Che cosa c’è in un nome? Tutto! (2)

“Non temete e non vi sgomentate… poiché questa non è battaglia vostra, ma di Dio” 2 Cronache 20:15

Di fronte alla minaccia dell’esercito di Amalec, Dio diede ad Israele una gloriosa vittoria. Rendendosi conto che Dio stava combattendo la battaglia per loro, Mosè costruì un altare a Jehovah-Nissi: il Signore è la mia bandiera. Combattere da soli le nostre battaglie non è mai stata un’idea di Dio. La Bibbia dice, “Il Signore è un guerriero” (Esodo 15:3). “Il Signore combatterà per voi e voi ve ne starete tranquilli” (Esodo 14:14). “Non temete e non vi sgomentate… poiché questa non è battaglia vostra, ma di Dio”. Come esseri umani ci sentiamo esausti e scoraggiati perché proviamo a combattere con le nostre forze. Siamo coinvolti in un inutile circolo di rimorsi, decisioni, sforzi, sconfitte, scoraggiamento che continua ripetersi. L’unico conflitto spirituale che abbia mai avuto successo, è quello in cui Dio combatte per noi.

Non si aspetta che noi vinciamo la battaglia ma che lasciamo Lui vincere per noi. “Ma non dovremmo combattere anche noi?” Ti chiederai. Si, noi dobbiamo combattere “il buon combattimento della fede” (1 Timoteo 6:12). La nostra non è una battaglia che richiede sforzi estenuanti, ma una battaglia che richiede fede. “Non dovremmo lottare come fece Giacobbe?” Prima di tutto, Giacobbe non vinse perché lottò, ma perché si indebolì tanto da non poter continuare la lotta. Secondo, la sua vittoria consisteva nell’arrendersi a Dio. Sei distrutto dalla battaglia? Sei al limite delle tue possibilità? Bene, sei proprio dove vuole Dio! Affidati a Jehovah-Nissi e lascia che vinca per te, perché “questa non è battaglia vostra, ma di Dio!” Alzati e dichiara insieme a Paolo, “Quando sono debole, allora sono forte” (2 Corinzi 12:10).

Che cosa c’è in un nome? Tutto! (1)

“E conoscano che tu… tu solo sei l’Altissimo su tutta la terra” Salmo 83:18

Gli Israeliti chiamavano Dio, Jehovah, un nome che credevano essere impronunciabile e inspiegabile. Il nome significa “Colui che esiste da se stesso”; l’“Io Sono”. Egli era prima di tutte le cose, il creatore di tutte le cose; un essere meraviglioso ma apparentemente impersonale e inconoscibile. Nonostante ciò , Dio ha voluto che noi lo conoscessimo in modo personale, perciò nella Scrittura Egli aggiunse cinque titoli rivelatori del nome Jehovah, cinque parole-ritratto per aiutarci a capire e a relazionarci con Lui. Di solito gli Israeliti scoprivano la verità di queste parole durante tempi di crisi e afflizione. E aiuteranno anche te quando ti troverai nel bisogno. Jehovah-Jireh: il Signore vedrà, il Signore provvederà.

Abramo era sul punto di sacrificare suo figlio quando Dio gli fornì un agnello da offrire al posto di Isacco. E in risposta Abramo chiamò Dio Jehovah-Jireh, il Signore che vede e provvede. Ma non vale solo per Abramo. Il Nuovo Testamento cita molte situazioni in cui il Signore vede i nostri bisogni e provvede le soluzioni. Gesù disse, “Il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose” (Matteo 6:32). Come un genitore attento, Dio si prende cura di noi, vede i bisogni dei Suoi figli prima di loro, e provvede la soluzione.

Prima ancora che le nostre scarpe si consumino, Egli ne provvede di nuove. Non dobbiamo elemosinare, contrattare e implorare. Forse ti chiedi come mai non ottieni sempre ciò che chiedi. Perché Dio sa quello di cui hai veramente bisogno, tu no! Pensaci: è possibile che i tuoi desideri siano gratificati e i tuoi bisogni reali non vengano soddisfatti. Ricorda Jehovah Jireh vede i tuoi bisogni, e proprio perché li vede, Egli provvederà per essi! È così semplice!

Pratica l’autocontrollo

“Non regni dunque il peccato nel vostro corpo” Romani 6:12

Paolo scrive: “Così anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù. Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale per ubbidire alle sue concupiscenze; e non prestate le vostre membra al peccato, come strumenti d’iniquità. Ma presentate voi stessi a Dio” (vv.11-13). Se lo lasci fare, il tuo corpo ti porterà fuori strada. Non è che sia malvagio, ma ha certi appetiti che sono sempre pronti a rispondere agli stimoli circostanti, tutti terribilmente allettanti e temporaneamente soddisfacenti. Chuck Swindoll scrive: “La vita sulla terra non è niente di più di una serie di momenti… e non voglio che la mia testimonianza per Cristo Gesù venga distrutta da un singolo momento in cui ho soddisfatto la mia carne.

Non voglio che un singolo momento di rabbia, orgoglio o desiderio getti un’ombra sopra una vita intera trascorsa a camminare con il Signore. Francamente, temo questa possibilità. E sai che cosa ti dico? Io voglio aver paura di questa possibilità; quando smetto di averne paura, mi ritrovo in serio pericolo”. Quindi come puoi affrontare i tuoi desideri carnali? L’unico modo è rendere la Parola di Dio il tuo codice di comportamento e rifiutare di scendere a compromessi. E se hai bisogno di un modello, non puoi trovarne uno migliore di Gesù stesso.

Egli disse, “Se uno vuole venire dietro a me, rinunci a se stesso” (Matteo 16:24). Ogni giorno, cerca un’opportunità di “rinunciare” a te stesso in piccole situazioni. Rimarrai sorpreso da quanto questo sia difficile! Ma la ricompensa arriva in un secondo tempo, dopo dovrai rinunciare a te stesso in grandi situazioni della vita che hanno bisogno di maggiore impegno.

La crescita spirituale è un lavoro di squadra

“Andiamo alla casa del Signore” Salmo 122:1

Il salmista disse, “Mi sono rallegrato quando mi hanno detto: ‘Andiamo alla casa del Signore’.” Ti senti anche tu così quando vai alla casa di Dio? Se non è così, perché? Paolo scrive: “Siete parte di quel edificio che ha come fondamenta gli apostoli e i profeti, e come pietra principale lo stesso Gesù Cristo. È lui che dà solidità a tutta la costruzione, e la fa crescere fino a diventare un Tempio santo per il Signore. Uniti a lui, anche voi siete costruiti insieme con gli altri, per essere la casa dove Dio abita per mezzo dello Spirito Santo” (Efesini 2:20-22 ICL00). Ci sono momenti in cui si ha la necessità di rimanere da soli con Dio in preghiera; ci sono momenti in cui potrai trovare la risposta che stai cercando stando insieme al popolo di Dio.

Quando coloro in cui alberga lo Spirito di Dio si incontrano per l’adorazione, l’insegnamento, l’incoraggiamento e il servizio, Dio si presenta in modo potente. Cresci spiritualmente quando sperimenti la Sua presenza, ascolti la Sua Parola, e stai in compagnia con i fratelli e le sorelle in Cristo. Ogni volta che ti ritrovi con altri membri del corpo di Cristo, ti ricordi di essere dalla parte vincente. È difficile festeggiare da soli. Quando hai qualcosa per cui festeggiare, generalmente chiami altre persone per poter condividere la gioia, giusto? Gesù è così entusiasta della Sua vittoria sulla croce, che ci chiama ogni settimana a celebrare ciò che Egli ha compiuto per noi. E il festeggiamento, come la crescita spirituale, è un lavoro di squadra.

Dio non ti abbandonerà mai

“Tutti mi hanno abbandonato; Il Signore però mi ha assistito” 2 Timoteo 4:16-17

Quando qualcuno che ami muore, vuole il divorzio o ti abbandona, vieni profondamente ferito. Nemmeno Paolo ne fu esente. Ecco alcune delle sue ultime parole: “[Timoteo] cerca di venire presto da me, perché Dema…mi ha lasciato e se n’è andato… Solo Luca è con me. Prendi Marco e conducilo con te, poiché mi è molto utile per il ministero…Alessandro, il ramaio, mi ha procurato molti mali… Nella mia prima difesa nessuno si è trovato al mio fianco, ma tutti mi hanno abbandonato… Il Signore però mi ha assistito e mi ha reso forte… Il Signore mi libererà da ogni azione malvagia e mi salverà nel suo regno celeste. A lui sia la gloria nei secoli dei secoli” (vv. 9-18). Il fatto è, puoi sopravvivere senza gli altri ma non puoi sopravvivere senza Dio. Ecco perché Egli rimuove ciò che ci rende dipendenti dalle persone.

Egli invia alcune persone nella tua vita come aiuto per edificare la tua fede e sviluppare il tuo carattere e, una volta andate, per lasciarti con la sicurezza che Dio ha il controllo. La perdita dei nostri cari: 1. Sviluppa i tuoi muscoli spirituali; 2. Mette alla prova la tua resilienza; 3. Ti mostra l’estensione della potenza di Dio. Quando Mosè morì e Giosuè fu lasciato al comando, Dio gli disse, “Come sono stato con Mosè, così sarò con te” (Giosuè 1:5). C’è qualcosa che Giosuè non avrebbe mai potuto imparare mentre Mosè era ancora in vita. Ed è una lezione che non puoi imparare guardando qualcun altro per avere delle risposte. Perciò, rivolgiti a Dio. Colui che ha calmato la tempesta nel Mar di Galilea, può calmare anche ciò che ti turba oggi.

Non perdere di vista i tuoi obiettivi

“Il suo cuore è tenace, privo di paure” Salmo 112:8

Per raggiungere il successo nella vita ci sono tre ostacoli che dovresti conoscere e superare: 1. Stanchezza. Si dice che durante il Derby del Kentucky il cavallo vincente finisce l’ossigeno dopo il primo mezzo miglio e corre il resto della gara con il “cuore.” Perciò, guarda il tuo cuore e verifica se sei sinceramente impegnato. “Non abbandonate la vostra franchezza, che ha una grande ricompensa! Infatti avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso” (Ebrei 10:35-36).

2. Paura. Quando si tratta di impegnarsi, ci sono quattro tipi di persone. a. Quelli che si tirano indietro: persone che non hanno obbiettivi e non si impegnano. b. Quelli che aspettano: persone che non sanno se possono raggiungere i loro obbiettivi e per questo hanno paura di impegnarsi. c. Quelli che rinunciano: persone che si dirigono verso un obbiettivo ma smettono appena le cose si fanno difficili.

d. Quelli che danno tutto: persone che si pongono degli obbiettivi, si impegnano e pagano il prezzo necessario per raggiungerli. Quale sei di questi quattro? Paura e fede saranno sempre presenti nella tua vita, e quello che scegli determinerà il successo o il fallimento. 3. Noncuranza: Ray Kroc, uomo d’affari di successo, disse, “Finché sei verde, stai crescendo. Non appena sei maturo, inizi a marcire”. Se sei saggio, prendi dei periodi di riposo per ricaricarti, rinnovarti e concentrarti nuovamente. Ma non devi accontentarti dei successi di ieri o seguire senza troppa convinzione l’estro del momento. Sii come Paolo: “Una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta” (Filippesi 3:13-14).

Il verbo amare

“Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore” 1 Giovanni 4:8

Amare è un verbo. Non è quello che pensi o senti; è ciò che fai. Quando Madre Teresa arrivò a Calcutta nel 1948, una delle prime cose che fece fu prendere cinque bambini abbandonati e portarli nella sua “scuola.” Prima della fine dell’anno aveva quarantuno studenti che studiavano igiene nella sua aula, situata in un parco pubblico. Presto la sua opera fu conosciuta come “Le Missionarie della Carità.” Nei due anni successivi, la loro attenzione si concentrò sulle persone in punto di morte, e un mendicante trovato in fin di vita sopra un cumulo di immondizia fu preso e portato da lei. La fame e la sofferenza lo avevano ridotto ad uno scheletro. Madre Teresa lo portò a casa e lo mise a letto.

Quando provò a lavarlo, scoprì che il suo corpo era ricoperto di vermi. Pezzi di pelle si staccavano mentre gli faceva il bagno. Per un breve momento l’uomo resuscitò. Nel suo stato semicosciente chiese, “Perché lo fai?” Madre Teresa rispose con due parole che diventarono il suo marchio per tutta la vita: “Per amore!” Tu, persona impegnata, è facile vedere gli altri come ostacoli irritanti alla tua organizzazione e ai tuoi obiettivi. Ciò che è difficile è elevarsi al di sopra del nostro egocentrismo e amare queste persone. Forse pensi che non sia una cosa importante! Pensaci ancora; la Bibbia dice, “Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore” (vv.7-8).

Metti via il righello!

“Bontà e verità non ti abbandonino” Proverbi 3:3

Prima dell’ultima cena, i discepoli si dimenticarono di lavare i piedi di Gesù. Pessima figura! E dopo che Gesù spiegò che il pane e il vino erano simboli della Sua imminente crocifissione, loro iniziarono a discutere su chi sarebbe stato il più grande nel Regno. Pessima figura! Gesù sapeva anche che entro poche ore si sarebbero addormentati nel Giardino del Getsemani. Pessima figura! Sapeva che Pietro lo avrebbe rinnegato. Pessima figura! Come li valutò Gesù? Non lo fece! Gesù non classifica le persone. E nemmeno tu devi farlo. Troverai una pace meravigliosa nella tua anima quando smetterai di classificare le persone e inizierai ad amarle nonostante tutto. Invece di rimproverare i discepoli, Gesù si complimenta, li ricompensa, li promuove, e li pone in un ruolo di onore nel cielo.

Anche dopo essersi dimenticati di lavare i piedi a Gesù, Egli volle mangiare comunque la Pasqua con loro (cfr. Luca 22:15). Nutrito dal loro amore, disse, “Or voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io dispongo che vi sia dato un regno, affinché mangiate e beviate alla mia tavola e sediate su troni” (Luca 22:28-30). Nella Sua notte più straziante Egli distribuì questi regali, e diede ai Suoi giovani discepoli più di quanto avesse mai dato a chiunque altro in termini di onore e gloria.

Ai Suoi occhi erano tutti meravigliosi. Non li valutò per le loro performance, ma per il loro amore che li motivò a rinunciare a tutto e a rimanere con Lui nel bene e nel male. Reimar Schultze afferma, “Non stabilire standard per te stesso. Può ucciderti. Come Gesù ha amato i Suoi discepoli allora, Egli li ama ora. Perciò smetti di preoccuparti inutilmente e di essere troppo pignolo con te stesso e con gli altri!”

Educa la volontà di tuo figlio

“È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia, ma tristezza” Ebrei 12:11

Molti comportamenti frustranti dei tuoi figli spesso vengono ignorati o minimizzati come cose da ragazzi. Ma c’è un comportamento ribelle che se ignorato, può portare i tuoi figli ad un’esistenza di difficoltà e tragedie. Educare la loro volontà non avverrà rapidamente né con facilità. La vecchia frase, “Figlio mio, questa storia farà più male a me che a te,” spesso è vera. Fare ciò che è più facile per loro adesso, li preparerà ad una vita di infelicità. Chuck Swindoll racconta di un giovane ribelle dal dentista. Quando gli venne chiesto di sedersi, il ragazzo disse, “Se mi obbliga a sedermi su quella sedia, mi toglierò i vestiti e metterò in imbarazzo lei e la tua assistente” “La decisione è tua” disse il dentista, “fai pure!” Spogliatosi fino alla biancheria intima, il giovane si mise sulla sedia.

“Togliti tutto, se insisti” disse il dentista. Dopo la visita, il ragazzo, imbarazzato più che ribelle, chiese i suoi vestiti. “Oh no! Li restituirò a tua madre domani” La saggia mamma capì le intenzioni del dentista e, anche lei piena di imbarazzo, condusse il figlio rosso di vergogna attraverso lo studio, nell’ascensore pubblico e nel parcheggio, fino alla macchina. Il giorno dopo la madre chiamò il dentista e lo ringraziò per la sua saggezza e il suo coraggio. “Per la prima volta dopo anni, abbiamo avuto ventiquattr’ore senza scontri provocatori e pieni di rabbia!” La Bibbia afferma, “È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa”.

Quando la giustizia sembra esserti negata

“Il Signore agisce con giustizia e difende tutti gli oppressi” Salmo 103:6

Quando O.J Simpson fu processato per l’omicidio della sua ex moglie Nicole Brown, la giuria decretò “Non colpevole”. In tribunale, la madre di Nicole pianse e disse, “Dio, dove sei?” È una domanda che ci facciamo quando la vita sembra essere ingiusta. La Bibbia risponde, “Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male” (Ecclesiaste 12:14). Ma noi vogliamo giustizia subito. Quindi ci sforziamo, domandiamo, dubitiamo. Lo fece anche il Salmista: “Fino a quando giudicherete ingiustamente e avrete riguardo agli empi?…fate giustizia al povero e al bisognoso” (Salmo 82:2-4). Lottiamo con questo tipo di domande che non hanno una facile risposta. Poi ventuno salmi dopo, Davide, che fu perdonato e ristabilito dopo aver commesso adulterio e omicidio, scrive:

“Il Signore agisce con giustizia e difende tutti gli oppressi. Il Signore è pietoso e clemente, lento all’ ira e ricco di bontà. Egli non contesta in eterno, né serba la sua ira per sempre. Egli non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci castiga in proporzione alle nostre colpe. Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così è grande la sua bontà verso quelli che lo temono. Come è lontano l’oriente dall’occidente, così ha egli allontanato da noi le nostre colpe. Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso il Signore verso quelli che lo temono. Poiché egli conosce la nostra natura; egli si ricorda che siamo polvere” (Salmo 103:6-14) Morale: la stessa grazia e misericordia che Dio rivolge a te, La offre anche a chi ti ha fatto del male.