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DEVI MOSTRARE COMPASSIONE (1)

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 “VEDENDOLO, NE EBBE PIETÀ” LUCA 10:33

Molti dizionari definiscono il temine compassione come partecipazione, affetto, pietà, interesse, premura; tutte risposte emotive. La compassione che intende Gesù trascende le emozioni e si traduce in azione. La compassione secondo Cristo: 1. Riconosce i bisogni degli altri. “Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse ma anche quello degli altri” (Filippesi 2:3-4). Tieni a mente la frase “superiore a me stesso”, guardati attorno, osserva le persone che fanno parte della tua vita e ripeti: “superiore a me stesso”. Se sei egocentrico, ci vorrà del tempo prima di interiorizzare questo concetto. Anche le parole: “cercare l’interesse degli altri”. Sovente questi “altri” sono messi davvero male e difficili da amare. Le persone in carcere, ad esempio. Dirai: “Hanno ciò che meritano”. Forse, ma guarda te stesso: hai sempre avuto ciò che meritavi, o semplicemente ti è andata bene e non sei stato preso?  Pensaci! Ogni volta che fai visita a un ammalato o a un carcerato, il Signore dice: “lo hai fatto a me” (Matteo 25:40). In Luca 23:43 vediamo la compassione di Gesù per un criminale condannato alla croce a cui diede salvezza. Non dovresti selezionare e scegliere a chi mostrare compassione! Scrive la Bibbia: “Pietà deve l’amico a colui che soccombe, se anche abbandonasse il timore dell’Onnipotente” (Giobbe 6:14). Una missionaria pregava così: “Concedimi che, anche quando sei celato sotto le spoglie ripugnati della rabbia, del crimine o della follia, io possa riconoscerTi e dire: Gesù, Tu che soffri, com’è dolce servirTi”.

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