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NON ESSERE UN LANCIA ACCUSE (2)

“CIASCUNO INFATTI PORTERÀ IL PROPRIO FARDELLO” Galati 6:5

Sally gestiva un’azienda di marketing, e, quando sorgeva qualche problema, cercava automaticamente un capro espiatorio. Durante gli incontri rimproverava e criticava i suoi colleghi, definendo le proprie romanzine “discorsi di incoraggiamento”. I collaboratori iniziarono a licenziarsi in massa e, quando le entrate dell’azienda precipitarono, Sally se la prese con la crisi economica, lo staff inefficiente e le pessime condizioni lavorative. Alla fine il suo capo ne ebbe abbastanza e la licenziò. Dare la colpa agli altri era per Sally l’unico modo di sopravvivere. Non aveva mai considerato di aver potuto contribuire ai problemi, almeno in parte. Incolpare gli altri compromette la capacità di “portare il tuo fardello”. Un esperto sostiene: “Invece di diventare più forte, ti indebolisci. La gente pensa che ammettere di essere parte del problema significhi in qualche modo essere un
fallimento. In realtà è vero l’opposto. Ci vuole forza ad ammettere che tutti hanno in parte contribuito. Un altro effetto collaterale di dare la colpa ad altri è la presunzione. Ai tuoi occhi diventi incontestabile, diverso e migliore degli altri; non sei imperfetto come loro. Niente è più distante dalla verità. La Bibbia dice: “La superbia precede la rovina, e lo spirito altero precede la caduta” (Salmi 16:18). Quando incolpi gli altri perdi la capacità di vedere ciò che realmente accade. E ti sorprendi se una relazione si rompe o se perdi il lavoro: non te lo aspettavi! Se però smetti di biasimare gli altri e di accusarli, allora nasce la compassione. Capisci che sbagliare è naturale e inevitabile. Sono solo errori, si possono correggere; non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in te o nelle altre persone”. Quindi, assumi la responsabilità della tua vita: impara a “portare il tuo fardello”.

NON ESSERE UN LANCIA ACCUSE (2)