Metti via il righello!

“Bontà e verità non ti abbandonino” Proverbi 3:3

Prima dell’ultima cena, i discepoli si dimenticarono di lavare i piedi di Gesù. Pessima figura! E dopo che Gesù spiegò che il pane e il vino erano simboli della Sua imminente crocifissione, loro iniziarono a discutere su chi sarebbe stato il più grande nel Regno. Pessima figura! Gesù sapeva anche che entro poche ore si sarebbero addormentati nel Giardino del Getsemani. Pessima figura! Sapeva che Pietro lo avrebbe rinnegato. Pessima figura! Come li valutò Gesù? Non lo fece! Gesù non classifica le persone. E nemmeno tu devi farlo. Troverai una pace meravigliosa nella tua anima quando smetterai di classificare le persone e inizierai ad amarle nonostante tutto. Invece di rimproverare i discepoli, Gesù si complimenta, li ricompensa, li promuove, e li pone in un ruolo di onore nel cielo.

Anche dopo essersi dimenticati di lavare i piedi a Gesù, Egli volle mangiare comunque la Pasqua con loro (cfr. Luca 22:15). Nutrito dal loro amore, disse, “Or voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io dispongo che vi sia dato un regno, affinché mangiate e beviate alla mia tavola e sediate su troni” (Luca 22:28-30). Nella Sua notte più straziante Egli distribuì questi regali, e diede ai Suoi giovani discepoli più di quanto avesse mai dato a chiunque altro in termini di onore e gloria.

Ai Suoi occhi erano tutti meravigliosi. Non li valutò per le loro performance, ma per il loro amore che li motivò a rinunciare a tutto e a rimanere con Lui nel bene e nel male. Reimar Schultze afferma, “Non stabilire standard per te stesso. Può ucciderti. Come Gesù ha amato i Suoi discepoli allora, Egli li ama ora. Perciò smetti di preoccuparti inutilmente e di essere troppo pignolo con te stesso e con gli altri!”

Educa la volontà di tuo figlio

“È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia, ma tristezza” Ebrei 12:11

Molti comportamenti frustranti dei tuoi figli spesso vengono ignorati o minimizzati come cose da ragazzi. Ma c’è un comportamento ribelle che se ignorato, può portare i tuoi figli ad un’esistenza di difficoltà e tragedie. Educare la loro volontà non avverrà rapidamente né con facilità. La vecchia frase, “Figlio mio, questa storia farà più male a me che a te,” spesso è vera. Fare ciò che è più facile per loro adesso, li preparerà ad una vita di infelicità. Chuck Swindoll racconta di un giovane ribelle dal dentista. Quando gli venne chiesto di sedersi, il ragazzo disse, “Se mi obbliga a sedermi su quella sedia, mi toglierò i vestiti e metterò in imbarazzo lei e la tua assistente” “La decisione è tua” disse il dentista, “fai pure!” Spogliatosi fino alla biancheria intima, il giovane si mise sulla sedia.

“Togliti tutto, se insisti” disse il dentista. Dopo la visita, il ragazzo, imbarazzato più che ribelle, chiese i suoi vestiti. “Oh no! Li restituirò a tua madre domani” La saggia mamma capì le intenzioni del dentista e, anche lei piena di imbarazzo, condusse il figlio rosso di vergogna attraverso lo studio, nell’ascensore pubblico e nel parcheggio, fino alla macchina. Il giorno dopo la madre chiamò il dentista e lo ringraziò per la sua saggezza e il suo coraggio. “Per la prima volta dopo anni, abbiamo avuto ventiquattr’ore senza scontri provocatori e pieni di rabbia!” La Bibbia afferma, “È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa”.

Quando la giustizia sembra esserti negata

“Il Signore agisce con giustizia e difende tutti gli oppressi” Salmo 103:6

Quando O.J Simpson fu processato per l’omicidio della sua ex moglie Nicole Brown, la giuria decretò “Non colpevole”. In tribunale, la madre di Nicole pianse e disse, “Dio, dove sei?” È una domanda che ci facciamo quando la vita sembra essere ingiusta. La Bibbia risponde, “Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male” (Ecclesiaste 12:14). Ma noi vogliamo giustizia subito. Quindi ci sforziamo, domandiamo, dubitiamo. Lo fece anche il Salmista: “Fino a quando giudicherete ingiustamente e avrete riguardo agli empi?…fate giustizia al povero e al bisognoso” (Salmo 82:2-4). Lottiamo con questo tipo di domande che non hanno una facile risposta. Poi ventuno salmi dopo, Davide, che fu perdonato e ristabilito dopo aver commesso adulterio e omicidio, scrive:

“Il Signore agisce con giustizia e difende tutti gli oppressi. Il Signore è pietoso e clemente, lento all’ ira e ricco di bontà. Egli non contesta in eterno, né serba la sua ira per sempre. Egli non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci castiga in proporzione alle nostre colpe. Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così è grande la sua bontà verso quelli che lo temono. Come è lontano l’oriente dall’occidente, così ha egli allontanato da noi le nostre colpe. Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso il Signore verso quelli che lo temono. Poiché egli conosce la nostra natura; egli si ricorda che siamo polvere” (Salmo 103:6-14) Morale: la stessa grazia e misericordia che Dio rivolge a te, La offre anche a chi ti ha fatto del male.

Dai priorità alla tua relazione con Dio

“Il Signore era con Giuseppe: a lui riusciva bene ogni cosa” Genesi 39:2

L’ammissione a certi social club dipende dalla tua famiglia di origine: sangue blu o classe lavoratrice. Purtroppo, anche alcuni datori di lavoro e alcune chiese lo fanno. Ma Dio no. Mettiti nei panni di Giuseppe. Condividi il padre con i tuoi fratelli, ma avete quattro diverse madri. Tuo padre è un genio della truffa. E tutti lo sanno. L’intera comunità sa che ha ingannato tuo zio, estromettendolo dalla eredità, e poi si è nascosto dietro le gonne della madre prima di fuggire come un codardo per evitare di essere ucciso. Il tuo prozio inganna tuo padre facendogli sposare la sorella di tua madre, forse facendolo ubriacare talmente tanto durante il banchetto di nozze da non sapere quale sorella abbia sposato. Così finì per sposare una sorella al posto dell’altra.

Ma non si scompose, alla fine le sposò entrambe! Colei che amava davvero non poteva avere figli, così si unì alla tata. E poi anche con la maggior parte delle aiutanti della cucina. Non c’è da stupirsi che tu abbia sempre pensato che i tuoi fratelli somigliassero alle cuoche! Ma le grandi porte oscillano su piccoli cardini, e la vita di Giuseppe è descritta in un verso: “Il Signore era con Giuseppe: a lui riusciva bene ogni cosa”. Riusciva bene nonostante la disfunzione familiare e il tradimento. Fu un uomo di successo nonostante la diffamazione e trent’anni di prigionia ingiusta. E con Dio al tuo fianco, puoi superare i tuoi inizi e allo stesso tempo avere successo. Ecco perché la cosa più importante che tu possa fare è costruire, mantenere, e dare la priorità alla tua relazione con Dio.

Semina e raccogli

“Chi semina abbondantemente mieterà altresì abbondantemente” 2 Corinzi 9:6

Jim Penner racconta: “Era un freddo giorno di neve e mia madre stava accompagnando me e mia sorella in chiesa. Vivendo ai piedi delle Montagne Rocciose ero abituato a scivolare e a slittare. Ricordo mia madre diventare tesa… e sperare di avere abbastanza aderenza per curvare senza finire nel rimorchio davanti a noi. I nostri pneumatici erano lisci; dei pneumatici nuovi erano in fondo alla nostra lista delle priorità, che includeva cibo e alloggio. Quando più tardi vidi mia madre mettere un assegno nell’offerta, ricordo di aver pensato che quei fondi potevano essere destinati ad un uso migliore. Invece, ecco che lei li usava per l’offerta! Sicuramente Dio avrebbe capito i tanti bisogni che avevamo a casa. Ma c’era in lei gioia… una pace incomprensibile mentre donava al Signore con allegria e gratitudine…

Dopo il servizio, un anziano di chiesa la raggiunse e disse, “Ho notato che le tue gomme sono lisce… vieni nel mio negozio domani e ti darò delle gomme da neve”. Mamma rispose, “Non posso pagarti”. “Nessun problema”, concluse l’uomo, “voglio solo aiutarti”. Quel giorno ho assistito a due livelli di generosità: mia mamma con la sua offerta, e un uomo gentile che voleva aiutare un’altra persona”. Le grandi cose provengono da piccole cose, e “Chi semina abbondantemente mieterà altresì abbondantemente”.

Come osserva John Mason, “Il miracoloso regno di Dio ha sempre a che fare con la moltiplicazione…Supponiamo che un chicco di mais produca uno stelo con due spighe e ciascuna spiga abbia 200 chicchi. Da quei 400 chicchi provengono 400 steli con 160.000 chicchi… tutto da un singolo chicco. Alcune benedizioni sono materiali, alcune spirituali. Non sempre sappiamo di quali abbiamo più bisogno, ma Dio sì, e uno spirito generoso apre le cateratte del cielo”.

Parla positivamente (4)

“Ciò che brama lo Spirito è vita e pace” Romani 8:6

Il pessimismo ti influenza spiritualmente, mentalmente, emotivamente e fisicamente. La negatività è direttamente correlata alla cardiopatia, alla carenza del sistema immunitario e alla capacita di sopportare il dolore fisico. La nota Clinica Mayo ha condotto uno studio trentennale su ottocento pazienti, e i risultati parlano chiaro. All’interno dello stesso gruppo, la morte prematura delle persone con attitudine pessimista era più alta del 19 percento rispetto alle persone con attitudine positiva. Nel libro, “Imparare l’Ottimismo: cambiare i tuoi pensieri e la tua vita”, il Dottor Martin Seligman dell’Università della Pennsylvania, conclude che l’ottimismo e il pessimismo condizionano la salute quasi quanto i fattori fisici. Hai mai detto, “Ne ho abbastanza di tutto questo”? Allora fai qualcosa, subito!

Se persisti in questi pensieri per troppo tempo, possono diventare realtà. Una della più grandi scoperte nella scienza medica moderna è che le parole che pronunciamo non solo condizionano gli altri, ma anche noi stessi. In effetti, a volte condizionano più noi che gli altri! Le parole sono potenti. Inizi a credere e assimilare ciò che continui a dire. Dio ti ha dato la capacità di cambiare la percezione che hai delle tue capacità, da limitate a illimitate. Chiariamoci. Non significa che suonerai la chitarra come Eric Clapton e dipingerai come Van Gogh solo perché lo decidi tu. Significa però che puoi fare qualsiasi cosa Dio ti dice di fare nella Sua Parola. Qualunque cosa Egli ti chiami a fare, ti abiliterà a farlo. E questo accadrà quando allineerai ciò che esce dalla tua bocca con ciò che è scritto nella Sua Parola.

Parla positivamente (3)

“Tutte le cose… in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri” Filippesi 4:8

Parlare a se stessi in modo costruttivo e mantenere un’attitudine positiva non è un concetto nuovo; è Biblico. Paolo scrive, “Tutte le cose vere, onorevoli, giuste, pure, amabili, di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri”. Ecco tre modi per farlo: 1. Evita il confronto. Ognuno di noi possiede un insieme di competenze che lo caratterizzano. Sei unico. Il modo in cui fai le cose tu potrebbe essere diverso da come le fanno altri, ma non significa che sia sbagliato. Il confronto non è saggio, è ingiusto e incoraggia la negatività. A meno che tu non sia il campione del mondo in carica, ci sarà sempre qualcuno meglio di te in specifiche competenze. E con questo? Non hai bisogno di un’altra corona!

2. Punta alla speranza. La Bibbia dice, “Egli, sperando contro speranza, credette, per diventare padre di molte nazioni, secondo quello che gli era stato detto: ‘Così sarà la tua discendenza’” (Romani 4:18). E il Salmista disse, “Lo celebrerò ancora; egli è il mio salvatore e il mio Dio” (Salmo 42:5). C’è potenza nella parola “ancora.” Può trasformare miracolosamente il tuo “Non posso”, in “Con un po’ più di tempo, posso farlo.” La differenza è sottile ma profonda. 3. Agisci positivamente per diventare realmente positivo. Nel libro “Sfida per vincere lo stress”, il Dottor Nick Hall cita uno studio secondo il quale i segnali trasmessi al cervello di una persona quando si comporta in un certo modo, provocano cambiamenti fisici e mentali simili a quelli provocati da risposte emotive reali. In altre parole, indossare una faccia felice potrebbe renderti realmente più felice. Provaci!

Parla positivamente (2)

“Voglio dimenticare il mio lamento, abbandonare questa faccia triste e stare allegro” Giobbe 9:27

Iniziamo prendendo atto che a volte la vita è dura. E per alcuni di noi lo è ancora di più. Ecco perché la Bibbia dice che c’è “un tempo per piangere e un tempo per ridere” (Ecclesiaste 3:4). Ma che cosa succede se ti limiti a piangere? Come puoi ridurre lo stress e l’esaurimento causati dalla tua attitudine negativa? Ecco tre modi per farlo: 1. Taglia e incolla. Impara a riconoscere i tuoi pensieri negativi nel momento stesso in cui sorgono ed eliminali immediatamente. Usa una motosega, se necessario. Se può esserti di aiuto, fai il gesto di “time out” con le mani, per ricordarti visivamente ciò che devi fare. Ma assolutamente non rimanere nei tuoi pensieri. Sostituisci i pensieri negativi con parole tratte dalla Bibbia. “Chi sorveglia la sua bocca e la sua lingua preserva se stesso dall’angoscia” (Proverbi 21:23).

2. Cambia il tono. Sai come dice il dottore, mentre ti infila un ago nel braccio? “Potrebbe pizzicare un po’”. Prendi in prestito la sua tecnica e cambia il tuo modo di parlare, usando termini non intimidatori. “Impossibile” è come un muro, paragonato a “ciò potrebbe richiedere del lavoro”. Non preferiresti affrontare un progetto “impegnativo” piuttosto che “ingestibile?” 3. Sii il tuo MAS (Miglior Amico per Sempre). Usando la tua voce amichevole, la tua voce da MAS, parla intenzionalmente sopra la voce negativa che ronza dentro di te. Parla a te stesso come faresti col tuo amico più stretto. La Bibbia dice, “Davide si fortificò nel Signore, nel suo Dio” (1 Samuele 30:6). Riavvia la tua mente. Riprogramma i tuoi pensieri. C’è potenza nella Parola di Dio. Quindi, qualunque cosa Egli dica su di te, inizia a dire le stesse cose e guarda la tua vita cambiare in meglio.

Parla positivamente (1)

“Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica” Filippesi 4:13

Quando non puoi scegliere o controllare le tue circostanze, puoi comunque decidere come reagirai ad esse. Paolo si trovava in prigione quando scrisse, “Rallegratevi sempre nel Signore” (v.4). Ci rivolgiamo a chi ha perennemente un atteggiamento pessimistico nella vita e parla in modo negativo la maggior parte del tempo. È una cosa seria! “Morte e vita sono in potere della lingua; chi l’ama ne mangerà i frutti” (Proverbi 18:21). Ciò significa che puoi convincerti di morte oppure convincerti di vita. E’ una verità Biblica! Il problema è che non sempre riconosciamo quando il nostro dialogo interiore è negativo, perché vi siamo troppo abituati. Inconsciamente sviluppiamo un’opinione compromessa di noi stessi, se costantemente pensiamo e diciamo cose come, “Sono un perdente,” o “E’ troppo difficile; perché provarci?”

Ci accontentiamo della sconfitta, quando invece, con alcune piccole modifiche al nostro atteggiamento, potremmo aprire la porta a incredibili possibilità. La parte peggiore del nostro parlare in modo negativo è che non limitiamo solo noi stessi; ma limitiamo anche Dio (cfr. Salmo 78:41). Come Suo figlio redento, hai la capacità di pensare in modo migliore, parlare in modo migliore e agire meglio. “La Bibbia dice questo?” ti chiederai. Si! Paolo scrive, “Or a Colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, a Lui sia la gloria…nei secoli dei secoli” (Efesini 3:20-21). È tempo di stabilire dei confini e dichiarare, “Qualsiasi cosa Dio dice di me, lo dirò anche io!” Ed ecco un grandioso verso da cui puoi partire: “Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica”.

Imbocca la strada maestra

“Nacque un aspro dissenso, al punto che si separarono” Atti 15:39

Paolo e Barnaba hanno viaggiato e lavorato insieme, si sono incoraggiati a vicenda, hanno affrontato la persecuzione fianco a fianco e insieme hanno conquistato molte anime a Cristo. Perfino la migliore delle relazioni, però, può deteriorarsi, senza eccezioni: “Nacque un aspro dissenso, al punto che si separarono”. Paolo e Barnaba non intendevano ferirsi a vicenda, offendersi. Erano delle brave persone, e il Regno di Dio era in assoluto la priorità di entrambi.

Dio aveva scelto Paolo per annunciare l’Evangelo ai Gentili, e la Bibbia definisce Barnaba “un uomo buono, pieno di Spirito Santo e di fede” (Atti 11:24). La questione principale li accomunava: visitare nuovamente le chiese che avevano curato in precedenza. Ciò su cui discordavano era il come procedere. Barnaba voleva che Giovanni li accompagnasse; Paolo no; lui avrebbe voluto Sila. In effetti capita spesso di essere d’accordo su che cosa deve essere fatto ma non su come realizzarlo. Natasha Robinson sottolinea l’importanza di:

1. Ammettere quando Dio mette la parola fine ad una relazione, senza cercare di trasformare persone di “una stagione” in amicizie di una vita. Quando Egli introduce certe persone nella tua vita, non le intende come presenze permanenti. Tuttavia, poiché vuoi loro bene e ti sei affezionato, è difficile lasciarle andare, anche quando è ora di farlo. 2. Quando vi separate, fate un taglio netto, e non lasciate che la rabbia vi porti a peccare. Siamo creature emotive, è facile essere amareggiati, maturare rancore e voler raccontare la propria versione della storia. In questo caso, si porrà fine alla relazione provocando delle divisioni. Ricordiamo, “Seguendo la verità nell’amore” (Efesini 4:15). Rifiutati di parlare male dell’altra persona e Dio ti renderà onore. Anche se dovessero alzare la voce contro di te, Dio conosce ogni cosa, e gestirà la situazione.