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STAI CHIEDENDO A DIO UN FIGLIO?

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“PREGAI PER AVERE QUESTO BAMBINO; IL SIGNORE MI HA CONCESSO QUEL CHE IO GLI AVEVO DOMANDATO” 1 SAMUELE 1:2

Anna voleva essere una madre così ardentemente che “pregò il Signore piangendo” (v 10). In effetti, fece un voto a Dio promettendo che, se le avesse dato un figlio, lo avrebbe “consacrato al Signore per tutti i giorni della sua vita” (v 11). E così fu. La Bibbia dice: “Nel corso dell’anno, Anna concepì e partorì un figlio” (v 20). La stessa cosa accadde a Ruth: “Boaz generò Obed da Ruth” (Matteo 1: 5). Ruth era una vedova indigente quando Dio la presentò a Boaz, il proprietario del campo in cui stava spigolando. Lei era una Gentile, lui un Ebreo; per legge era loro proibito sposarsi. Ma Dio rimosse questa barriera e dalla loro unione nacque un bambino chiamato Obed, progenitore del re Davide e, infine, del nostro benedetto Signore Gesù. Dio disse: “Io sono il Signore, Dio di ogni carne; c’è forse qualcosa di troppo difficile per me?” (Geremia 32:27). Se non sei sicuro della risposta, eccola: “Signore… Tu hai fatto il cielo e la terra con la tua gran potenza e con il tuo braccio steso; non c’è nulla troppo difficile per te” (v 17). Se in questo periodo stai chiedendo a Dio un figlio, abbi fede in queste Scritture e abbi fede in Lui: “Trova la tua gioia nel Signore ed Egli appagherà i desideri del tuo cuore. Riponi la tua sorte nel Signore; confida in Lui, ed Egli agirà… Sta’ in silenzio davanti al Signore, e aspettalo” (Salmo 37: 4-5, 7).

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COME VINCERE LE BATTAGLIE DELLA VITA (6)

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“GIOSAFAT STABILÌ DEI CANTORI CHE… CANTASSERO LE LODI DEL SIGNORE” 2 CRONACHE 20:21

Ringrazia Dio in anticipo. Immagina di stare in piedi sulla sommità di una montagna, sotto di te una vallata e di fronte un’altra montagna. Una grande battaglia sta per iniziare giù nella valle; sul monte, tre nazioni nemiche sono pronte, in attesa di distruggere Israele. Gli Israeliti sono sulla tua montagna e il loro capo Giosafat dice loro: “Ecco il piano di battaglia di Dio. Tutti quelli che cantano nel coro, vadano davanti”. Quindi l’esercito esce in battaglia, con il coro in prima linea che canta lodi a Dio. Il piano funzionò? Sì. Gli eserciti nemici furono confusi e finirono per uccidersi a vicenda; tutto ciò che il popolo di Dio dovette fare fu dividere il bottino! Perché Dio operò così? Per insegnarci con vigore a lodarlo per fede ancor prima che avvenga la vittoria. Quando preghi: “Signore, so di avere dei problemi, ma ti ringrazio in anticipo perché non esiste una situazione di cui non puoi occuparti”, accadono tre cose: (1) Cambia il tuo stato d’animo. Non hai più paura perché hai la certezza della presenza di Dio. (2) Cambia il tuo atteggiamento. Inizi a dire: “Signore, questo potrebbe essere troppo grande per me, ma non è troppo grande per Te”. (3) Cambia il tuo approccio. Invece di pronunciare parole di dubbio, inizi a pronunciare parole di fede. E poiché la tua fede onora Dio, Egli onora la tua fede e la battaglia inizia a volgersi a tuo favore. Ed ecco un’altra chiave importante per la vittoria: non lodare Dio solo per un po’ per poi smettere; continua a lodarlo finché non arriva il momento della svolta e del passo avanti.

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COME VINCERE LE BATTAGLIE DELLA VITA (5)

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“TENETEVI FERMI, E VEDRETE LA LIBERAZIONE CHE IL SIGNORE VI DARÀ” 2 CRONACHE 20:1

Resta fermo. Ascolta l’esortazione di Dio a Giosafat: “Tenetevi fermi”. Che cosa significa “tenersi fermo” quando sei in crisi? È un atteggiamento mentale di tranquilla fiducia che dice: “Ho fiducia in Dio”. Un conduttore di Chiesa scrive: “Questo è qualcosa che sto lentamente imparando; fuggire da una situazione difficile non è mai la volontà di Dio. Se lo faccio, la situazione mi seguirà e mi raggiungerà solo un po’ più in là. Potrebbe non sembrare la stessa, ma sarà la stessa. Perché? Perché Dio vuole insegnarmi che Egli è sufficiente per qualsiasi problema. Se non lo impariamo oggi, lo faremo la prossima settimana. Se non lo impariamo la prossima settimana, sarà per l’anno prossimo. Ma alla fine lo impareremo e prima sarà, meglio è. Possiamo evitare molti problemi rimanendo fermi e attendendo Dio con calma fiduciosa”. Dunque, su che cosa ci teniamo fermi? “Credete nel Signore, vostro Dio e sarete al sicuro; credete ai suoi profeti e trionferete” (v.20). Innanzitutto, dobbiamo tenerci fermi sul carattere di Dio: Egli è fedele e possiamo contare su di Lui. Secondo, dobbiamo tenerci fermi sugli scritti che Egli ci ha dato tramite i Suoi profeti, in altre parole, la verità della Bibbia. La Bibbia è la Parola di Dio e dobbiamo solo fare affidamento con calma fiduciosa sulle Sue promesse scritte. È questa la parola per te oggi: resta fermo sul carattere immutabile di Dio e sulle immutabili promesse della Sua Parola.

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COME VINCERE LE BATTAGLIE DELLA VITA (4)

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“QUESTA NON È BATTAGLIA VOSTRA, MA DI DIO” 2 CRONACHE 20:15

Impara a riposarti nella fede. Nota come Dio rispose alla preghiera di Giosafat: “Questa non è battaglia vostra, ma di Dio”. Molti di noi si sfiniscono cercando di combattere le battaglie di Dio con le proprie forze. Nello zelo iniziale della conversione, siamo ansiosi di conquistare il mondo a Gesù e vogliamo andare a realizzare da soli il Suo regno. Questo perché non ci rendiamo conto di che cosa comporta. Poi, dopo aver lavorato sodo con le nostre forze, la realtà si stabilisce nella sua evidenza. Finiamo per strisciare indietro carponi, amareggiati, perché pensiamo di aver deluso Dio. Ma Egli ci rassicura: “Non mi hai deluso, perché non sei tu a dovermi sostenere!” È così: non siamo noi a sostenere Dio, è Lui a sostenere noi! Non Lo teniamo nelle nostre mani, siamo noi ad essere nelle Sue! Dio ci invita a riposarci nella fede e a lasciarLo operare attraverso di noi. L’apostolo Paolo scrisse: “Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in Lui” (Colossesi 2: 6). In altre parole, ricorda come sei diventato credente la prima volta, per semplice fede nell’opera completa compiuta da Cristo; ora continua a vivere così, per semplice fede. Non sei diventato cristiano cercando la perfezione e facendo buone opere. La salvezza è un dono gratuito. Dio non ha bisogno di noi per tenere sotto controllo le cose; Egli ha tutto sotto controllo, vuole che riposiamo in Lui e lo lasciamo vivere ed operare attraverso di noi. Concludendo: la vittoria nella vita è un dono di Dio! “Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci fa trionfare in Cristo” (2 Corinzi 2:14).

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COME VINCERE LE BATTAGLIE DELLA VITA (3)

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“GIOSAFAT… SI DISPOSE A CERCARE IL SIGNORE.” 2 CRONACHE 20:3

In terzo luogo, porta i tuoi problemi al Signore. Nel mezzo della sua crisi, Giosafat “si dispose a cercare il Signore, e bandì un digiuno”. La preghiera è spesso l’ultima cosa a cui pensiamo. Perché? Perché vogliamo risolvere i nostri problemi da soli. Un diacono si rivolse al conduttore della Chiesa: “Pastore, abbiamo un problema che non riusciamo a risolvere. Abbiamo provato di tutto, ma niente sembra funzionare”. Il pastore disse: “Beh, immagino che tutto ciò che possiamo fare sia pregare”. “Pastore”, rispose il diacono, “siamo davvero arrivati a questo?”. Quando affronti le battaglie della vita, la preghiera dovrebbe essere la prima risorsa, non l’ultima! E a volte, quando il problema non cede alla sola preghiera, Dio ti porta ad aggiungere un secondo elemento: il digiuno. L’hai mai provato? Il digiuno non è qualcosa di mistico e misterioso; si tratta di concentrazione! Significa dire: “Signore, posso fare a meno del cibo e di altre cose, ma non posso risolvere questo problema senza di Te. Quindi, invece di mangiare, trascorrerò del tempo a cercare il tuo volto finché non avrò una risposta”. Cornelio, un Gentile, digiunò e pregò per quattro giorni, chiedendo a Dio una direzione. Di conseguenza, Dio mandò Pietro a casa sua per predicare il Vangelo ai Gentili, cambiando il corso della storia (cfr. Atti 10). Per sapere chi designare come guida, la chiesa del Nuovo Testamento digiunò, pregò e chiese aiuto a Dio. Di conseguenza, si formò uno dei gruppi di annuncio del Vangelo più dinamici di tutti i tempi, Paolo e Barnaba (cfr. Atti 13: 2-3). Quando sarai serio abbastanza da digiunare e pregare per il tuo problema, Dio ti mostrerà la soluzione.

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COME VINCERE LE BATTAGLIE DELLA VITA (2)

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“NON SAPPIAMO CHE FARE, MA GLI OCCHI NOSTRI SONO SU DI TE!” 2 CRONACHE 20:12

In secondo luogo, ammetti la tua inadeguatezza. Le uniche persone che Dio non può aiutare sono quelle che pensano di non aver bisogno del Suo aiuto. Il re Giosafat disse: “Noi siamo senza forza, di fronte a questa moltitudine che avanza contro di noi; e non sappiamo che fare, ma gli occhi nostri sono su di Te”. Spesso i nostri occhi sono su tutto e tutti, eccetto Dio, l’unico che può risolvere i nostri problemi. Le circostanze in cui ti trovi sono come un materasso: se sei sopra puoi riposare bene, ma se sei sotto, potresti soffocare. Tieni gli occhi sul Signore e trionferai sulla situazione che attraversi. Ricorda: “Non per potenza né per forza, ma per lo Spirito mio, dice il Signore degli eserciti” (Zaccaria 4:6). Non puoi vivere la vita cristiana con le tue forze, perché non bastano. Hai bisogno della forza che viene dal lasciar vivere in te lo Spirito di Dio. Pensa ad un guanto. Di per sé è inerte e impotente. Ma calzato su una mano, diventa utile ed efficace. Gesù disse: “Voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi” (Atti 1: 8). Gesù spesso parlava dello Spirito Santo come del “Consolatore”, quindi quando non sai cosa fare, affidati alla Sua promessa: “Il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto” (Giovanni 14:26). Se combatti con le tue forze, perderai. Ma quando attingi alla forza dello Spirito di Dio che è in te, vincerai.

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COME VINCERE LE BATTAGLIE DELLA VITA (1)

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“POICHÉ NOI SIAMO SENZA FORZA, DI FRONTE A QUESTA MOLTITUDINE CHE AVANZA CONTRO DI NOI” 2 CRONACHE 20:12

Con l’aiuto di Dio, il re Giosafat vinse non un solo esercito, ma tre! La sua vittoria ci insegna come vincere le battaglie della vita. In primo luogo, identifica il nemico. Molti di noi non hanno idea di chi sia il vero nemico. Lo identifichiamo nel collega interessato a sottrarci il lavoro, nel nostro coniuge o nei nostri soldi. Ma spesso il nemico è il nostro atteggiamento! Non è tanto ciò che accade ad abbatterci, quanto la nostra risposta a quella situazione. Prima di poter vincere a livello personale, devi identificare il nemico. Nota come reagì Giosafat quando sentì che “una gran moltitudine” gli veniva contro. “Ebbe paura” (vv 2-3). È una risposta umana abbastanza tipica. Vediamo un grosso problema, siamo presi dal panico e iniziamo a temere ciò che potrà accaderci. In realtà la paura non è un male, a meno di non affrontarla nel modo sbagliato. La paura può motivarci a superare il problema e avvicinarci a Dio. Ma quando ci scoraggiamo, ci arrendiamo, ci arrabbiamo e iniziamo a chiedere: “Perché io, Signore?”, allora la paura ha la meglio su di noi. Se oggi ti trovi in una situazione che genera paura ed ansia, ricorda che Dio non risponde al bisogno, Egli risponde alla fede. Quindi radica la tua fede nella Sua Parola immutabile e credi fermamente alla Sua promessa: “Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia” (Isaia 41:10). La fiducia incrollabile nella Parola di Dio è ciò che porta il Suo aiuto.

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L’ORA DI PUNTA

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“IL SIGNORE BENEDIRÀ IL SUO POPOLO DANDOGLI PACE” SALMO 29:11

Chiamiamo “ora di punta” il ritorno dal lavoro, con traffico congestionato sulle strade e treni affollati. In realtà, la vera ora di punta è quando arriviamo a casa. Il tardo pomeriggio, prima di cena, tutti hanno fame e poca pazienza. Due genitori che lavorano di solito tornano a casa nervosi e stanchi, ma i figli non sono comprensivi e hanno bisogno di attenzioni immediate. Sono le condizioni ideali per i conflitti. Ci sono alcuni accorgimenti per disinnescare questa bomba ad orologeria. Innanzitutto, chiama i tuoi figli nel pomeriggio, prima di lasciare il lavoro. Questo può avvantaggiarti e prepararti a gestire eventuali problemi in fermento a casa. In secondo luogo, fai uno sforzo consapevole durante il tragitto di ritorno per accantonare le responsabilità del lavoro e le preoccupazioni della giornata. Terzo, per quanto riguarda la cena, è saggio preparare il più possibile la mattina o la sera prima. Le cene a cottura lenta, che cuociono tutto il giorno, o quelle che possono passare direttamente dal frigorifero al forno, alleggeriranno la pressione in un momento di grande stress. Prima si mangia (e aumenta la glicemia), meglio è. Trascorri del tempo con i bambini prima dei compiti e del bagno serale. Con loro potresti portare il cane a fare una passeggiata nel quartiere o giocare a palla nel cortile. Infine, metti i bambini a letto e concediti qualche momento di tranquillità. Non esistono modi semplici per superare l’ora di punta per cinque sere la settimana, ma con un po’ di pianificazione, può essere meno stressante. Ed ecco una promessa per l’ora di punta: “Il Signore darà forza al suo popolo; il Signore benedirà il suo popolo dandogli pace”.

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“FATE OGNI COSA SENZA MORMORII” FILIPPESI 2:14

In una striscia dei Peanuts (fumetto di Charles M.Schultz), Lucy annuncia: “Ragazzi, oggi sono proprio di cattivo umore”. Linus, suo fratellino, sempre conciliante, risponde: “Forse posso essere d’aiuto. Perché non prendi il mio posto davanti alla TV, e io ti preparo qualcosa da sgranocchiare? Abbiamo tutti bisogno a volte di una coccola per sentirci meglio”. Qualche minuto più tardi, Linus porta a Lucy un panino, dei biscotti al cioccolato e un bicchiere di latte. “C’è altro che posso portarti? Qualcosa a cui non ho pensato?”, chiede lui. “Si”, lo aggredisce Lucy acida: “C’è una cosa a cui non hai pensato. Io non voglio sentirmi meglio!” Per alcune persone è proprio così, non vogliono stare meglio; vogliono solo ricevere attenzione e lamentarsi è un modo per ottenerla. Conosci qualcuno con questo atteggiamento? La Bibbia ci esorta ripetutamente a evitare le lamentele. Dobbiamo essere profondamente onesti e chiederci: “Quanto di ciò che dico mira a mostrare risentimento e scontento per la situazione, invece di cercare di migliorala? Ho forse costruito la mia vita intorno a persone col mio stesso atteggiamento, che probabilmente si arrabbierebbero se cercassi di crescere e adottarne uno migliore, più costruttivo? Continuo a vivere nel passato, leccando vecchie ferite, rifiutando di perdonare me stesso e gli altri?” Il tempo, da solo, non basta a guarire; serve discernimento, conoscenza. Gesù affermò che conoscere la verità ci renderà liberi (cfr. Giovanni 8:32). Una volta deciso di affrontare la verità del tuo atteggiamento, e di fare qualcosa per cambiarlo, la tua vita inizierà a migliorare. Un ultimo pensiero: “Siate sempre gioiosi… in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (1 Tess. 5:16-18). È la volontà di Dio; fallo dunque!!

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LASCIALI ANDARE (2)

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“NON ERANO DEI NOSTRI” 1 GIOVANNI 2:19

Con qualcuno andiamo d’accordo, con altri no. E con taluni, non dovremmo proprio andare d’accordo! Facciamo chiarezza: non si tratta di essere indifferenti, insensibili o suscitare controversie. L’apostolo Paolo ci esorta: “Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini” (Romani 12:18). Parliamo di persone dalle quali Dio ci dice espressamente di allontanarci. Ci sono due considerazioni da fare su chi non deve far parte della nostra vita. Primo, la scoperta. Dice la Bibbia: “Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; perché se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma ciò è avvenuto perché fosse manifesto che non tutti sono dei nostri” (1 Giovanni 2:19). È un dato di fatto: un piolo quadrato non entra in uno buco rotondo; olio e acqua non si mescolano e alcune persone semplicemente non possono far parte della tua vita. Secondo, la separazione. Scrive Paolo: “Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi… quale comunione [c’è] tra luce e tenebre? E quale accordo tra Cristo e Beliar? O quale relazione tra il fedele e l’infedele? E che armonia tra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come disse Dio: “Abiterò e camminerò in mezzo a loro; sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Perciò uscite di mezzo a loro e separatevene… e io vi accoglierò. E sarò per voi come un padre e voi sarete come figli e figlie” (2 Corinzi 6:1418). In conclusione: quando Dio ti fa capire che una certa relazione non è giusta per te, ascolta e obbedisci.

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