La trappola del “Se solo”

“Chi bada al vento non seminerà; chi guarda alle nuvole non mieterà” Ecclesiaste 11:4

L’autore Betty Mahalik dice che attualmente siamo circondati da messaggi che urlano: “La mia vita sarebbe perfetta se solo avessi un lavoro diverso, una casa diversa, un auto diversa, un naso diverso, un coniuge diverso, un diverso conto in banca…(ognuno può aggiungere il suo caso particolare). O se solo potessi assomigliare a quella persona famosa, che sembra avere una vita ordinata e perfetta. Bene, questa settimana ho smesso di giocare al gioco “la mia vita sarebbe perfetta se”, e ho iniziato il gioco della “la mia vita perfetta”. Che differenza c’è? Tre punti fondamentali. 1. Vivere il presente; 2. Un atteggiamento di gratitudine; 3. Agire concretamente con ciò che è effettivamente disponibile al momento. Quando restiamo intrappolati nel “la mia vita sarebbe perfetta se”, perdiamo il contatto col presente e non si riesce più ad esercitare la gratitudine.

Pensaci: è difficile essere grati per ciò che non hai… e ciò che non hai è di solito qualcosa che appartiene alla tua “città-del-futuro”. Guardati intorno… hai un tetto sulla testa e cibo nel piatto? Pochi buoni amici e una relazione intima? Apprezzali, dunque! Probabilmente sei lì a pensare quanto sarebbe meglio con “più soldi, un matrimonio migliore, più tempo per viaggiare, o se fossi più magro, più felice, o più… qualcos’altro”; ebbene, smetti di rimuginare su ciò che ti manca e inizia a focalizzarti su ciò hai già”.

Nella Bibbia leggiamo: “Chi bada al vento non seminerà; chi guarda alle nuvole non mieterà”. Se il tuo approccio è, la perfezione-o-niente, allora finirai con niente. Il fatto che “siamo opera sua [di Dio]”, significa che, mentre fare del nostro meglio è sempre apprezzabile, nessuno di noi raggiungerà la perfezione da questo lato del paradiso. E va bene così, perché Cristo ci ha rivestiti della Sua giustizia e ci dà “tutto pienamente in lui” (Colossesi 2:10).

Adotta la strategia del sorriso

“Io sorridevo loro quando erano sfiduciati; non potevano oscurare la luce del mio volto” Giobbe 29:24

Un pastore racconta di essere stato nella stessa chiesa per dodici anni. Aveva l’abitudine, durante il culto domenicale, di chiamare a sé i bambini poco prima del sermone, perché andassero in una “chiesa per bambini” apposta per loro. I bambini in fila passavano davanti al pulpito, e il pastore era molto attento e scrupoloso a sorridere a ciascuno di loro. “Era per me uno dei momenti più seri della celebrazione”, ricorda. Ma una domenica, a quanto pare, gli sfuggì di sorridere ad una bimba. Una piccola riccioluta di quattro anni si staccò dalla fila per correre singhiozzando tra le braccia della madre, come se avesse il cuore spezzato. A fine culto, il pastore chiese che cosa fosse successo. La madre riportò le parole della figlia: “Io ho sorriso a Dio, ma Lui non ha risposto al mio sorriso!”

Il pastore riflette, “Per quella bimba, io rappresentavo Dio. Non le avevo sorriso, e il suo mondo si era oscurato”. Nel corso di questo nuovo giorno, impegnati ad adottare la strategia del sorriso. Forse dirai, “Ho più problemi di Giobbe, non c’è nulla di cui sorridere”. Giobbe affrontò più difficoltà e sofferenze in un anno di quanti la maggior parte di noi affronta nel corso della vita intera. Pur essendo a terra, però, cercava di sollevare gli altri; disperato, consolava gli altri. Come gli era possibile? “Mi aspettavano come si aspetta la pioggia…io sorridevo loro quando erano sfiduciati; non potevano oscurare la luce del mio volto” (vv 23-24).

Non esistono lavori umili

“…Sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio” 1 Corinzi 10:31

Davide disse: “Preferirei stare sulla soglia della casa del mio Dio, che abitare nelle tende degli empi” (Salmo 84:10). In linea con queste parole, Joni Ereckson Tada scrive: “Elsie dirige una casa d’accoglienza Cristiana per giovani donne che hanno lasciato la prostituzione e il giro della droga sulle strade di Hollywood. Percorre le strade camminando, parlando del Vangelo e porta queste ragazze a Cristo. Se le neo-convertite vogliono davvero cambiare la loro vita e prendersi nuove responsabilità, avranno un posto nella casa di Elsie. Pam è una di queste ragazze. Una Cristiana dall’animo gentile, porta le cicatrici di risse coi coltelli e degli aghi di eroina. Le sue braccia sono deturpate dai tatuaggi. Percepii un sentimento di gioia e profonda riconoscenza quando mi spiegò il suo ruolo nella casa…” Pulisco i bagni, è ciò che faccio, e amo questo lavoro!”

Questa giovane donna era talmente grata di avere una struttura nella sua vita, sicurezza intorno a lei, e un lavoro onesto al servizio del Regno di Cristo… che un giorno di servizio nella casa di Elsie valeva più di migliaia di giorni trascorsi nella squallida ricerca di piaceri auto-distruttivi. Il suo atteggiamento umile rispetto al lavoro assegnatole, la sua gioia nel pulire i bagni, sgorgavano da una acuta consapevolezza del suo ruolo all’interno del corpo di Cristo.

Pochi credenti hanno un passato simile a quello di Pam, ma quotidianamente ognuno di noi si rimbocca le maniche per fare lavori umili e basilari, come cambiare l’olio alle auto all’officina di Jiffy Lube, cambiare il toner delle stampanti, cambiare i pannolini (magari di un genitore anziano)”. Dunque, qual è il tuo atteggiamento verso i lavori umili? Quando “Servi il Signore con letizia” (Salmo 100:2), trovi gioia nelle incombenze quotidiane, perché ricordi per Chi stai lavorando.

Dio dista solo lo spazio di una preghiera

“Questo afflitto ha gridato, e il Signore l’ha esaudito; l’ha salvato da tutte le sue disgrazie” Salmo 34:6

J.C.Penney è ora in cielo, ma centinaia di grandi magazzini in tutti gli Stati Uniti portano ancora il suo nome. Sin dall’inizio ha avuto un solo interesse: guadagnare molto. Da semplice impiegato a sei dollari la settimana, la sua ambizione divorante era di arrivare a valere centinaia di migliaia di dollari. Raggiunto quell’obiettivo, si sentì temporaneamente soddisfatto, ma presto ambì a valere milioni di dollari. Poi, una tragedia colpì la sua vita: sua moglie morì a seguito di una polmonite. Ricorda: “Quando lei morì, mi crollò il mondo addosso. Creare un impero aziendale, accumulare ricchezze… a che scopo? Mi sentivo beffato dalla vita, e persino da Dio stesso”.

Ben presto cadde in rovina finanziaria e in profonda depressione. Fu a quel punto che si rivolse a Dio e sperimentò una conversione miracolosa. Racconta: “Quando fui ricondotto all’umiltà e alla presa di coscienza della mia dipendenza da Dio… è stato come se una luce avesse illuminato il mio essere. Non saprei come dirlo diversamente: divenni un uomo nuovo”. La tua vita cade a pezzi? Sei giù, e ti chiedi come riuscire a rialzarti? Volgiti a Dio; dista solo lo spazio di una preghiera. Davide, il salmista, pregò così: “Questo afflitto ha gridato e il Signore l’ha esaudito; l’ha salvato da tutte le sue angosce”. E ciò che Dio fece per Davide, farà per te oggi.

I quattro elementi fondamentali della preghiera

“Pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito” Efesini 6:18

Per aiutare a memorizzare questi quattro elementi, pensiamo all’acrostico della parola inglese per pregare: P-R-A-Y. 1. P come “Praise”, cioè, loda il Signore. Prima di fare delle richieste in preghiera, loda il Signore in preghiera. Quando ci si rivolge ad un presidente o primo ministro, esiste un protocollo da rispettare; lo stesso vale quando ci avviciniamo a Dio. Il salmista scrisse: “Entrate nelle sue porte con ringraziamento, nei suoi cortili con lode; celebratelo, benedite il suo nome” (Salmo 100:4). 2. R come “Repent”, cioè, pentiti dei tuoi peccati. Come il calore della fornace fa affiorare sulla superfice del metallo le impurità, così che l’artigiano possa rimuoverle, la preghiera porta alla luce degli atteggiamenti che devono essere cambiati, delle abitudini che vanno interrotte e delle barriere alla crescita spirituale da rimuovere. E se dimentichi alcuni dei tuoi peccati?

Paolo ci dice: “Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza… esamina i cuori… intercede per i santi secondo il colere di Dio” (Romani 8:26-27). 3. A come “Ask”, cioè chiedi per te stesso e per gli altri. Le tue preghiere invitano Dio ad entrare nella tua situazione, e la fede attiva il Suo potere di cambiarla. Non esiste distanza, né barriera linguistica che la preghiera non possa superare.

E’ come girare l’interruttore e ricevere corrente, luce e calore; quando preghi, le circostanze iniziano a cambiare. Gesù disse: “Vi darò le chiavi del regno dei cieli… tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli” (Matteo 16:19). 4. Y come “Yield”, cioè arrenditi alla volontà di Dio. Se non conosci la volontà di Dio, la preghiera è il punto di inizio. Se invece già la conosci, ma non la stai mettendo in pratica, la preghiera ti convincerà, correggerà e incanalerà nella giusta direzione.

Cambia modo di pensare!

“Ti spanderai a destra e a sinistra” Isaia 54:3

Dio disse al Suo popolo: “Non ricordate più le cose passate, non considerate più le cose antiche. Ecco, io sto per fare una cosa nuova” (Isaia 43: 18-19). Quindi, se chiedi a Dio di darti una visione, o di far crescere quella che ti ha già dato, devi fare spazio mentalmente. Qualcuno ha detto che i sogni giungono in taglia extra-large, così da poter crescere per indossarli. Non accontentarti della mediocrità nel tuo lavoro, nelle relazioni e nel cammino con Dio. Mark Twain scrisse: “Tra vent’anni il vostro rammarico maggiore saranno le cose che non avete fatto, non quelle fatte. Quindi, sciogli la cima di prua, lascia il tuo porto tranquillo, sfrutta il vento, esplora, sogna, scopri”.

Anche se provieni da un passato di dipendenza, povertà, depressione, abuso e bassa auto-stima, Dio può renderti capace di sollevarti e porre fine a quel vecchio atteggiamento mentale di sconfitta. Ai tempi biblici, la pelle degli animali era usata per fabbricare contenitori per il vino. All’inizio sono duttili e semplici da usare, col tempo, però, si fanno rigidi e perdono la loro capacità di espandersi. Ecco perché Gesù disse: “ Neppure si mette il vino in otri vecchi; altrimenti gli otri scoppiano… ma si mette il vino nuovo in otri nuovi e l’uno e gli altri si conservano” (Matteo 9:17). Getta i tuoi otri vecchi! Dio non infonderà nuove idee in una mente fossilizzata, cambierà invece la tua vita quando allinei il tuo modo di pensare col Suo.

Come scoprire la tua vocazione

“Mettetemi da parte Barnaba e Saulo” Atti 13:2

Scrive la Bibbia: “Mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: “Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati” (vv 2-3). Osserva tre particolari: 1. Barnaba e Saul erano in chiesa quando furono chiamati da Dio. Ancora oggi lo Spirito Santo ci parla quando ci riuniamo a pregare, adorare e ascoltare la Parola di Dio. Uno dei motivi per cui non abbiamo una direzione chiara per la nostra vita è perché non frequentiamo luoghi nei quali Dio può parlarci, in modo oggettivo attraverso la Sua Parola, e in modo individuale attraverso il Suo Spirito. 2. La loro chiamata fu confermata da conduttori riconosciuti. Ad imporre le mani su Paolo e Barnaba confermando la loro chiamata, furono dei conduttori che avevano preso il tempo per pregare, digiunare e ricercare la volontà di Dio. Queste persone sono un dono.

Non ti diranno necessariamente ciò che vuoi sentirti dire, ma ti diranno ciò che ti serve ascoltare. Ti consiglieranno, correggeranno e conforteranno quando ne avrai bisogno, e confermeranno la volontà di Dio per te. Hai delle relazioni di questo tipo? Se non ne hai, adoperati per costruirne alcune.

3. Dio non gioca a nascondino con la Sua volontà per la tua vita. Dio chiamò Paolo e Barnaba per nome. Si, Dio conosce il tuo nome, sa dove abiti e in quali circostanze vivi. Gedeone stava battendo il grano in un torchio (per sottrarlo alla vista dei Madianiti) e Pietro era al largo a pescare, quando furono chiamati da Dio. La tua mancanza di esperienza specifica nel “ministero” non è un limite per Dio. Infatti, Egli non chiama le persone qualificate, bensì qualifica le persone chiamate. Quindi, sii fedele e rimani in attesa di Dio, e quando verrà il momento giusto, Egli ti chiamerà.

Punta all’eccellenza (2)

“Perché possiate apprezzare le cose migliori” Filippesi 1:10

L’eccellenza richiede due cose: tempo e sforzo supplementari. Sollecita ad andare “in alto e oltre” ciò che ci viene richiesto, perché lo si considera una questione di carattere e integrità. Non stiamo parlando di puntare alla perfezione. Questo potrebbe far andare fuori di testa te e chi ti sta attorno. Il perfezionismo è egocentrico, cerca l’approvazione e il plauso. Il tuo obiettivo dovrebbe essere di svolgere ogni incarico o impegno come se te lo avesse chiesto Dio stesso, che valuterà e ricompenserà la tua prestazione. L’antico proverbio, “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”, non vale per Dio; Egli è consapevole di ogni tua attività. “Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l’eredità.

Servite Cristo, il Signore!” (Colossesi 3: 23-24). Significa lavorare sempre il meglio possibile, anche quando il capo non vede. Ecco un pensiero importante: evita le persone con abitudini mediocri, o che deridono i tuoi sforzi di essere eccellente. Vuoi davvero essere come loro? Stai raggiungendo per la tua vita i risultati che desideri? Se Dio è il tuo Padre celeste, allora porti il Suo nome: “Oh Dio, Signore nostro, quant’è magnifico il tuo nome su tutta la terra!” (Salmo 8: 1). Oggi, prega così: “Padre, donami il desiderio dell’eccellenza in ogni mio impegno. Aiutami a vivere con la consapevolezza costante del tuo occhio benigno su di me, che mi scruta e mi valuta, così che io possa fare ogni cosa come se fosse per Te e non per gli uomini. Ti prego nel nome di Gesù, Amen”.

Punta all’eccellenza (1)

“In te si trovano luce, intelligenza e una saggezza straordinaria” Daniele 5:14

Daniele viveva in esilio, ma non si accontentò di una situazione mediocre. Questo non sfuggì all’attenzione del re di Babilonia, che disse: “Io ho sentito dire che tu possiedi lo spirito degli dei, che in te si trovano luce, intelligenza e una saggezza straordinaria”. Che curriculum!! Che reputazione! E che rimprovero per chi si accontenta di barcamenarsi un po’ come viene. La Bibbia dice: “Hai visto un uomo veloce nelle sue faccende? Egli starà al servizio del re; non starà al servizio della gente oscura” (Proverbi 22: 29). Per essere notati e farsi strada nella vita è necessario studiare, crescere e affinare il proprio bagaglio di conoscenze e abilità. Prova a chiederti: hai forse un atteggiamento mediocre rispetto al lavoro, alle relazioni e alla vita in generale?

Se è così, prova per un attimo a pensare se chi lavora per te avesse quell’atteggiamento da “minimo necessario”. Che cosa diresti se un cameriere ti servisse il cibo freddo o versasse da bere in un bicchiere sporco? Ti lamenteresti? In tal caso, immagina come si sentono le persone quando offri un lavoro scadente e un atteggiamento da “non mi importa nulla”. Si dice che “l’eccellenza sia già in sé la propria ricompensa”. Sarai ricompensato per l’eccellenza, ma la ricompensa maggiore sarà sapere di aver fatto il tuo meglio. Aristotele disse: “Siamo ciò che facciamo d’abitudine. L’eccellenza dunque, non è un atto bensì una consuetudine”. Osserva la vita di persone che eccellono nel loro campo. Studia le loro abitudini e impara da loro. Identifica i loro tratti caratteristici e falli crescere in te. In conclusione: solo dopo aver fatto del tuo meglio, Dio farà il resto.

Come approcciarsi alla lettura della Bibbia

“I precetti del Signore sono giusti, rallegrano il cuore” Salmo 19:8

Il modo in cui ti accosti alla lettura della Bibbia è molto importante. Devi fare due cose: 1. Accostarti ad essa con integrità. Quando un “nuovo” Cristiano in un gruppo di studio biblico disse, “Ho fatto fatica a credere ad alcune parti della Bibbia”, gli altri sorrisero e applaudirono. Non lo fecero perché l’incredulità sia una buona notizia; lo fecero perché finalmente era giunto al quel grado di onestà da ammettere i suoi dubbi. Non preoccuparti, Dio non si arrabbia per questo. Fino a che non sarai disposto a parlare dei tuoi dubbi, non potrai risolverli. Quando Tommaso mise in dubbio la resurrezione, Gesù si fece vedere proprio per convincerlo. Ed Egli si mostrerà anche a te! È sbagliato forzarti a credere a qualcosa o evitare di leggere alcune parti della Bibbia per non essere disturbato.

Gesù disse, “Quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità…Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà” (Giovanni 16:13-14). 2. Leggila con aspettativa. Quando compri un libro, incontri l’autore e gli chiedi l’autografo, inizi a vedere il libro in modo diverso. Lo custodisci. E quando leggi la Bibbia con un cuore pieno di aspettativa, l’autore si fa vivo. Nel momento in cui leggi la Sua Parola inizi a sentire la sua presenza e realizzi che Egli ti sta parlando personalmente. Gesù disse, “È lo Spirito che vivifica; la carne non è di alcuna utilità; le parole che vi ho dette sono spirito e vita” (Giovanni 6:63). Quando ti accosti alla Scrittura affamato e pieno di aspettativa, non rimarrai mai deluso.