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EVITA UNA MALSANA AUTOANALISI (1)

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“ESAMINATEVI PER VEDERE SE SIETE NELLA FEDE” 2 CORINTI 13:5

L’analisi di sé per sé non è necessariamente un male se porta alla crescita spirituale. Tuttavia, alcuni la credono erroneamente un comandamento biblico! Dopo tutto, Dio non ci ha detto di “esaminare noi stessi”? Perciò, con questo in mente ci chiediamo: “Sono all’altezza spiritualmente? Mi sono veramente pentito? Prego abbastanza? Dio è soddisfatto di me?” La verità è che continuare a concentrarci su noi stessi può farci sentire scoraggiati e sconfitti. Verifichiamo con attenzione le Scritture. “Esaminare se stessi” compare solo due volte nella Scrittura e nessuna delle due citazioni ci insegna a indulgere nell’autoanalisi. Primo, Paolo contesta ai Corinti la loro tolleranza verso un grave peccato nella chiesa. Un uomo era diventato l’amante della matrigna e nessuno sembrava esserne disturbato. I Cristiani di Corinto “non si [erano] ravveduti dell’impurità, della fornicazione e della dissolutezza a cui si erano dati” (2 Corinti 12:21), dunque Paolo li esortò: “Esaminatevi per vedere se siete nella fede”. Questo non è un invito a focalizzare l’attenzione su di sé bensì ad un’autoverifica spirituale. Secondo, Paolo corresse il comportamento dei Corinti durante la Cena del Signore. Poiché alcuni si ubriacavano scrisse: “Ora ciascuno esamini sé stesso, e così mangi del pane e beva dal calice” (1Corinti 11:28). Paolo non suggerisce di fissarci sui nostri peccati, bensì sulla verità liberatrice, secondo la quale Gesù ha pagato il prezzo per tutti i nostri peccati: passati, presenti e futuri. La Bibbia dice: “Fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta” (Ebrei 12:2). La crescita, la gioia e la vittoria stanno nell’abbandonare un’errata idea di autoanalisi e nel restare concentrati su Cristo!

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