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MITI SULL’EDUCAZIONE DEI FIGLI (1)

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“E I LORO FIGLI, CHE NON NE AVRANNO ANCORA AVUTO CONOSCENZA,
LA UDRANNO E IMPARERANNO” DEUTERONOMIO 31:13

Nel suo libro “Perché Johnny Non Distingue il Giusto dall’Errore”, l’autore William Kilpatrick identifica alcuni miti sull’educazione dei figli che i genitori accettano per buoni: 1. Il mito del “Buon ragazzo cattivo”. La letteratura americana e i film spesso ritraggono i “cattivi ragazzi” come affascinati e attraenti. Tom Sawyer e Buster Brown sono esempi del passato; altri adorabili marmocchi del cinema sono esempi contemporanei. Questo filone della tradizione americana ha una presa così potente sull’immaginazione che la parola “obbedienza” suona come una parolaccia. 2. Il mito della bontà naturale. È l’idea che la virtù fiorirà da sola se ai bambini viene permesso di crescere a modo loro. 3. Il mito della conoscenza esperta. Nei decenni recenti, i genitori hanno rimesso all’autorità di professionisti tutto ciò che riguarda l’educazione dei loro figli. Sfortunatamente, la grande maggioranza degli esperti di educazione aderisce al mito della bontà naturale. Una tale enfasi è stata posta su unicità, creatività e spontaneità della natura dei bambini, che i genitori hanno compreso che crescere i figli significhi adattarsi a loro, piuttosto che fare in modo che i figli si adattino alle esigenze della vita famigliare. Fermiamoci un momento e vediamo che cosa Dio dice ai figli di Israele sull’educazione: “I loro figli, che non ne avranno ancora avuto conoscenza, la udranno e impareranno a temere [riverenza e rispetto] il Signore, il vostro Dio, tutto il tempo che vivrete”. Nota la frase “udranno e impareranno”. Non è un suggerimento per i genitori, è un comandamento al quale Dio chiede di obbedire se vuoi che la tua famiglia sia benedetta.

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