-17). Per poter sentire la voce di Dio, devi 1. desiderarlo al di sopra di ogni altra cosa; 2. eliminare il disordine mentale, rallentare, e prendere tempo per comprendere che cosa ti sta dicendo; infine, 3. credere che Dio ti parlerà per davvero. Se tu non credi, rimarrai alla mercé del tuo miglior pensiero, o sarai influenzato da altre persone che la pensano come te. Sette volte nei capitoli due e tre del libro dell’Apocalisse, Dio disse: “Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese”. La domanda è questa: Come puoi sapere che ciò che senti viene per davvero da Dio? Perché sarà sempre concorde con la Sua Parola, ed il tuo spirito dirà: “Amen!”

Parla della vita al loro spirito (1)

“NOI NON CONOSCIAMO PIÙ NESSUNO DA UN PUNTO DI VISTA UMANO “ 2 CORINZI 5:16

Paolo scrive: “Quindi, da ora in poi, noi non conosciamo più nessuno da un punto di vista umano; e se anche abbiamo conosciuto Cristo da un punto di vista umano, ora però non lo conosciamo più così. Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove” (vv.16-17). Qui vi è un importante principio spirituale. Quando stai provando ad aiutare un credente che sta combattendo le avversità, la dipendenza, o un’afflizione fisica, parla della vita al loro spirito rigenerato. Parla a quella parte di loro che è capace di rinascere nella fede e rispondere alla parola di Dio: “Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo” (Romani 10:17). Come nasce la fede? Ascoltando ciò che Dio pensa, dice e può fare. Finché Dio non sarà ascoltato, l’ultima parola non è stata ancora detta. Dio istruì Ezechiele di stare in una valle piena di ossa morte e dire: “Così dice Dio, il Signore, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e voi rivivrete” (Ezechiele 37:5).

E indovina un po’? Questo avvenne! Ezechiele disse: “Io profetizzai come mi era stato comandato; e come io profetizzavo, si fece un rumore; ed ecco un movimento: le ossa si accostarono le une alle altre” (v.7). Ora, cerchiamo di essere chiari, non puoi aggrapparti ad una persona cara quando Dio, nella sua sovrana saggezza, ha deciso che è tempo di portarlo a casa in cielo, che Paolo descrive come “di gran lunga migliore” (Filippesi 1:23). Ma finché ciò non accade, pronuncia la Parola di Dio al loro spirito rigenerato. La fede non nega la realtà delle circostanze, ma rifiuta di essere intimidita, limitata, o governata da esse. “Ma l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente” (1 Corinzi 2:14), perciò quando chi hai davanti è un figlio redento di Dio, non rivolgerti al suo intelletto umano, ma rivolgiti al suo spirito.

Parole di guarigione

“POTREI FARVI CORAGGIO CON LA BOCCA E IL CONFORTO DELLE MIE LABBRA VI CALMEREBBE” GIOBBE 16:5

Anche in seguito ad un intervento chirurgico di successo, può restare nel paziente del tessuto cicatriziale che provoca dolore persistente e disagio. E la stessa cosa avviene nella vita. Alcune persone che ti circondano indossano una maschera di successo, ma nell’intimo hanno ferite delle quali non riescono a parlare. Il comico Jonathan Winters raccontò in un’intervista che la sua vita fu segnata dalle cose crudeli che i suoi genitori gli avevano detto da bambino. “Io non sono un frignone, ma ricordo quasi tutto molto bene, e c’è tanto dolore in questo”. Suo padre gli diceva: “Tu sei il bambino più sciocco che io conosca.” E quando si unì alla Marina e navigò nel Pacifico Meridionale durante la Seconda Guerra Mondiale, non ricevette alcun supporto da sua madre. Quando fece ritorno a casa, scoprì che lei aveva dato via le sue cose speciali e personali, conservate in soffitta.

Era addolorato, ma lei reagì così: “Come facevamo a sapere che saresti sopravvissuto?” Winters divenne uno degli uomini di spettacolo e comici più popolari al mondo, ma la sua cicatrice emotiva rimase. Comprendi questo, le tue parole possono ferire o guarire. Possono inspirare qualcuno o rinforzare il loro senso di fallimento e inutilità. Giobbe, che ha subìto una perdita maggiore di quanto la maggior parte di noi potrà mai conoscere, disse: “Potrei farvi coraggio con la bocca e il conforto delle mie labbra vi calmerebbe.” (v.5). Come puoi aiutare qualcuno che sta soffrendo? Dando loro la tua opinione? No, dando loro l’unica opinione che conta, quella di Dio! Ed ecco cosa dice Dio: “Da tempi lontani il Signore mi è apparso. «Sì, io ti amo di un amore eterno; perciò, ti prolungo la mia bontà” (Geremia 31:3).

Ricordi com’eri una volta? (2)

“CON I DEBOLI MI SONO FATTO DEBOLE, PER GUADAGNARE I DEBOLI; MI SONO FATTO OGNI COSA A TUTTI, PER SALVARNE AD OGNI MODO ALCUNI” 1 CORINZI 9:22

È facile sviluppare una “amnesia spirituale”. Ti dimentichi di come eri una volta. E questa attitudine colpisce le persone con cui hai a che fare ogni giorno. Una autrice scrive: “Ho una conoscente dove lavoro che incarna tutti gli stereotipi negativi dei cristiani evangelici. È critica… il suo comportamento rasenta il bizzarro… è completamente (e di proposito) estranea alla cultura. Considera ogni tentativo di attenuare il suo evangelismo come una persecuzione… Nessuno di noi vuole essere in questo modo, così saltiamo sul pendolo mentre oscilla nell’altra direzione e i nostri sforzi diventano così sottili, impercettibili”. In che modo possiamo condividere la nostra fede e nel frattempo mantenere un alto livello di integrità? 1. Fai domande sincere e ascolta con spirito amorevole. 2. Quando è appropriato, dì agli altri che stai pregando per loro, e poi prega davvero! 3. Prega mentre guidi per andare al lavoro e chiedi a Dio di aiutarti a vedere il tuo posto di lavoro come un campo di missione. 4. Non minimizzare l’importanza della tua fede.

Quando si inserisce naturalmente in una conversazione, parla della chiesa, della preghiera, delle Scritture, e della comunità Cristiana. Che gli altri possano vedere la gioia e la determinazione nella tua vita. 5. Dimostra l’amore di Dio per tutte le persone avviando una raccolta di cibo aziendale o organizzando una raccolta di sangue. 6. Punta all’eccellenza. Sii la persona su cui il tuo superiore e i tuoi colleghi contano per svolgere un lavoro ben fatto. 7. Invita i tuoi colleghi agli eventi con i tuoi amici cristiani. Coloro che non frequentano la chiesa di solito cominciano ad andarci durante le vacanze, come Natale e Pasqua. 8. Quando non sei sicuro di quando sia bene parlare, verificalo con Dio e “Quando vi condurranno per mettervi nelle loro mani, non preoccupatevi in anticipo di ciò che direte, ma dite quello che vi sarà dato in quell’ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo” (Marco 13:11). 9. Sopra ogni cosa, mantieni un atteggiamento umile!

Ricordi com’eri una volta? (1)

“CONSIDERATE LA ROCCIA DA CUI FOSTE TAGLIATI, LA BUCA DELLA CAVA DA CUI FOSTE CAVATI” ISAIA 51:1

Se vuoi convertire le persone a Cristo, non lo farai con l’atteggiamento del sono-più-santo-di-te. Purtroppo, è in questo modo che la società vede molti Cristiani. I loro cuori sono nel posto giusto, ma le loro capacità di relazionarsi con compassione con chi è al di fuori della loro cerchia immediata, non fa un favore a Dio. Se vuoi che la gente risponda al vangelo, prendi una pagina dal libro di Paolo. Egli “volontariamente si è fatto servo di tutti, per guadagnarne il maggior numero: con i Giudei, mi sono fatto giudeo, per guadagnare i Giudei; con quelli che sono sotto la legge, mi sono fatto come uno che è sotto la legge (benché io stesso non sia sottoposto alla legge), per guadagnare quelli che sono sotto la legge; con quelli che sono senza legge, mi sono fatto come se fossi senza legge (pur non essendo senza la legge di Dio, ma essendo sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che sono senza legge” (1 Cor. 9:19-21).

Adesso prima che ti arrabbi con Paolo perché fu morbido con il peccato, egli aggiunge: “Con i deboli mi sono fatto debole, per guadagnare i deboli; mi sono fatto ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni. E faccio tutto per il vangelo, al fine di esserne partecipe insieme ad altri” (vv. 22-23). Paolo poteva relazionarsi ai non credenti senza appoggiare il loro stile di vita perché si ricordò di com’era una volta, prima che Dio lo trasformasse sulla strada di Damasco. È il tipo di umiltà che viene solo dal guardarsi indietro e ricordare “la buca della cava da cui foste cavati” (Is. 51:1). Essere il recipiente della grazia di Dio rese capace Paolo di scrivere: “Certa è quest’affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo dimostrasse in me, per primo, tutta la sua pazienza, e io servissi di esempio a quanti, in seguito, avrebbero creduto in lui per avere vita eterna. Al Re eterno, immortale, invisibile, all’unico Dio, siano onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.” (1Tim. 1:15-18). Oggi, ricorda com’eri una volta.

Costruisci sui tuoi punti di forza

“INFATTI, CHI TI DISTINGUE DAGLI ALTRI?” 1 CORINZI 4:7

Il tuo successo non si basa sull’essere simile agli altri, ma sulla tua differenza. Invece di paragonare te stesso con qualcun altro e competere con lui, prova a scoprire ciò in cui differisci per volontà di Dio, perché è lì che eccellerai. La cantante Pearl Bailey disse: “Ci sono due tipi di talenti, il talento creato dall’uomo e quello creato da Dio. Con il talento creato dall’uomo bisogna lavorare molto duramente. Con il talento creato da Dio, basta un ritocco ogni tanto”. Paolo scrive, “Dio dona a ciascuno di noi talenti differenti” (Romani 12:6). Preferisci combattere per sviluppare abilità dove hai un piccolo dono naturale, o, piuttosto, correre con il talento che Dio ti ha dato per scoprire dove ti porta? I sogni non diventano realtà perché fai qualcosa bene una volta ogni tanto. Essi vengono raggiunti perché li realizzi con eccellenza giorno dopo giorno. E questo

accade solo se lavori all’interno di un campo di forza. Non vorrai assomigliare a quel battitore di fuoricampo del liceo che ricevette un invito per l’allenamento di primavera da una squadra di baseball della Major League. Dopo la prima settimana, mandò un’e-mail a casa per dire: “In testa ai battitori. Questi lanciatori non sono così duri”. La seconda settimana si vantò così: “Colpiti. 500. Sembra che comincerò come lanciatore”. La terza settimana scrisse: “Oggi hanno iniziato a lanciare palle curve. Sarò a casa domani”. Non puoi raggiungere il successo senza costanza, e non puoi avere costanza lavorando al di fuori delle forze date da Dio. Ci vorrà tutto il talento che hai per realizzare il sogno di Dio per te. Seguire quel talento ti darà la migliore possibilità di fare costantemente bene ciò che fai. Quindi la parola per te oggi è: “Costruisci sulle tue forze.”

Relazioni (3)

“NON SIATE DUNQUE LORO COMPAGNI” EFESINI 5:7

Lasciare andare una persona non significa non amarla più; significa solo che quella relazione non è giusta per te. Come dovresti gestire ciò? 1. Una separazione graduale è a volte la migliore soluzione. Ci sono relazioni da cui è necessario uscire per il tuo personale benessere. Ma il fatto che tu abbia una corda da tagliare, non significa che debba necessariamente strapparsi. Troncare una relazione è stressante, perciò prova a terminarla in maniera cortese. Se la corda che ti lega è fatta di costanti telefonate, e-mail e visite, questo è un buon punto di partenza. 2. Non continuare a tornare indietro. Alcuni di noi sono così “gentili” da non riuscire a chiudere una relazione e voltare pagina. Continuiamo a tornare indietro, a ripensarci e a rivalutare la nostra decisione.

Fallo una volta, fallo bene e in modo definitivo. Spesso le persone torneranno ad attrarvi, suggerendoti che hai sbagliato la prima volta. Ecco perché devi risolvere ogni dubbio, fin dall’inizio, prima di prendere una decisione. Se ti ritrovi nello schema di ritorno al vecchio, a relazioni malsane, forse stai bevendo dal pozzo sbagliato. Forse stai provando a riempire il vuoto nel tuo cuore, quel vuoto che solo Dio può riempire. Quando Gesù incontrò la donna al pozzo, lei contava cinque precedenti matrimoni falliti e stava vivendo con il sesto uomo. Egli le disse: “Chiunque beve di quest’acqua avrà sete di nuovo; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna” (Giovanni 4:13-14)

Relazioni (2)

“CHI VA CON I SAGGI DIVENTA SAGGIO, MA IL COMPAGNO DEGLI INSENSATI DIVENTA CATTIVO” PROVERBI 13:20

Non tutti coloro che iniziano un percorso con te sono capaci di andare dove Dio vuole portarti. A volte non hanno la capacità emotiva richiesta. Altre volte la loro visione differisce dalla tua. Perciò come puoi sapere quando è il momento di abbandonare una relazione? Evita le relazioni che ti lasciano esaurito. Ciò richiede, in primo luogo, la definizione di chiari confini per la relazione. Non hai tempo per spendere la tua vita a raddrizzare malintesi, sentimenti ed ego feriti. Quanto sei disposto a continuare in questa situazione? Quanto sei propenso ad investire? Quando sfori il tuo budget, vai in bancarotta. Mandare te stesso in bancarotta emotiva e fisica per far sentire importante qualcun altro potrebbe sembrare nobile, ma non lo è. Le persone emotivamente e fisicamente in bancarotta, finiscono col ritrovarsi di tutto, dalle crisi nervose alle relazioni extra-matrimoniali.

E anche quando non accade, non riescono a raggiungere la meta di Dio nella loro vita perché stanno trascinando troppi pesi. Quando senti che una relazione non sta funzionando, fermati e dai un’occhiata. Osserva la situazione oggettivamente piuttosto che emotivamente, esaminando tutti i suoi aspetti. A volte alcuni aspetti di una relazione dovrebbero essere tolti di mezzo, altri mantenuti. È possibile avere relazioni che funzionano in un aspetto ma non in un altro. Suddividere in compartimenti, tenere separate le cose, salverà tante relazioni perché ti obbliga ad osservarle in sezioni. È possibile rimuovere una sezione e avere ancora molto di cui gioire e apprezzare. Si, richiede lavoro e comunicazione, ma spesso ne vale la pena. Ci sono forse interessi comuni che occorre mantenere, mentre altri che occorre eliminare prima che tutto sia perduto.

Relazioni (1)

DUE UOMINI CAMMINANO FORSE INSIEME, SE PRIMA NON SI SONO ACCORDATI?” AMOS 3:3

Avere le giuste relazioni ti aiuterà a spiccare il volo nella vita; esse sono come il vento sotto le tue ali. Ma le relazioni sbagliate ti trascineranno giù; sono come una palla e una catena attorno ai tuoi piedi. Per sapere quali relazioni sono buone per te e quali no, ecco tre linee guida: 1. Quando una relazione non sta funzionando, riconoscilo. A volte devi ridurre le tue perdite. Un vecchio proverbio dice: “Quando sei in una fossa, smettila di scavare!” Accetta il fatto che a volte i tuoi sforzi non sono abbastanza e che non puoi aiutare tutti. Lasciare andare qualcuno non significa che non migliorerà mai; significa solo che Dio è più qualificato per aiutarlo rispetto a te.

2. C’è una differenza tra aiutare qualcuno e sostenerlo. Questo è particolarmente vero quando hai a che fare con una persona che si rivolge sempre a te per aiuto e prova a farti sentire colpevole quando “non sei lì” per lei. Non provare ad essere il Dio di qualcuno. Il tuo costante aiuto potrebbe effettivamente essere un intralcio, devi diventare un appoggio e un supporto. Fai un passo indietro e lascia che impari a camminare da solo. 3. Non permettere alla tua paura di essere criticato di ridurre il tuo buonsenso. Ecco un fatto della vita con cui devi imparare a convivere: non tutti saranno soddisfatti di te! La verità può ferire e spesso allontanare le persone, ma è sempre la verità. Ci sono volte in cui devi “dirla così com’è” ed accettare le conseguenze e i dissensi. L’unico modo per evitare la critica è dire sempre quello che tutti desiderano sentire, che è uguale a vivere una menzogna nella relazione.